Interviste

Stone: la tecnologia al centro del processo

Intervista a Giulio Iucci, amministratore delegato di Stone

11/04/2016

Nato l’anno scorso, ma con una solida esperienza maturata dalle aziende che ne fanno parte e con obiettivi ambiziosi: è la carta di identità di Stone, il consorzio costituito da società con specifiche competenze nella filiera della sicurezza, per offrire soluzioni innovative ed integrate.Con il know how delle aziende che lo compongono, il consorzio può coprire ogni esigenza di security, safety e automazione, in tutti i mercati verticali, con soluzioni capaci di armonizzarsi con qualunque tecnologia già installata. Della novità rappresentata da Stone nel mercato della sicurezza, dello stato dell’arte del settore e delle svolte cui assisteremo, parliamo con l’amministratore delegato del consorzio, Giulio Iucci.

Con quali obiettivi si è formato il consorzio Stone?

Il consorzio è stato costituito da un gruppo di aziende di una stessa proprietà, con l’obiettivo di proporsi come system integrator, sia sul mercato italiano sia sul mercato estero, avendo nella propria compagine tutte le competenze per offrire sicurezza integrata, in modo da coprire per intero la filiera (dalla sala operativa ai software alla componente di ingegneria e impiantistica). Il consorzio dunque nasce come strumento di sinergia tra le competenze verticali espresse dalle società che lo compongono. Un esempio, limitatamente all’ambito software e impiantistico. Del consorzio fa parte la società Metrovox, che realizza sistemi di TVCC, antintrusione e controllo accessi, per il mercato PMI, enterprise e pubblica amministrazione. Un’altra società del consorzio, Neulos, sviluppa piattaforme proprietarie per le attività verticali: quindi un sistema a circuito chiuso realizzato da Metrovox può essere gestito da un sistema software, in questo caso su base neurale, di Neulos.

Stone dunque assomma l’esperienza e il know how di diverse aziende del settore. Quali sono i partner, oltre a quelli già citati, e le loro competenza specifiche?

I partner in questo momento sono cinque, ma stanno entrando altre due aziende: Metrovox è la società che si occupa di ingegneria, progettazione e realizzazione di impianti di sicurezza; Controllo Sistemi Sicurezza ha nelle sua compagine specialisti in installazione e manutenzione di sistemi tecnologici; la software house Neulos Visiotech; Data General Security; Data General Service; Cloud Europe e Dicanet. DG Security e Dicanet sono due network che vengono già utilizzati dal consorzio come main contractor, quando si manifesta la necessità di un’offerta integrata comprensiva della vigilanza (sale operative, presidio e gestione delle squadre di pronto intervento, vigilanza armata e così via). DG service è una nostra società che si occupa di formare e gestire le risorse umane in outsourcing, ad esempio per la gestione degli allarmi, degli interventi, nelle control room o nel settore facility. Cloud Europe è un’azienda nuova, ma che ha acquisito una struttura operativa già da anni nella progettazione, realizzazione ed allestimento, monitoraggio e gestione di infrastrutture modulari per data center (BCRS). In questo momento il consorzio non ha aziende terze, ma solo aziende di proprietà.

Un suo giudizio sull’attività e sui risultati conseguiti da Stone nell’anno che si è appena chiuso?

Il consorzio ha cominciato ad operare l’anno scorso; alcune aziende sono storiche – Metrovox per esempio è attiva dal ‘71 – altre di nuova costituzione, ma nate da esperienze maturate in precedenza. Già nel 2015 il consorzio ha avviato diverse attività allacciando partnership, sia all’estero sia in Italia, ed acquisendo commesse in settori importanti e strategici, sia nella pubblica amministrazione sia nel mercato enterprise; sono inoltre operativi diversi studi e test a campo con importanti clienti nazionali ed internazionali. Abbiamo cominciato subito mettendo in pratica quell’idea di offerta integrata che ci eravamo prefissati come obiettivo. Tanto è vero che il consorzio ha all’interno una propria struttura di “ufficio gare” e una di “ingegneria dell’offerta”, dove i progettisti studiano le modalità di integrazione di queste offerte da proporre successivamente ai clienti finali.

Oggi, nella sicurezza, sono tre i fattori fondamentali del servizio: gli uomini, la tecnologia e la procedura. Di solito, avviene che una tecnologia in campo trasmetta un allarme alla sala operativa, dove l’addetto riceve l’allarme e avvia una procedura, attivando una serie di interventi, anch’essi “procedurizzati”. Il consorzio ha re-ingegnerizzato questo aspetto, mettendo la tecnologia al centro dell’intero processo.

Immagino che questa sia la risposta a quelle che sono le vostre valutazioni sull’evoluzione tecnologica nel settore sicurezza.

