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Security 50: le aziende al top nel 2010

02/01/2012

di a&s International

La nona edizione di Security 50, la classifica annualmente stilata dal magazine a&s International, presenta le cinquanta aziende che si sono distinte per fatturato nel corso del 2010. Le imprese che hanno ottenuto i risultati migliori sono state capaci di diventare più efficienti, puntando sull'innovazione e focalizzandosi sul cliente. I mercati emergenti hanno rappresentato un'importante valvola di sfogo, e l'ottima crescita dell'IP ha fatto da traino per l'intero settore. Le nuove parole d'ordine? Affidabilità, scalabilità, convergenza, flessibilità. Dopo un decennio di forte crescita in risposta agli eventi dell'11 settembre, oggi la security ha l'opportunità di proporsi come un vero e proprio strumento gestionale. Grazie anche a importanti tecnologie come PSIM, VCA e cloud.

Nella seconda metà del 2010 la crescita economica globale ha conosciuto una significativa ripresa, permettendo al settore della security di tirare un sospiro di sollievo dopo due anni difficili. Se la transizione all'IP e la richiesta di immagini in alta definizione hanno dato una forte spinta alla videosorveglianza, meno positivo è stato l'andamento di altri segmenti come il controllo accessi e l'antintrusione. Non bisogna comunque pensare che la classifica Security 50 sia interamente dominata dalla videosorveglianza. Benché i numeri dell'antintrusione continuino a essere per lo più in rosso, sono infatti diversi gli operatori del controllo accessi che hanno ottenuto risultati superiori alle aspettative.

Le aziende in Pole Position

Le prime tre aziende classificate sono Honeywell Security (USA), Bosch Security Systems (Germania) e Assa Abloy Global Technologies (Svezia). Nonostante sia stata duramente colpita dalla crisi, Honeywell ha ottenuto un fatturato di 2,4 miliardi di dollari (un incremento del 4,3% sul 2009). Stesso discorso per Bosch, che con 1,92 miliardi (+0,9%) è riuscita a mantenere la seconda posizione. Più forte la crescita di Assa Abloy, che ha registrato vendite per 776,8 milioni (+5,2%) passando dalla quarta alla terza posizione. Unica azienda italiana in classifica è Promelit, al quarantaduesimo posto con un fatturato di 37 milioni di dollari. Come osservato, è il segmento della videosorveglianza a fare la parte del leone con un tasso medio di crescita del 20,2%. Un'azienda molto giovane come la canadese Avigilon, ad esempio, è già entrata nella top 50 con un fatturato di 32,6 milioni di dollari e una sorprendente crescita del 91,2% (la più alta nella top 50) rispetto al 2009. Mentre due corporation cinesi come Hikvision e Dahua hanno rapidamente scalato la classifica passando rispettivamente dalla decima alla quinta posizione e dalla quindicesima alla decima. Delle top 15, ben 13 operano sul mercato della videosorveglianza. La crescita media sul 2009 è stata molto più contenuta per il controllo accessi (8%), guidato da Assa Abloy e RCG (Hong Kong) – ma quest'ultima ha registrato un +23,5% grazie a un'aggressiva politica di espansione in Cina e nel Sud Est asiatico.

Strategie anticrisi

La recessione e la forte concorrenza hanno costretto le aziende della security a fare il possibile per aumentare l'efficienza e tagliare il superfluo. Fra le principali misure adottate ci sono il decentramento produttivo verso regioni con un costo del lavoro più basso, la messa a punto di processi di produzione più efficienti, l'ottimizzazione delle economie di scala e della gestione delle scorte, lo snellimento delle procedure amministrative e la riduzione della forza lavoro. Alcuni esempi? Bosch ha puntato sul taglio dei costi, e ha migliorato la qualità dei propri prodotti allo scopo di abbattere le spese di assistenza post vendita. Assa Abloy ha chiuso 38 stabilimenti e tagliato 5mila dipendenti, trasferendo gran parte della produzione all'estero. Axis ha esternalizzato completamente la produzione. Nella direzione opposta si è mossa Flir Systems, che ha accresciuto l'integrazione verticale per migliorare l'efficienza, la produttività, la flessibilità e l'indipendenza dai fornitori. Per altre aziende (come AVTech e Mobotix) si è rivelata invece efficace la messa a punto di una piattaforma comune per produrre con un minor numero di componenti. Una scelta che permette di semplificare la logistica, ridurre i costi di produzione e aumentare gli standard di qualità.

Il fascino del Sol Levante

L'espansione sui mercati emergenti (asiatici in particolare) costituisce una valvola di sfogo vitale per molte imprese in cerca di nuove opportunità di crescita. Fusioni, acquisizioni e alleanze si sono moltiplicate, e hanno permesso ad aziende come Assa Abloy di registrare un +14% nella regione Asia-Pacifico a fronte di risultati modesti o negativi su quasi tutti gli altri mercati. L'Asia continua pertanto ad attrarre gli investitori, tanto che proprio lo scorso anno Bosch ha aperto una nuova sede in Cina. Quanto ai mercati verticali, i più interessanti sono oggi rappresentati dalle infrastrutture maggiormente esposte a rischi quali gli attacchi terroristici – edifici governativi, reti di trasporto, aree pubbliche. Queste infrastrutture rappresentano più del 50% del mercato mondiale della security, e sono anche vettori di forte crescita sui mercati emergenti.

