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Videosorveglianza in condominio: l'installazione è più agevole se vi è una ragione di urgenza

08/01/2013

ROMA - L'urgenza. É questa la ragione che, se debitamente comprovata, può consentire l'installazione di un impianto di videosorveglianza sulle parti comuni di un condominio senza il preventivo consenso dell'assemblea e anzi richiedendo all'amministratore il rimborso delle spese sostenute. Lo ha stabilito una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione - sentenza n. 71 del 3 gennaio 2013 - rigettando il ricorso presentato contro una precedente sentenza del giudice di pace. Quest'ultima aveva dato ragione al condomino che aveva chiesto il rimborso delle spese per l'installazione in termini di urgenza di una telecamera a circuito chiuso con videoregistratore semestrale, finalizzato a scoraggiare azioni di danneggiamento, ulteriori rispetto a quelle già denunciate al Questore. Confermando la prima tesi del giudice, è stato affermato che nel caso in cui una persona effettui riprese di un'area condominiale destinata all'uso di un non definito numero di altre persone, non sussistono gli estremi atti a identificare interferenze illecite nella vita privata delle stesse. Venendo meno il problema della violazione della privacy e rilevando che tutti gli altri condomini non avevano avuto nulla da dire né sull'installazione e neppure sul rimborso delle spese, fatta eccezione per il ricorrente, la Suprema Corte ha pertanto rigettato il ricorso.

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