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Safety e Security, soluzioni, opinioni e tecnologie a confronto

19/04/2013

MILANO- La prima edizione della Mostra-Convegno “Soluzioni e Tecnologie di Safety e Security per la tutela del Patrimonio e l'incolumità delle Persone in situazioni ordinarie o critiche” , organizzata dall'Istituto Internazionale di Ricerca il 18 aprile scorso a Milano, ha senz'altro avuto il merito di affrontare il tema della sicurezza da una tale varietà di punti di vista da essere riuscita a comunicarne la complessità e le numerose implicazioni. Le cinque Tavole Rotonde della giornata, relative a Trasporti; Ospedali; Centri Urbani; Esercizi Commerciali; Impianti Sportivi, Parchi Divertimenti, hanno infatti saputo offrire uno spaccato tanto immediato quanto articolato del tema, in un confronto tra settori che, proprio in virtù della notevole distanza tra loro, ha fatto emergere limiti, potenzialità, costi e benefici delle soluzioni proposte dal mercato, individuando i modelli più diffusi per l’integrazione dei dati tra le diverse tecnologie impiegate nella salvaguardia del patrimonio e della sicurezza delle persone, soprattutto nei cosiddetti “luoghi ad alta frequentazione”.

 

La tecnologia non prescinde dalla risorsa umana

 

Molto chiara, in apertura, l'analisi di Alberto Ferrari, Consulente Security e Sicurezza sul Luogo di Lavoro (Consiglio direttivo di A.I.PRO.S), le cui considerazioni hanno dato avvio a valutazioni  che, in modalità diverse, sono state condivise dai 17 professionisti della sicurezza intervenuti nell'arco della giornata. “Non si deve valutare l'aspetto della sicurezza soltanto da un punto di vista economico – ha osservato. Non si possono fare impianti tecnologicamente sofisticati se non a seguito di un'accurata valutazione dei rischi”. Ferrari, con i suoi 45 anni di esperienza nel settore, ha quindi insistito sulle procedure da osservare, sul fatto che in molte realtà aziendali la sicurezza deve ancora oggi passare al vaglio dell'ufficio acquisti, e sulla necessità di un cambiamento culturale che porti a considerare la sicurezza come un investimento e non solo come un costo. Se c'è un aspetto che è emerso in quasi ogni intervento, questo è la centralità della risorsa umana in ogni processo relativo alla sicurezza. Ha espresso questo concetto Marco Lombardi, sociologo e professore specializzato nell'analisi delle minacce terroristiche, che ha ribadito, moderando la Tavola rotonda focalizzata sulla Sicurezza Urbana, la centralità dell'intervento e della dimensione umana. Lo ha sottolineato Biagio Storniolo, Comandante del Reparto operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Milano, che ha descritto l'ammodernamento e ampliamento delle risorse tecnologiche dell'Arma dagli anni '70 ad oggi, ammodernamento che non prescinde mai dall'intervento e dalla capacità decisionale del singolo. Lo ha puntualizzato Flavio Noè, Health safety and Risk Manager di Gardaland, che ha a sua volta enfatizzato il ruolo della  “vera forza motrice della sicurezza”, l'uomo, essenziale come lo è la presenza dei presidi tecnologici, a maggior ragione in contesti molto sfidanti quali quelli dei parchi di divertimento, dove può accadere di tutto, all'insegna della massima imprevedibilità, e dove il personale “deve saper prevedere e gestire anche gli eventi più illogici”.  Molto lontani, come accennato, i contesti descritti dai vari relatori con brevi interventi, visti i tempi ristretti. Numerosi e importanti, però, i punti di contatto espressi. Che si tratti di porti, di treni o metropolitane, che si sia dinanzi a pendolari, a persone all'interno di strutture ospedaliere, a clienti di centri commerciali o a turisti che affollano in massa un parco ricreativo, l'approccio alla sicurezza non è sostanzialmente molto diverso. La tecnologia impiegata nella difesa, attiva e passiva, e nelle attività di controllo, gestione emergenze ed avacuazione offre un supporto, fondamentale e ormai insostituibile. Le soluzioni tecnologiche, pur nella diversa efficacia dovuta alla varietà e specificità della loro applicazione, pur nella pluralità e incertezza degli eventi critici che possono verificarsi e delle tipologie di utenza che sono chiamate a tutelare, non prescindono però da alcuni presupposti. Devono poter agire in una logica integrata, in un'ottica di condivisione di dati e informazioni e in una visione culturalmente nuova, che esca  dall'”autoreferenzialità” ancora tipica di molti contesti. Il tutto, naturalmente, nella tutela e rispetto della privacy di ogni individuo, qualunque sia il contesto in cui esso si trovi. Concetti come quelli di “sicurezza partecipata” si stanno diffondendo  (molto interessanti sotto questo profilo gli interventi dei due rappresentanti di GTT, Gruppo Trasporti Torinesi, che hanno descritto un panorama reale ma quasi futuristico, quello della gestione della sicurezza nella metropolitana di Torino, che ha la peculiarità di essere automatica, con stazioni del tutto prive di personale), ma l'impossibilità di prevedere alcuni eventi critici, l'insorgere prepotente di nuove minacce, in certi casi la stessa carenza di orientamenti e procedure normative ben definite - basti pensare alle difficoltà di contrastare i crescenti episodi di taccheggio che incontra la grande distribuzione - non rendono affatto agevole la tutela di persone e cose. É certo, e questo è indubbiamente il messaggio che la giornata di lavori ha saputo trasmettere, che è auspicabile un approccio nuovo, “multidimensionale” alla sicurezza, intesa come concetto condiviso e sostenuto da diversi attori, anche a livello istituzionale. Un approccio che, come ha forse meglio di ogni altro ha sintetizzato Andrea Tortora, responsabile Ambiente, Qualità, Sicurezza ed Energia di GTT,  sappia rendere le diverse espressioni della tecnologia capaci di una forma “di prossimità empatica, a supporto della vicinanza e perfino della relazione con il cittadino”, di fatto il vero protagonista di un processo di sicurezza attuale, dinamico, rispettoso dei diritti individuali e soprattutto affidabile. www.iir-italy.it


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