Il cliente prima di tutto

Le aziende della top 50 concordano sul fatto che focalizzarsi sulle esigenze del cliente, offrendo soluzioni complete e su misura, rappresenti il presupposto fondamentale per una crescita organica. Se poi si considera che nei periodi di forte incertezza i clienti sono poco disposti a investire cifre importanti, si può ben comprendere quanto una soluzione integrata, affidabile e scalabile (con costi iniziali più bassi) possa fare la differenza. Da qui l'assoluta necessità di continuare a investire in ricerca e sviluppo, ampliando al contempo la clientela di riferimento. Milestone Systems – passata in un anno dalla cinquantesima alla trentanovesima posizione grazie a una crescita del 55,8% – investe in R&S tra il 16 e il 22% del proprio fatturato. Dopo l'high-end, Honeywell ha cominciato a rivolgersi anche al mid-end, mentre Hikvision ha seguito il percorso inverso. Avigilon ha invece dato da subito importanza alla scalabilità, offrendo soluzioni video complete i cui componenti (versatili a sufficienza per essere impiegati in diverse applicazioni) possono anche essere acquistati separatamente. Negli anni a venire, solo le aziende che sapranno tenere conto di questi elementi chiave riusciranno a sopravvivere e a imporsi sul mercato.

Cambiamento, convergenza, clienti

Quando si discute sul futuro della security, sono queste le 3 C che dominano la conversazione. Le imprese che le pongono al centro delle proprie strategie riescono a offrire all'utente finale un concreto valore aggiunto, e registrano invidiabili tassi di crescita anche nei momenti di crisi. Anche perché – non dimentichiamolo – la security continua a correre più velocemente del mercato nel suo complesso. Come osserva Kevin McCaughey (Schneider Electric), "i tassi di crescita sono ancora apprezzabili, e per gli operatori attenti alle esigenze dei clienti le opportunità non mancano." Secondo McCaughey, "nei prossimi dieci anni si raccoglieranno i frutti degli investimenti compiuti dal 2001 a oggi." Questa crescita sarà guidata dalle economie emergenti (Medio Oriente, Cina, India e America Latina soprattutto) e dalle soluzioni IP che, come precisa Warren Brown (Tyco), "continueranno la loro crescita a due cifre." Dal momento che l'affidabilità è il vero elemento discriminante (ancor più della scalabilità), la formazione e il servizio al cliente devono diventare aspetti essenziali per ogni impresa determinata a fare la differenza sul mercato. E la concorrenza? Sebbene alcuni sostengano che sia in corso un processo di graduale concentrazione, le probabilità che nei prossimi anni il settore sia dominato da pochi colossi sono scarse. "Il livello di frammentazione è ancora molto elevato", sottolinea Ray Mauritsson (Axis). E altri operatori ritengono addirittura che il numero dei concorrenti sia destinato non a diminuire, ma ad aumentare.

La security come strumento gestionale

La migrazione in atto dall'analogico al digitale fa sì che la security – da sistema sostanzialmente isolato – si stia trasformando in uno strumento utile anche per migliorare e semplificare la gestione. "Ciò che abbiamo imparato negli ultimi anni è che la gente ormai comprende appieno il valore delle soluzioni IP-based", osserva Bill Stuntz (Cisco Systems). Con la diffusione dell'IP i network administrator hanno sempre più spesso a che fare con la gestione della security: come sottolinea Toby Koh (Ademco Security Group), "nel corso dei prossimi cinque anni la convergenza fra security e business operation management è destinata a rafforzarsi notevolmente." Queste dinamiche permettono agli operatori di accrescere il valore delle soluzioni offerte soddisfacendo non solo le esigenze legate alla sicurezza, ma anche le necessità di un'efficiente gestione tout-court. La security dimostra così di rappresentare, ancor più che in passato, una scelta d'investimento intelligente.

Le tecnologie del futuro

Secondo le top 50, le tre tecnologie che nel prossimo futuro influenzeranno profondamente il settore sono il Physical Security Information Management (PSIM), la Video Content Analysis (VCA) e i servizi cloud-based. Benché sia ancora agli inizi, negli ultimi cinque anni il PSIM ha ottenuto un crescente riconoscimento da parte degli operatori e del mercato. Il progressivo aumento delle vendite sta favorendo le economie di scala e, quindi, la riduzione dei costi e dei prezzi, mentre la concorrenza sta aumentando. Per quanto riguarda la VCA, il successo dell'alta definizione sta contribuendo a renderla sempre più rilevante. Grazie alle funzioni di motion detection, infatti, è possibile ridurre significativamente i costi di archiviazione registrando in HD solo quando succede qualcosa di importante. La tecnologia cloud-based, infine, è abbastanza semplice da capire, ma diventa alquanto complicata quando si scende nei dettagli. E benché gli entusiasti siano tanti, non tutti sono convinti che essa rappresenti la strada da percorrere. Secondo Simone Santambrogio (Promelit), ad esempio, professionisti e imprenditori prediligono l'archiviazione in loco per ragioni di ampiezza di banda e di privacy: "Di solito, alle persone non piace conservare certe informazioni in un centro dati esterno e potenzialmente poco sicuro." Mentre si cercano di sciogliere questi nodi, nessuno può comunque negare che le soluzioni cloud-based siano efficaci nel ridurre i costi gestionali. Ed è altrettanto evidente che, per le imprese della security determinate a vincere la competizione, la ricetta delle 3 C sarà la strada da percorrere negli anni a venire.


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