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Operazione banche sicure: in campo le migliori tecnologie

19/06/2010
BRESCIA - Pugno di ferro contro le rapine in banca. Brescia si inserisce nella linea nazionale e si prepara non solo a reprimere, ma e soprattutto a prevenire la criminalità bancaria con una serie di provvedimenti che vanno dall'affinamento delle tecnologie a disposizione degli operatori alla collaborazione sempre più serrata con le forze dell'ordine.
Dalle premesse generali alla segnalazione e valutazione dei rischi, fino alle misure obbligatorie di sicurezza che gli istituti bancari si impegneranno ad adottare entro i termini stabiliti, senza dimenticare la formazione del personale: 15 articoli, nero su bianco, per contrastare la criminalità in banca, bersaglio d'eccellenza anche nel Bresciano, nonostante le stime in calo.
Li prevede il protocollo d'intesa annuale sottoscritto durante il Comitato per l'ordine e la sicurezza dal prefetto di Brescia e da un rappresentante dell'Associazione bancaria italiana, davanti ai vertici istituzionali locali e le Forze dell'ordine.
«un documento che prevede proprio una serie di impegni reciproci che vadano ad ottimizzare la sinergia tra Prefettura, Forze dell'ordine e sistema bancario nell'attività di prevenzione e repressione delle rapine in banca», commenta soddisfatto il prefetto Livia Brassesco Pace.
Uno strumento che si inserisce nel protocollo firmato dal ministero dell'Interno e che introduce quindi nuovi e mirati elementi, tecnologici e non, a garanzia della sicurezza negli istituti di credito Bresciani che non solo dovranno affinare i dispositivi di sicurezza, ma anche istruire i dipendenti affinchè sappiano gestire consapevolmente eventuali rapine.
Obbligatori per tutti, ad esempio, i sistemi di videoregistrazione: moderni e tecnologici, che consentano cioè una ripresa più dettagliata dei tratti somatici decisivi per l'identificazione dei malviventi. Dopo la teoria, la pratica: come previsto dall'articolo 1, entro 25 giorni le banche dovranno segnalare alle Forze dell'ordine nomi e recapiti di riferimento per problematiche sulla sicurezza e orari di apertura, ma anche segnalare situazioni di rischio in filiale (guasti ai sistemi di sicurezza, movimenti sospetti, sostituzione dei sistemi di allarme).
Tempo tre mesi poi, per dotarsi di almeno 4 sistemi di sicurezza, a scelta tra: metal detector, bussola, rilevatore biometrico, vigilanza, videosorveglianza (digitale per le nuove istallazioni), videoregistrazione, allarme antirapina, sistema di protezione perimetrale, bancone blindato, dispositivo di custodia valori ad apertura ritardata o di erogazione temporizzata del denaro, sistema di macchiatura o tracciabilità delle banconote.
Fermo restando le misure minime, sarà ogni filiale a selezionare i sistemi di difesa in base alla specifica valutazione del rischio, senza dimenticare il diritto alla privacy e la protezione dei dati personali.
Oltre agli espedienti tecnologici, ruolo di rilievo avrà anche la preparazione degli impiegati. Come affrontare un malintenzionato che, coltello o taglierino alla mano chiede conto dell'incasso? O un soggetto sospetto che perlustra l'esterno dell'istituto, per esempio? Da protocollo, l'articolo 9 prevede proprio che le banche si impegnino ad intensificare le attività di formazione e informazione sulla sicurezza anticrimine nei confronti dei dipendenti.
Dal canto loro, anche le Forze dell'ordine dovranno partecipare, in caso di richiesta motivata, a «specifici incontri con le stesse banche», per dare informazioni e consigli sulla sicurezza.

Mara Rodella
Fonte: bresciaoggi.it



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