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Video su iPhone, iPad e dispositivi Mobile: possibilità aperte dalle nuove tecnologie

21/12/2011

di Fabrizio Colciago, Chief Technology Officer di March Networks (www.marchnetworks.com)

L'industria si sta dirigendo sempre più verso soluzioni cosiddette "mobile", e le richieste di applicazioni per la visualizzazione del video su dispositivi tascabili sono in continua crescita. Possiamo far risalire il primo interesse concreto verso questo tipo di applicazioni al 2004, quando Compaq presentò iPAQ, uno dei primi terminali basato su un sistema operativo mobile che univa computer palmare e telefono. In quel periodo, molte aziende nel comparto della sicurezza lanciarono applicazioni client che consentivano l'accesso e la gestione di un sistema di video sorveglianza attraverso terminali mobili e anche March Networks (al tempo CIEFFE) lanciò la propria applicazione: VisionPocket. Nonostante fosse un software estremamente performante, che permetteva connessioni dirette a un DVR per visualizzare video live e registrato, i tempi e la tecnologia non erano ancora abbastanza maturi e VisionPocket, insieme alle altre applicazioni lanciate dai nostri concorrenti, non ebbe successo: erano poco più che gadget da mostrare alle fi ere per impressionare i clienti. Sette anni dopo, nel 2011, tutto è cambiato.

Apple è divenuta leader mondiale nel mercato degli smartphone con oltre 100 milioni di telefoni venduti e più di 425.000 applicazioni disponibili. Nel 2012, si prevede che gli "app store" di Apple e Android saranno in grado di generare introiti per circa 14 miliardi di dollari. Oggi esiste un vero, solido mercato per le applicazioni "mobile". Ma se a giovarne immediatamente, e con numeri impressionanti, sono stati settori come ad esempio l'intrattenimento, ad oggi non è cambiato molto nel mondo della sicurezza. In molti casi, le applicazioni "mobile" sono ancora viste come strumenti per impressionare i partecipanti a fiere e conferenze e sono poco utilizzate dai clienti nella loro attività quotidiana. Negli scorsi mesi, come parte delle mie attività di ricerca e studio del mercato, ho tentato di implementare un sistema remoto di video sorveglianza nella mia abitazione, utilizzando prodotti di diverse società concorrenti: non è stato facile.

Avevo a disposizione una veloce connessione in fibra ottica a 10Mbit, ma ero confinato in una sottorete privata collegata verso internet tramite NAT (Network Address Translation) implementato dal mio provider internet e senza un indirizzo IP pubblico. Ho presto scoperto che non c'era modo di accedere al mio sistema dalla rete mobile e sfortunatamente non c'era molto che potessi fare per ovviare al problema. Prima di arrendermi, ho tentato di installare il sistema nella nostra sede aziendale. Anche questa si è rivelata una sfida impegnativa. Alcuni dei prodotti in esame semplicemente non funzionavano su internet, mentre altri richiedevano una complessa riconfigurazione della rete. Dopo un'estenuante trattativa con il nostro dipartimento IT, niente affatto entusiasta all'idea di aprire porte che dessero accesso alla nostra rete aziendale, sono riuscito ad ottenere un accesso internet con IP pubblico statico isolato dal resto della rete interna. Uno dei fattori chiave per il successo di un prodotto è l'immediatezza d'uso e la semplicità nell'installazione, e, sfortunatamente, non si può dire che questo accada con i prodotti destinati alla video sorveglianza mobile, almeno fino ad oggi.

La soluzione ideale sarebbe una piattaforma "plug and play" in grado di funzionare su qualunque tipo di rete. Oggi le reti sono ben protette e, prima di arrivare su internet, i pacchetti di dati devono passare attraverso web filter, firewall e router. I filtri bloccano l'accesso a siti non appropriati, mentre firewall e router regolano il traffico di dati da internet alla rete privata e viceversa. Lo scopo di questa struttura di rete è di rendere difficile (per definizione il concetto di "impossibile" non esiste per le reti attive) l'ingresso nella rete dall'esterno da parte di un intruso, e rendere al contempo l'accesso a internet il più sicuro possibile. È quindi facile comprendere come la connessione a un NVR all'interno di una rete possa risultare così ostico. Solitamente una rete viene progettata per permettere connessioni dall'interno verso l'esterno, ma non viceversa, e qualunque azione che vada contro questa fondamentale regola comporta una configurazione specifica.

Crea inoltre un potenziale pericolo, dato che ogni porta aperta nel firewall potrebbe essere sfruttata come punto d'accesso al network aziendale. Una possibile soluzione a questo problema è un'architettura in cui il sistema di video sorveglianza remota sia fornito tramite un servizio su cloud, permettendo ai dati di passare attraverso molteplici filtri e firewall senza il bisogno di configurazioni specifiche. Grazie a questo approccio e alle potenzialità di nuovi standard come HTML5, è possibile creare applicazioni web compatibili in modo trasparente con i più recenti dispositivi basati su IOS (inclusi iPad e iPhone), Android e Windows Mobile 7, senza sviluppare un'apposita applicazione nativa. Siamo sicuramente sulla strada giusta e grazie agli standard forniti dal mondo web, la video sorveglianza mobile sarà presto un valore aggiunto per i clienti e non solo un costoso gadget dalla dubbia utilità.


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