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Security Scanners at EU Airports: come gli occhiali a raggi X potrebbero diventare moneta corrente per gli impiegati alla sicurezza degli aeroporti europei

27/06/2010
BRUXELLES - Dopo anni di litigiosi dibattiti fra i membri del triangolo istituzionale europeo e gli Stati Membri  la Commissione Europea ha finalmente pubblicato (rigorosamente in inglese) questo 15 Giugno 2010 una comunicazione ufficiale riguardo ad una possibile introduzione a livello europeo di una normativa riguardo i body scanners (dispositivi analitici del corpo nella sua quasi integrità (il viso del passeggero è censurato per motivi di privacy) finalizzati alla ricerca di armi-esplosivi, senza alcun contatto fisico con gli addetti di sicurezza).

L'introduzione della comunicazione dà il colore al senso e opinione "di compromesso" fra le parti della Commissione Europea, in effetti dichiara " Questa comunicazione affronta il crescente uso di Security Scanners negli aeroporti dell'Unione Europea regolati a livello nazione. Diversi standard (legislativi) riguardo agli scanners attualmente funzionanti in Europa creano un serio rischio di frammentazione dei diritti fondamentali dei cittadini dell'unione europea, impedendogli i propri diritti di libertà di movimento e intensificando i dubbi relativi alla propria salute dovuti alle nuove tecnologie di sicurezza. Nonostante i Security Scanners siano ancora eccezionali negli aeroporti europei, esiste un crescente bisogno di far fronte a tali dubbi e trovare una soluzione comune.

La Comunicazione tratta di argomenti esaminati tramite gli standard Europei di sicurezza aeronautica comuni proponendo un quadro dall'approccio armonizzato per l'uso dei Security Scanners negli aeroporti. (La comunicazione) valuta come tale approccio armonizzato possa incorporare (…) i diritti fondamentali dell'Unione Europea ed un comune livello di protezione della salute in modo da aggiungere questa tecnologia alla lista pre-esistente di strutture adottabili per lo screening delle persone agli aeroporti".

Segue un riassunto esplicativo del perché delle recenti politiche in materia di sicurezza aeronautica integrate in buona parte dei paesi dell'Unione Europea: le prime norme di sicurezza aeronautica europea risalgono immediatamente dopo gli attacchi terroristici dell'11 Settembre 2001 e svilupparono una maggiore cooperazione nelle questioni di sicurezza aeronautica; infatti, già nel Dicembre 2001 in seguito all'incidente fermato a tempo del terrorista che cercò di dar fuoco ad esplosivi dissimulati nel tacco della propria scarpa e il tentativo di far esplodere nel 2006 alcuni aerei sull'Atlantico tramite l'uso di esplosivi liquidi portarono alla proibizione di liquidi a bordo degli aerei in Europa e numerosi altri stati. Il 25 Dicembre 2009 invece un fallito attentato terroristico tramite esplosivi nascosti sul volo 253 della Northwest Airlines da Amsterdam a Detroit rimise in questione i limiti dei metal detectors aeroportuali nella rilevazione di materiali  non metallici ed esplosivi liquidi; da quel momento furono introdotte misure di screening per i passeggeri diretti agli Stati Uniti.
In Europa vari Stati Membri (Finlandia, Inghilterra, Olanda, Francia e Italia) hanno già iniziato a testare o hanno già introdotto vari tipi di security scanners nei propri aeroporti. Negli Stati Uniti si contano invece già più di 200 security scanners sparsi per 41 aeroporti e prevedono di installarne più di 1800 entro il 2014 in modo da poterli considerarli come "prototipo base" della sicurezza aeroportuale statunitense.

In conclusione, nonostante i seri dubbi dimostrati dal Parlamento già in discussioni precedenti su un altro mezzo di "sicurezza" negli aeroporti – il "profiling"[4] (considerato come possibilmente discriminatorio) - la Commissione preferisce aumentare la sicurezza degli aeroporti "a detrimento" della privacy dei passeggeri. Ella considera i body scanners affidabili ed efficaci come metodo di filtraggio e di rilevamento degli oggetti metallici e non metallici trasportati dalle persone e propone la creazione di normative coordinate e coerenti a livello europeo (ciò ancora e soprattutto per le questioni di salute legate all'utilizzo di alcuni tipi di body scanners).

A seconda dell'esito delle prossime discussioni col Parlamento e Consiglio europeo la Commissione potrebbe proporre iniziative nello scopo della creazione di un vero e proprio quadro giuridico di sicurezza aeronautica dell'Unione Europea.

di Chiara de Capitani
Fonte: www.levanteonline.net


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