Interviste

Assistal: un plein della filiera di sicurezza

la parola a Nicola Scotti, Presidente di Assistal - Associazione Nazionale Costruttori di Impianti

31/01/2010

Prima gli installatori rappresentati da A.I.P.S., ora i costruttori aderenti ad Assosicurezza: Assistal sta facendo l'un plein della filiera della sicurezza. Ritiene che questo comparto possa rappresentare un'opportunità qualificante di diversificazione professionale per i vostri impiantisti?
Il percorso che Assistal ha intrapreso va chiaramente nella direzione dello sviluppo costante di relazioni che possano accrescere sempre più la forza e la funzione di rappresentanza della nostra Associazione. Sono assolutamente convinto del ruolo fondamentale che il settore della sicurezza ha all'interno del nostro comparto, soprattutto perché si tratta di un mercato in costante evoluzione, che si sta sviluppando rapidamente e che si muove verso un ampliamento delle competenze anche in virtù del legame sempre più stretto con il comparto dell'information technology.
La nostra Associazione annovera tra i propri valori-guida proprio la "capacità aggregativa" e la possibilità di includere all'interno di Assistal un'Associazione come Assosicurezza, quale soggetto aggregato, rappresenta un importante risultato che mette in evidenza, in modo ancor più marcato, la rilevanza di un sistema forte, coeso e organizzato come quello che Assistal (www.assistal.it) rappresenta.

Quale valore aggiunto potranno portare in Assistal le competenze e le professionalità raggruppate in Assosicurezza?
Assosicurezza
è un'associazione importante perché rappresenta la componente manifatturiera: queste imprese, infatti, producono le tecnologie che i soci di Assistal impiegano per le loro attività.
L'obiettivo è quello di fornire alle imprese che rappresentiamo un supporto sempre maggiore e, attraverso la condivisione degli interessi, di rafforzare ulteriormente la rappresentanza dell'intero settore. Il valore aggiunto della collaborazione, infine, si esprime attraverso un significativo supporto all'attività formativa dedicata alle nostre imprese, oltre che con una cooperazione finalizzata allo sviluppo normativo e legislativo.

Quale valore aggiunto potranno invece portare le competenze e le professionalità raggruppate in Assistal per il mondo dei costruttori di sicurezza?
Certamente le esperienze di chi opera sul campo sono preziose per chi si occupa della produzione di manufatti. Sono convinto che questa collaborazione fornirà supporti concreti nello scambio di informazioni utili allo sviluppo di entrambe le realtà, proprio alla luce delle esperienze empiriche acquisite.

Nel comparto sicurezza, come in molti altri comparti, uno dei problemi più sentiti resta quello delle gare al massimo ribasso e dell'attribuzione degli appalti ai General Contractor. Quale apporto può dare Assistal agli operatori della sicurezza, sia in termini di attività di lobbying sul decisore, sia in termini di servizi agli associati?
Sotto questo profilo, Assistal è sempre stata molto attenta alla tutela delle imprese in riferimento alle problematiche legate ai rapporti contrattuali, con uno speciale occhio di riguardo agli appalti pubblici. Non dimentichiamo, per esempio, che la stessa categoria OS5 (impiantistica pneumatica e antintrusione, ndR) relativa al sistema di qualificazione per la partecipazione ad appalti pubblici è stata voluta e garantita da Assistal, che ha sempre difeso il carattere specialistico di questa categoria - per la quale, come è noto, vale il divieto di subappalto quando il valore di questi lavori supera il 15% del totale dell'appalto. Sicuramente l'impegno dell'Associazione va nella direzione di continuare a favorire e garantire la specificità di questo mercato legato alla sicurezza.

Dall'indagine congiunturale di Assistal emerge un 2009 da dimenticare, anche se nel secondo semestre dell'anno appena concluso la maggioranza degli impiantistici elettrici, TLC e di sicurezza sembrerebbe aver registrato un lieve aumento di fatturato. Si può parlare di timidi venti di ripresa per il 2010?
Al momento gli elementi positivi che possano far pensare ad una vera e propria ripresa, purtroppo, sono ancora esigui. I timidi segnali che si intravvedono, infatti, sono ancora troppo deboli per fornire delle previsioni certe per l'anno che è appena iniziato, questo anche a causa di un contesto in cui, non posso negarlo, regna ancora un pessimismo diffuso.
La nostra preoccupazione più grande, però, è che il 2010 possa essere un anno ancora più difficile, se possibile, del 2009 e che i primi segnali di un andamento positivo non potranno essere registrati prima della seconda metà di quest'anno.

Fonte: A&S Italy 1/2010


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