sabato, 20 gennaio 2018

Interviste

La strategia di Euralarm per un mercato europeo della sicurezza

Intervista ad Enzo Peduzzi, Presidente di Euralarm

16/12/2016

Convergenza tra security e safety, ruolo di Euralarm sulla scena europea e suo contributo allo sviluppo dei mercati di riferimento, collaborazione con le principali Istituzioni insediate in UE, Brexit e possibili conseguenze in termini di dialogo e scambio con i membri anglosassoni. Di questo ed altro abbiamo discusso con Enzo Peduzzi, Presidente di Euralarm, l’Associazione che rappresenta l’industria europea dell’antincendio elettronico e della security. Tra le principali aree di intervento di Euralarm per i prossimi anni si annoverano lo stimolo ad un approccio “da Mercato Unico” a collaudi, audit e certificazioni nell’industria della sicurezza, una miglioreprotezione antincendio nelle strutture turistico-alberghiere, e soprattutto la standardizzazione.

All’inizio dell’anno avete pubblicato il vostro Manifesto for a Safer and more Secure Europe, un documento programmatico che contiene precise richieste agli stakeholder europei. Come è stato accolto e con quali conseguenze sul piano pratico?

Con il Manifesto Euralarm, che rappresenta la voce del settore safety e security antincendio in Europa, l’associazione ha tradotto la propria strategia interna in termini ed obiettivi comprensibili ad un pubblico più vasto. Il risultato è un documento che intende comunicare e discutere con altre realtà la strategia di Euralarm. All’interno del Manifesto abbiamo definito sei aree del mercato safety e security antincendio nelle quali riteniamo siano necessari importanti cambiamenti e miglioramenti. Il Manifesto sarà la nostra linea guida strategica per i prossimi 2/3 anni: non ci aspettiamo risultati a breve termine, né che tutte e sei le priorità procedano in parallelo. Non a caso abbiamo scelto una cronologia distinta per ogni area, basata sulla situazione di mercato e sulle attività in seno alla Commissione EU. Alcune priorità, come “un approccio da Mercato Unico ai collaudi, audit e Certificazione nell’industria della safety e security antincendio” o  “migliorare la Safety antincendio nelle strutture alberghiere turistiche” seguono da vicino l’agenda legislativa della Commissione e del Parlamento Europei. Altre sono più legate al lavoro del CEN e CENELEC,  la piattaforma per lo sviluppo degli Standard europei.

Nell’ottobre del 2014 Euralarm aveva pubblicato il Briefing Paper “Standardizzazione guidata dal mercato”. In quel documento erano esposti molti temi inerenti al Quadro Europeo per la Standardizzazione: ebbene, con soddisfazione, molti di quei temi si possono oggi individuare fra le azioni dell’Iniziativa Congiunta per la Standardizzazione, la cui bozza è stata recentemente pubblicata dalla Commissione UE. Euralarm è coinvolta nelle attuali discussioni per concludere il documento.

A suo avviso, come sta procedendo la convergenza tra le varie aree della sicurezza (security-safety, sicurezza fisica e logica, ecc)? Quali azioni pensate di intraprendere per rappresentare anche questa evoluzione in atto?

Euralarm riconosce questa tendenza alla convergenza, che ha raggiunto un nuovo apice con le tecnologie del settore edilizio: la Building Information Modelling (BIM) è una di esse. In occasione del Simposio di Euralarm (Lisbona, maggio 2016), l’associazione si è confrontata con esperti riconosciuti a livello internazionale rispetto alla possibile influenza che la BIM può avere sulla nostra industria. Il Simposio ha chiarito che la BIM influirà sull’industria delle costruzioni dall’ideazione alla fase della progettazione e per tutto il ciclo di vita dell’edificio. La BIM andrà quindi a coinvolgere anche gli aspetti di safety e security antincendio in un edificio e grazie alla BIM sarà facile paragonare sistemi attivi e passivi in termini di efficacia e costi. Questo, a cascata, permetterà agli ingegneri di scegliere le migliori misure da adottare. Pure l’industria automotive e di cantieristica navale trarranno beneficio da sviluppi simili. I modelli che vengono utilizzati sono stati testati al computer. La BIM offrirà questi vantaggi anche all’industria edilizia e delle costruzioni e questo sfocerà nella convergenza tra safety e security attiva e passiva. Euralarm sta dialogando con altre associazioni commerciali europee attive nel più vasto campo della safety e security attiva e passiva, e non pensiamo vi sia competizione fra i diversi approcci volti alla protezione di persone e infrastrutture.

Come anche già illustrato, collaborate strettamente con la Commissione Europea su vari fronti. Qual è il contributo di Euralarm all’ultima iniziativa UE, volta ad armonizzare le certificazioni per i sistemi di allarme?

Euralarm è stato uno dei primi interlocutori a cui la Commissione UE ha chiesto di chiarire questo tema così complesso. Nel luglio del 2012 la Commissione aveva già pubblicato le “Security Industrial Policy” . In questo documento si stabiliva che avere un’“marchio” security ampiamente condiviso fosse un’assoluta necessità per l’UE. Soprattutto Certalarm è stato citato come esempio di marchio di massima qualità dell’industria paneuropea. La Commissione UE ha preso in carico il tema e organizzato audizioni con tutte le parti interessate e il 18 luglio ha pubblicato quello che è stato chiamato Inception Impact Assessment per “stabilire un sistema di certificazione europea armonizzata per i componenti dei sistemi di allarme.” Euralarm risponderà alle proposte e difenderà gli interessi dell’industria, anche se non siamo gli unici stakeholders in questo processo. Se tutto va come previsto, potremmo aspettarci una proposta di legge dalla Commissione al Parlamento Europeo all’inizio del 2017. Non è ancora stato deciso quando questa verrà discussa in Parlamento. Non credo però che la legge verrà applicata prima del 2019.

