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“Uomini e tecnologie per la protezione dei beni culturali”, anche il Ministro Ornaghi alla presentazione del libro edito dalla Fondazione Enzo Hruby

25/10/2012

ROMA - Era presente anche il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Lorenzo Ornaghi, lo scorso 19 ottobre a Roma, presso il MiBAC, al convegno “Uomini e tecnologie per la protezione dei beni culturali”, evento organizzato dalla Fondazione Enzo Hruby per la presentazione dell’omonimo libro, scritto da Paola Guidi ed edito dalla Fondazione stessa. Sono state oltre 350 le persone che hanno partecipato, esponenti di alto livello delle Forze dell’Ordine e rappresentanti del mondo della politica, della cultura e dell’imprenditoria della sicurezza. Al termine della presentazione si è svolta la cerimonia di consegna del Premio H d’oro 2012 alle migliori realizzazioni di impianti di sicurezza. Un appuntamento di straordinaria rilevanza perché per la prima volta un convegno organizzato dalla Fondazione Enzo Hruby si è svolto nel cuore stesso del mondo della cultura, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, alla presenza stessa del Ministro.

 

Moderato da Armando Torno, giornalista del Corriere della Sera, l'incontro è stato aperto da Carlo Hruby, Vice Presidente della Fondazione. Si sono poi alternati gli interventi di Mariano Mossa, Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, di Cosimo Di Gesù, Comandante del Nucleo Polizia Tributaria Roma e di José Manuel Del Rio Carrasco, Sottosegretario della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa. “E’ una giornata significativa –ha esordito Lorenzo Ornaghi - viene qui presentato un libro che, con il suo ambizioso titolo, riesce a mostrare un ritratto positivo del nostro Paese, ricordando primati italiani quali l’impareggiabile patrimonio culturale, l’attività del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale nel perseguire gli illeciti, la Banca Dati del Comando che costituisce un riferimento internazionale in questo campo ed è proprio in questo ambito internazionale che noi dobbiamo operare e affermarci sempre di più.

 

La stessa Fondazione Enzo Hruby costituisce, a sua volta, un primato italiano poiché ha saputo unire la cultura e la sicurezza, e la sicurezza è fondamentale per la protezione di un patrimonio così immenso da essere definito dall’autrice “indescrivibile”. Ed è per il bene di questo patrimonio che è fondamentale diffonderne la conoscenza, attraverso il dialogo e la collaborazione tra le istituzioni statali e quelle private come la Fondazione”. Il generale Mariano Mossa, dopo aver ringraziato la Fondazione per aver coinvolto il Comando nella realizzazione del volume, ha sottolineato quanto sia delicata e decisiva la sicurezza ai fini di un’incisiva valorizzazione dei beni culturali. “Vorrei ricordare che, quando ancora il Comando era costituito da pochi carabinieri, una sparuta pattuglia si trovò ad affrontare le difficili indagini legate al furto di grandi capolavori avvenuto ad Urbino nel 1975. L’indagine portò l’anno successivo al ritrovamento della refurtiva a Locarno.

 

Il libro parla di eventi scolpiti nella nostra memoria. Nella tutela della ricchezza culturale del Paese siamo in grande sintonia con il personale del Ministero poiché la sicurezza del nostro patrimonio, come l’attività della Fondazione Enzo Hruby ci ha confermato, è uno dei problemi più gravemente ricorrenti dell’epoca”. L’attiva presenza della Guardia di Finanza in questo settore trae origine -come ha dichiarato Di Gesù- dalla necessità di intervenire per gli aspetti tributari legati al riciclaggio di denaro illecito che avviene tramite triangolazioni nel mondo dell’antiquariato. “Nel periodo tra il 2010 e il 2011 abbiamo sequestrato oltre 175mila manufatti archeologici e denunciato 495 persone, come testimonianza -ha concluso- di una passione e di un impegno destinati a crescere, visti i risultati”. Carlo Hruby è intervenuto per rilevare che le tecnologie della sicurezza possono dare un contributo fondamentale per la protezione delle nostre eccellenze.

 

“Nessun antifurto senza l’intervento umano può evitare del tutto la sottrazione di un bene -ha dichiarato- ma è possibile garantire una tutela sempre più aggiornata al nostro patrimonio, perché le tecnologie sono in costante miglioramento come sta accadendo sempre più di frequente. Il libro ha confermato che tra i diversi problemi legati alla necessità di proteggere il nostro patrimonio, uno riguarda in particolare la formazione umanistica del personale del Ministero e di conseguenza la carenza di un’adeguata formazione specializzata nelle tecnologie della sicurezza. Non bisogna dimenticare che la prima forma di conservazione è - ha concluso Hruby - una corretta protezione”.

 

Un invito a essere orgogliosi delle proprie eccellenze nell’ambito della protezione dei beni artistici e storici, è arrivato José Manuel Del Rio Carrasco: “siete un esempio per il mondo – ha detto - per come tutelate i vostri beni culturali. L’operato dell’Italia è ammirato in tutti i Paesi, e questa armonia di intenti tra i Carabinieri del Comando e il personale del Ministero e delle altre istituzioni culturali ha consentito di ottenere grandi risultati, a livelli molto più alti di quelli di tutti gli altri Paesi. Diffondete e insegnate queste vostre capacità”. Enzo Hruby ha quindi concluso il convegno con un auspicio, quello che la disponibilità mostrata dalla Fondazione a lavorare insieme per l’obiettivo di tutelare e tramandare il nostro patrimonio, possa essere di esempio per altre iniziative con le medesime finalità.

 

www.fondazionehruby.org



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