Assolutamente, siamo certi che il futuro stia nel posizionare la tecnologia al centro del processo. Gli uomini si trovano all’inizio – perché effettuano una risk analysis ed un risk assessment presso il cliente e di conseguenza ingegnerizzano, implementano e indirizzano – e alla fine del processo, perché prendono le decisioni, ma con una velocità decisionale, di intervento e di ripristino (early warning), completamente diversa: si riescono a governare tantissimi stadi, tantissime funzioni, tantissimi allarmi perché è la tecnologia a farlo e a mettere il tutto (la visione globale), a disposizione dell’operatore, assistendolo nelle procedure da attivare.

Oltre a ciò, siamo di fronte a una nuova ingegneria della procedura, perché mettendo la tecnologia al centro di questo processo, cambiano anche le procedure. Questo è uno degli obiettivi del consorzio: cambiare quello che è il flusso dell’integrazione della sicurezza, ponendo al centro una tecnologia all’avanguardia ma già molto stabile, che abbassa i costi, alzando però  il livello di prevenzione e protezione dei sistemi ed in alcuni casi anticipandone gli alert.

Un altro aspetto importante dell’evoluzione del mercato è la convergenza tra sicurezza e automazione. Tutto quello che era sicurezza fisica (antintrusione, controllo accessi, tv a circuito chiuso, security, safety, antincendio, rilevazione fumi) e automazione (elettricità, idraulica, gestione temperatura, umidità ecc.) sono ormai in commistione totale: i sistemi devono essere interoperabili e governati dallo stesso sistema di comando (a seconda delle procedure e policy) e controllo (sempre), perché si condizionano tra di loro. Sviluppando soluzioni di integrazione, ci siamo indirizzati verso questa logica.

C’è qualche altro aspetto che secondo lei caratterizza questa fase di sviluppo del settore sicurezza?

Un altro aspetto fondamentale che osserviamo è che, soprattutto nelle grandi aziende ma anche nelle PMI e nella PA, c’è una stratificazione di tecnologie di vario tipo, incapaci di dialogare tra loro: nel tempo si comprano sistemi per risolvere problematiche specifiche, per esempio un sistema di TVCC per la protezione di un perimetro, poi un sistema di controllo accessi, poi, nel caso di una PA, si indice una gara per l’antintrusione, successivamente si pensa all’impianto elettrico e poi a quello di condizionamento… così la tecnologia si stratifica, e ci si ritrova con una miriade di sistemi e sottosistemi, che appartengono veramente a ere geologiche diverse e che non dialogano tra di loro, con procedure e logiche differenti anche nel pronto intervento. Spesso si tratta di sottosistemi proprietari realizzati da aziende che hanno un proprio software di gestione. Si hanno quindi a campo sistemi con funzioni diverse, forniti da produttori diversi, con tecnologie diverse ed installati in epoche diverse. Stando così le cose, può immaginare quanta gente con competenze differenti si trovi ad operare in una sala operativa e con quale efficienza ed efficacia è possibile avere un alert ed una risposta risolutiva.

Tra le novità che avete progettato e lanciato sul mercato, c’è la piattaforma ONE. È una risposta all’esigenza di superare questo stadio di “frammentazione” tecnologica?

La piattaforma ONE che abbiamo realizzato risponde proprio a questa esigenza. È un cruscotto software che interfeccia i vari sistemi installati precedentemente e li rende coerenti, rendendo quindi omogenee una serie di  informazioni che di base non lo sono. Grazie a questa piattaforma, se in sala operativa arriva un allarme lo si vede contestualizzato con altre situazioni, con un posizionamento geografico e anche una procedura da adottare eventualmente, per poter intervenire e ripristinare.

La combinazione di security, safety e automazione in quest’unica piattaforma rende molto più moderno ed efficace l’approccio alla sicurezza, senza dover subito migrare verso sistemi nuovi, che comunque, una volta introdotti, potranno dialogare con la piattaforma. Tutti i sistemi “dialogano” con la piattaforma centrale dando velocemente un significato univoco alle diverse informazioni acquisite e semplificando anche le procedure di risposta da adottare, controllandone il flusso operativo.

Quale riscontro ha ottenuto questa proposta, in Italia e all’estero?

Abbiamo registrato un grande interesse. Abbiamo già cominciato a vendere questo sistema e diverse trattative sono attualmente in corso; per il momento lo stiamo sviluppando più in Italia che al’estero. Non si tratta comunque di trattative semplici, perché si deve entrare nel merito della tecnologia preesistente. Un intervento però l’abbiamo attuato subito: abbiamo reso modulare questo sistema, in modo tale che non sia utilizzabile solo da grandi aziende. Abbiamo creato una piattaforma base molto snella, con delle connettorizzazioni successive che possono crescere con le esigenze del cliente. In questo modo possiamo approcciare anche il mercato della PMI, grazie alla modularità del sistema e al know how interno, che ci permette di interfacciare qualunque sistema o piattaforma, esistente o nuova.

