Interviste

Assosicurezza in Assistal: i perché di una svolta

la parola a Franco Dischi, Presidente di Assosicurezza, Associazione Nazionale Costruttori e Distributori di Sicurezza

01/02/2010

Vi abbiamo lasciato lo scorso anno che militavate assieme ad Anciss sotto l'egida di Anie/Confindustria; vi ritroviamo ora nell'ombrello Assistal. Quali motivazioni vi hanno indotto a prendere questa decisione?

La collaborazione instaurata con Anciss nei due anni di "prova" non verrà a mancare neanche in futuro. La confluenza in Anie attraverso Anciss è un percorso che abbiamo esplorato e che non è per ora fattibile per ragioni statutarie. Rimangono comunque in essere gli ottimi rapporti a livello di associazione e la volontà di fare sinergia in tutte le occasioni possibili.
L'adesione ad Assistal, invece, è per Assosicurezza strategica: abbiamo infatti la possibilità di rapportarci direttamente con molti clienti dei nostri associati e il privilegio di poter dialogare con oltre un migliaio di potenziali clienti che frequentemente od occasionalmente hanno a che fare con sistemi di sicurezza.

Cosa vi aspettate da questo nuovo e importante sodalizio?
Il vantaggio per Assosicurezza è quello di poter dialogare con un uditorio molto vasto, che copre tutto il territorio nazionale e che comprende tutto il meglio dell'universo installativo, in termini di qualità e di potenzialità, anche al fine di affrontare a qualsiasi livello le gare anche per le installazioni più impegnative.

Quale valore aggiunto possono portare al mondo Assosicurezza le varie figure professionali rappresentate in Assistal? Non diventeranno un po' troppi gli installatori che fiutano il business della sicurezza, mettendo a rischio la professionalizzazione del settore?
Credo che poter contare su professionalità variegate sia un vantaggio per il settore.
Ormai gli appalti, in genere, non sono più così frazionati, ma si parla spesso di parte meccanica, di parte elettrica ecc. Sia nella parte meccanica che nella parte elettrica, spesso risiedono tutte le tecnologie di sicurezza: dalle telecamere, che sono apparati elettronici, allo spegnimento degli incendi, che sono in genere apparecchiature di tipo meccanico. Le grosse aziende installatrici, anche per non dare spazio ai propri concorrenti, preferiscono acquisire i lavori "chiavi in mano", essendo spesso dotate al proprio interno di strutture che possono facilmente gestire gli impianti nel loro complesso. Un altro vantaggio è che attraverso queste aziende, che operano anche all'estero, i costruttori e i distributori possono avere anche una panoramica di sfondo internazionale. E trattandosi mediamente di impianti grandi, la cosa è senz'altro interessante. In ogni caso, quando i sistemi sono particolarmente complessi, gli impiantisti possono sempre ricorrere ai fornitori per un aiuto nelle fasi di messa in marcia e di collaudo dell'impianto.

Il primo problema, nelle relazioni tra operatori della filiera, è quello culturale, comunicazionale e formativo. Avete già definito alcune iniziative congiunte con Assistal in questa direzione?
Nella prima riunione interassociativa abbiamo già evidenziato la necessità della formazione, con particolare riferimento alle normative. In particolare è di questi giorni la nuova normativa sulla rivelazione automatica d'incendio, che avrà necessità di essere divulgata e compresa in modo tempestivo.

Un auspicio per questo 2010?
Un auspicio molto positivo, anche oltre il 2010: ci aspettano infatti gli anni della ripresa economica. E ci aspettano anni utili per riflettere, anche insieme alle istituzioni, sulle ragioni profonde della grande capacità di tenuta della piccola e media impresa italiana, sul suo ruolo sociale e sulla centralità delle persone che vi operano internamente.
Ancora, occorre riflettere sulla fattiva collaborazione con un sistema bancario che troppo spesso è lontano dai problemi fondamentali dell'impresa: è necessario quindi ricreare una finanza che sia strumentale all'economia reale.

Fonte: A&S Italy 1/2010


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