Interviste

Fare associazione ai tempi del default - Parola d’ordine: rappresentatività

La parola a Florindo Baldo, Presidente di ANIE Sicurezza - Associazione Italiana Sicurezza ed Automazione Edifici

01/03/2012

Default, spread, rating, uscita dall'eurozona, delegittimazione, de-europeizzazione, depauperamento. Parole che fanno ormai parte del lessico comune, assieme al leit motiv "finiremo come la Grecia". In uno scenario di grande incertezza, che ruolo deve assumere l'associazionismo di categoria? E soprattutto: in un clima di generale disgregamento, le associazioni riusciranno a rafforzare la propria capacità di tutela del comparto sicurezza? Riusciranno ad irrobustire la propria forza e rappresentanza e a fare lobbying sul decisore politico? Riusciranno a guidare le imprese nel difficile percorso richiesto dalle trasformazioni e dalle oscillazioni che il mercato sta subendo?

25 anni di associazionismo: un anniversario che cade in una congiuntura molto complicata. Nell'attuale situazione economica, quali sono i rischi più temibili per il comparto sicurezza?

Il 25° della nostra associazione cade in una fase congiunturale estremamente delicata anche se è proprio nel 2011 che si sono registrati i primi segnali di ripresa del comparto, che hanno permesso il rientro in territorio positivo dopo l'andamento negativo degli anni precedenti. Nel 2011, infatti, l'industria italiana della Sicurezza e Automazione Edifici rappresentata in ANIE Sicurezza è stata espressione di un fatturato totale pari a circa 2 miliardi di euro, in crescita del 4,9% rispetto all'anno precedente. Il segno positivo riguarda sia l'andamento del mercato interno (+3,4% rispetto al 2010), sia il canale estero. Le attese per il 2012 si mantengono però ancora incerte, condizionate all'effettiva ripresa degli investimenti nel settore edile nel mercato domestico e oltreconfine. Dopo un quadriennio che ha visto un'accentuata contrazione degli investimenti sia nella componente privata sia in quella pubblica, non emergono indicazioni per una svolta ciclica nel mercato nazionale delle Costruzioni a tutto il 2012. Secondo le più recenti previsioni ANCE, nell'anno in corso gli investimenti in Costruzioni in Italia continueranno a mostrare una dinamica cedente (-3,8% la flessione attesa nel 2012). Detto questo, ritengo si possa tranquillamente affermare che i "nemici" del settore sicurezza in Italia rimangono gli stessi di sempre. La corsa al ribasso in primis su tutti, che permette ad aziende "improvvisate" non solo di entrare nel mercato, ma anche di dettare le regole per tutti (ovviamente anch'esse improvvisate). Il rischio più temibile è proprio questo: che chi vuole fornire un servizio eccellente con prodotti realizzati sulla base della buona tecnica venga poi costretto a diminuire il livello qualitativo del proprio prodotto/impianto/servizio. Pena: la fuoriuscita dal mercato.

Quali sono i segmenti del comparto in maggiore sofferenza?

La debolezza degli investimenti nel mercato interno continuerà a penalizzare l'andamento di quei segmenti dell'offerta legati alla ciclicità del settore edile. A fronte di una trasversale caduta degli investimenti, solo la componente relativa alla riqualificazione degli immobili residenziali mostrerà segnali positivi in controtendenza. La sofferenza perdurante si registra sempre e comunque nel settore antintrusione, comparto in cui la forte concorrenza degli operatori "generalisti" mette a dura prova gli "specialisti" del settore, soprattutto se si parla di ambito e mercato residenziale. Resiste in realtà il mercato industriale e terziario, specialmente se si estende la misura del settore anche al controllo accessi. Il settore della videosorveglianza rimane il driver del mercato, sebbene è noto che i numeri si stiano ridimensionando rispetto a qualche anno fa. Ritengo che il ridimensionamento sia dovuto in primis all'assottigliarsi dei margini, e in seconda battuta al fatto che probabilmente ora il settore TVCC è più "maturo" di qualche anno fa. Dal punto di vista generale, la "sofferenza" che vive tutto il comparto è relativa alla sensibilità verso la manutenzione degli impianti, che rimane una criticità di primaria importanza per gli operatori del settore, a causa delle disposizioni legislative poco chiare o alquanto inesistenti in questo ambito.

In uno scenario economico caratterizzato da complessità e incertezze, che contributo può dare l'associazionismo di settore? Quali sono gli obiettivi di ANIE Sicurezza a sostegno del comparto sicurezza e automazione?

La ragione di esistere di un'Associazione è la rappresentatività. Il comparto della Sicurezza è un mercato in continua trasformazione ed è soprattutto in periodo di crisi che ha la necessità di essere rappresentato da un organismo forte, visibile, conosciuto e riconosciuto in grado di trasmettere fiducia negli interlocutori e di guidare gli utenti in un processo di selezione e di scelta del fornitore basata sulla qualità e la competenza. Questa è una delle motivazioni per cui in occasione del 25° dell'Associazione abbiamo deciso di presentarci con un nuovo brand – ANIE Sicurezza– perché fosse immediato il nesso tra il "chi siamo" e il "cosa facciamo", in un momento politico in cui l'esecutivo pare decisamente molto più attento e focalizzato verso i temi della sicurezza e – non ultimo – in un momento Confindustriale di grandi cambiamenti ai vertici. Aumentare la rappresentatività per noi significa diventare un vero e autorevole punto di riferimento per tutti gli operatori del settore, ma le nostre attività hanno anche lo scopo di renderci visibili fra chi "chiede ed esige sicurezza", dal privato cittadino alla Pubblica Amministrazione. È in quest'ottica che abbiamo attivato nuovi canali di comunicazione, dalla nuova immagine coordinata, al nuovo sito web (www.aniesicurezza.it), al canale Youtube e a breve al posizionamento sui Social Network.

Durante IP Security Forum Bari (27/10/2011) si è tenuto un "tavolo interassociativo di comparto" dal quale è scaturito un piano programmatico: costituire tavoli di larghe intese su temi di interesse generale. Qual è la posizione di ANIE Sicurezza su questo tema?

La rappresentatività è il "core business" di un'associazione, quindi non posso che ritenermi favorevole a un confronto diretto e costruttivo con le altre realtà associative, soprattutto se si pensa che il concetto di Sicurezza, non circoscrivibile alla sola distinzione anglosassone tra Safety e Security, rappresenta un vero e proprio Sistema.


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