Per quanto riguarda i mercati esteri, abbiamo ricevuto diverse richieste e stiamo portando avanti un programma di presentazioni. Tendenzialmente, come consorzio stiamo sviluppando all’estero una politica di partnership con società specializzate, leader di settore nella varie aree, che possono veicolare correttamente la nostra soluzione e contestualizzarla in un sistema più ampio; per il momento non vogliamo agire direttamente sul cliente finale.

Oltre al sistema ONE, con quali altre innovazioni avete iniziato il 2016?

Un’altra piattaforma assolutamente unica nel suo genere, perché sviluppata su un linguaggio di programmazione proprietario basato sulla simulazione delle reti neurali artificiali, è dedicata all’analisi video. Il sistema sviluppato, MDS Control (MULTI-DIMENSIONAL SPACE CONTROL), è una piattaforma di visione artificiale che può essere impiegata anche per sistemi TVCC preesistenti. Il motore neurale impiegato, sulla base delle istruzioni programmate, discrimina gli eventi che stanno accadendo in una determinata area presidiata dalle telecamere, permettendo di attivare un’efficace azione di prevenzione e protezione delle aree, monitorando anche il “pre-allarme”. La capacità di riconoscere gli eventi, senza falsi allarmi, rende MDS Control uno strumento straordinario nella prevenzione del crimine, nel controllo di aree sensibili, nell’individuazione di comportamenti anomali. È un sistema estremamente evoluto, in grado di dialogare con la piattaforma di controllo ONE. Tutto va nella direzione di “sposare” piattaforme e software proprietari con tecnologia molto spesso già realizzata: non cannibalizziamo quello che è già installato, ma con la nostra piattaforma, con i nostri software lo portiamo a funzionalità molto più evolute. 

Ci può illustrare gli obiettivi per il 2016?

Abbiamo un progetto molto ambizioso nel settore della visione artificiale e della biometria; il consorzio include al proprio interno un’area molto aggressiva di Ricerca e Sviluppo software, fortemente impegnata sul fronte dell’intelligenza artificiale, con focus sul trattamento delle immagini e dei flussi video e biometrico, quindi il riconoscimento facciale e altre forme di identificazione. Si sta inoltre lavorando per “targettizzare” e verticalizzare alcuni mercati; questo significa che, a livello di R&S, svilupperemo sempre più le piattaforme di cui abbiamo parlato.

A livello di marketing, invece, possiamo contare su un’area che sta ingegnerizzando soluzioni verticali per mercati specifici. Partendo dalle referenze, dalle esperienze sul campo e dai case history dalle aziende che fanno parte del consorzio, studiamo soluzioni verticali integrate per comparti specifici. A questo scopo abbiamo creato delle task di lavoro – alcune già operative, altre in via di organizzazione – che comprendono sia l’area commerciale e marketing sia un team di sviluppatori e progettisti, per i seguenti settori: Beni Culturali, Bancario, Porti ed Aeroporti, Ferrovie e Metropolitane, Strade ed Autostrade, Sanità e Infrastrutture Critiche.

E sotto il profilo economico, quali sono gli obiettivi di Stone?

In questo momento, la compagine consortile ha un’attività che supera i 20 milioni di euro. L’obiettivo, sia per il consorzio sia per le singole aziende che lo compongono, è di consolidare un’attività di questo tipo. Chiaramente, al di là dell’obiettivo di fatturato che si prefigge il consorzio, le aziende hanno il loro mercato e continueranno ad averlo.

In sintesi, i nostri obiettivi per il 2016 sono: consolidare il fatturato delle aziende, puntando molto sull’integrazione; proseguire con decisione l’attività di ricerca e sviluppo sulle nostre piattaforme; coltivare i mercati esteri; organizzare task di lavoro sui mercati verticali. Un altro obiettivo non nascosto è di assicurarci l’acquisizione di un certo know how; per questo motivo, nell’ultimo periodo abbiamo inserito nelle società e nel consorzio skill molto specifici sulla progettazione (programmatori, sistemisti e sviluppatori).

La mission è quella di avere un modello di business basato su partnership durature con un mercato (italiano ed estero) al quale offrire servizi e soluzioni di sicurezza integrata, che coprano tutta la filiera, con modelli dinamici che si adattino alla situazione attuale del cliente e che possano modificarsi e crescere a seconda delle esigenze future.

 

Il sito, attualmente in costruzione, sarà pronto a breve:

www.consorziostone.com

 



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