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Telecamere non segnalate: multa da 6000 euro

14/06/2010

IMPERIA - A quanto pare le telecamere piazzate all’interno e all’esterno del locale pubblico riprendevano ciò che accadeva all’insaputa dei clienti. Un comportamento che è vietato.
Può costare fino a seimila euro una violazione della normativa sulla privacy relativa all’inosservanza delle disposizioni in materia di videosorveglianza.
È quanto la polizia postale ha contestato nei giorni scorsi al titolare di un bar del centro di Diano Marina.
Stando al verbale, il proprietario - che ovviamente aveva la sola intenzione di garantire sicurezza al suo locale e prevenire azioni di malviventi - non ha esposto, come prevedono le norme, i regolari cartelli (con l’altrettanto regolamentare simbolo ben in vista) di avviso alla clientela sull’effettuazione di riprese per la videosorveglianza.
A quanto pare le telecamere piazzate all’interno e all’esterno del locale pubblico riprendevano ciò che accadeva all’insaputa dei clienti. Un comportamento che è vietato. Chi viene ripreso da sistemi audiovisivi deve sapere che la sua immagine in quel momento entra in un archivio soggetto alle norme del trattamento dei dati personali.
Applicando quanto prevedono le sanzioni previste dal garante il totale dell’infrazione è lievitato, raggiungendo appunto la cifra esorbitante di seimila euro.
Con grande stupore il proprietario ha accolto la contestazione, non senza obiettare per via dell’importo.
Il blitz della Polposte presso il locale pubblico di Diano Marina è scattato a quanto pare su una segnalazione inoltrata agli uffici della polizia d Imperia. Ma non è escluso che altri controlli finiscano per riguardare altri esercizi commerciali
Gli agenti intervenuti l’altra mattina, così come un cliente avrebbe sollecitato, non hanno trovato regolarmente esposti e ben visibili i cartelli che avvisano delle riprese attraverso un sistema di videosorveglianza. Da qui la contestazione e la sanzione piuttosto salata.

Ora il proprietario potrà, rivolgendosi direttamente al Garante, far valere le proprie ragioni e chiedere di esaminare il provvedimento adottato dalla Polposte. sarà il garante stesso a pronunciarsi se l’importo contestato è commisurato all’infrazione commessa. «Non si tratta di una procedura penale: nessun certificato di pendenze viene compromesso da un’infrazione alla normativa della privacy. Le sanzioni previste però sono di importi piuttosto elevati» spiegano i legali esperti in materia. Quasi certamente il caso è destinato a sollevare non poche eccezioni. se da una parte infatti la necessità di proteggersi in molti casi è necessaria, dall’altra ogni privato cittadino ha il diritto di proteggere la propria vita privata.

Sistemi di videosorveglianza oggi ormai sono adottati ovunque presso gli esercizi commerciali, boutique, negozi di frutta e verdura, botteghe artigiane e rivendite di tabacchi e valori bollati.


Natalino Famà
Fonte: ilsecoloxix.ilsole24ore.com


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