Veniamo al tema Brexit, non più “parte”, ma comunque “partner” della UE. Come valuta le conseguenze per il settore e in particolare per la vostra organizzazione?

Anche per Euralarm la Brexit è stata una sorpresa. Da allora siamo in continuo contatto con i nostri partner della Gran Bretagna e nessuno di noi prevede un cambiamento nella relazione tra i membri britannici ed Euralarm. Abbiamo affermato pubblicamente la nostra posizione sul sito euralarm.org. I membri di Euralarm appartenenti alle associazioni britanniche hanno molto successo in patria ma si affidano ad Euralarm affinché li rappresenti a Bruxelles e dia loro l’informazione tecnica e di policy rilevante. Nel breve termine tutto questo non cambierà. Se l’industria britannica vuole vendere in Europa dovrà rispondere alla legislazione esistente e i prodotti dovranno rispettare gli standard EN. Il quadro di standardizzazione non dipende dall’essere parte o meno dell’UE. Diversi Paesi non fanno parte dell’UE ma sono membri del CEN e CENELEC e accettano gli standard EN, come ad esempio Norvegia, Turchia e Svizzera. Per Euralarm non vedo quindi un drastico cambio di portata o di iscrizioni nell’immediato futuro. Ma nessuno può dire oggi cosa accadrà una volta che i negoziati per la Brexit saranno conclusi...

Secondo i dati divulgati dal vostro Report Annuale, l’industria fire safety e security si colloca tra i comparti più dinamici nell’Unione Europea, con una prospettiva di crescita pari all’11% nei prossimi cinque anni. Quali sono i punti di forza del settore e le aree critiche sulle quali occorre invece intervenire?

I dati di mercato pubblicati nel nostro Report Annuale provengono dallo studio della Commissione UE ECORYS “Study on the development of statistical data on the European security technological and industrial base” (2015) ed Eurostat. Tradizionalmente il mercato safety e security antincendio ha sempre mostrato una crescita al di sopra della media, se paragonato al mercato industriale totale in Europa. Ciò è dovuto alle necessità sempre crescenti del settore pubblico, privato e domestico di proteggersi contro crimine e disastri provocati dall’uomo o dalla natura. Noi, in quanto industria, siamo pronti ad offrire al mercato soluzioni testate e innovative, a prezzi ragionevoli.

Come ha contributo Euralarm alla crescita del settore e come indirizzerete la vostra attività nei prossimi mesi?

Euralarm è attiva in diversi ambiti. Da una parte la nostra attività di consulenza promuove le competenze dei nostri iscritti e dei membri delle associazioni nazionali coinvolte in Euralarm, al fine di offrire soluzioni adeguate e dal buon rapporto costo-efficienza che siano in grado di aumentare i livelli di safety e security di tutta la popolazione. In particolare, partecipiamo attivamente nelle discussioni sulle Smart City. Abbiamo reagito agli sviluppi nelle politiche UE riguardanti questo mercato verticale, nel quale safety e security non vengono ancora prese sufficientemente in considerazione. Nel 2011, quando si parlava per la prima volta di Smart City, Euralarm ha sostenuto l’idea che safety e security devono formare parte integrante di una Smart City. Questo ora è un concetto condiviso e accettato e che può portare potenzialmente altra crescita ai nostri iscritti. Un altro settore è la safety antincendio nelle strutture alberghiere turistiche, che offrono livelli qualitativi molto diversi in tutto il continente. Riteniamo che sul lungo periodo ciò rappresenterà uno svantaggio competitivo per l’industria alberghiera. Noi, insieme ai tour operator, alle organizzazioni di consumatori e ad alcuni Membri del Parlamento Europeo, chiediamo quindi a gran voce alla Commissione EU di adottare una legislazione che trovi rimedio a questo tema. Il problema è reale e se non verranno prese misure, le stesse vite dei cittadini UE potrebbero esser messe a repentaglio.

Tra il 2015 e il 2016 Euralarm si è data anche un diverso assetto organizzativo e ha consolidato la propria presenza a Bruxelles. Con quali obiettivi?

Nell’ultimo anno abbiamo reso più professionale la nostra organizzazione per migliorare l’erogazione continua di servizi di alta qualità ai nostri iscritti. Una volta riconosciuto ciò, è stato ovvio - per un’associazione che agisce a livello europeo - che dovevamo concentrare la nostra forza lavoro a Bruxelles. Essere a Bruxelles rende più facile i contatti con le altre associazioni, il CEN e CENELEC, la Commissione e il Parlamento Europeo. Oggi tre persone risiedono a Bruxelles e una nel nord-est della Francia. E siamo riusciti a moltiplicare i nostri canali di comunicazione con le Istituzioni a Buxelles e ad aumentare la nostra capacità di distribuire informazioni ai nostri iscritti, al mercato e agli altri stakeholders.

http://www.euralarm.org/

 

 

 



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