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Il parere di Federprivacy sui recenti annunci di Governo e U.E. in materia di privacy

30/01/2012

ROMA - Federprivacy riferisce di due importanti annunci di segno opposto, riguardanti però entrambi il tema della privacy. Il primo viene dall'attuale Governo Monti, che ha proclamato l'abolizione del Dps, che impone alle aziende di redigere entro il 31 marzo di ogni anno il documento programmatico sulla sicurezza dei dati personali. Sul fronte opposto, direttamente da Bruxelles, l'Unione Europea annuncia, dopo oltre due anni di lavoro, che l'Europa deve modificare le proprie regole in materia, con il nuovo pacchetto dell'Ue sulla tutela della privacy e sulla protezione dei dati personali. Se dovesse passare l'esame, il regolamento potrebbe entrare in vigore entro la fine dell'anno nei 27 paesi dell'Ue, interessando direttamente tutte le imprese, europee e non. Il nuovo regolamento europeo abrogherà infatti tanto il nostro Dlgs 196/2003 quanto tutti gli altri codici privacy d'Europa.

Prevederà obblighi significativi per le imprese che trattano dati personali, come quello per le grandi aziende con più di 250 addetti di designare un soggetto indipendente, destinato a vigilare sulla conformità del trattamento dei dati alle nuove normative, e quello che contiene una previsione di portata più ampia rispetto all'attuale Dps che il Goverrno italiano intende abolire. Ci si riferisce all'obbligo per le imprese di conservare specifici documenti (statements) contenenti informazioni volte a descrivere le operazioni di trattamento di dati personali, che potrà riguardare non solo i titolari del trattamento ma anche i responsabili del trattamento stesso. Il regolamento privacy conterrà altre novità: il Financial Times parla di multe fino al 2%, ma anche superiori, del fatturato globale ai danni delle aziende che violino le nuove norme sulla protezione dei dati personali di prossima introduzione.

Tornando alla realtà del nostro paese, Federprivacy afferma che il Governo "rischia di fare scelte poco sagge, non tenendo conto che togliere il documento programmatico adesso, indurrebbe per nostra cultura atavica lanciare un messaggio agli imprenditori italiani che "non si deve fare più niente" per la privacy, (o più tecnicamente: per proteggere i dati personali), innescando un pericoloso meccanismo. Ci si riferisce alle recenti perdite e trafugamenti di dati patiti da multinazionali e pubbliche amministrazioni e al pericolo rappresentato da hacker e altri malintenzionati. Federprivacy auspica pertanto, alla luce di tutto questo, un regime normativo sulla privacy che sia in grado di traghettare il nostro paese, senza soluzione di continuità, al nuovo regolamento europeo, scongiurando il pericolo di vuoti o discordanze dalla normativa presto dettata dall'Europa.

www.federprivacy.it


Tag:   privacy,   normative,  

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