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Active Solution suggerisce come affrontare la gestione dell’aumento dei dati

20/12/2011

MILANO - Le recenti, violente alluvioni avvenute in Thailandia hanno provocato distruzioni e danni su larga scala. Poiché questo paese è la seconda nazione al mondo in termini di produzione di hard disk ed essendo molti i produttori che hanno subito gravissimi danni a causa dell'evento, l'impatto a livello globale per la produzione di dischi fino al 2012 incluso è tanto inaspettato quanto negativo. Nel corso dell'ultimo decennio, il disco ha rimpiazzato il nastro come storage primario per effettuare il backup. Una ricerca sugli accessi ai dati su NAS svolta dall'Università di California di Santa Cruz ha evidenziato che il 95% dei dati scritti non viene ripreso entro i primi sei mesi dalla creazione, ma è necessario comunque mantenerli per una questione di "compliance". Ci si domanda pertanto per quale ragione si debba usare un apparato a dischi per registrare dei dati che per la maggior parte non si utilizzerà più.

L'archiviazione dal disco al nastro offre indubbi benefici: riduzione della quantità di spazio disco occupato e di conseguenza diminuzione del backup necessario e del tempo per recuperare i dati. La scarsa disponibilità dei dischi nel prossimo futuro e la forte crisi internazionale indurranno le organizzazioni a riconsiderare le modalità con cui hanno gestito i dati e le mettono di fronte alla possibilità di implementare migliori soluzioni della gestione relativa alla vita del ciclo dei dati, riducendo il costo dei data center e migliorando le prestazioni, la disponibilità e l'efficienza dei sistemi IT. L'utilizzo di unità a nastro e Librerie automatizzate a nastro consentirà alle aziende di implementare in modo semplice ma efficace la giusta gestione del ciclo di vita dei dati, permettendo anche la gestione della crescita dei dati in modo più efficiente, con risparmio di tempo, energia e danaro.

Per maggiori informazioni: www.active.it


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