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Cosa chiedere ad un antifurto?

12/12/2011

di Ivan Castellan, Branch manager Italia Risco Group

 

Tra le peculiarità dei sistemi antintrusione, si annovera l'alimentazione 24 ore al giorno 365 giorni all'anno e, nella maggior parte dei casi, la capacità di riportare a terzi gli allarmi o i guasti rilevati. Ma, nella denegata ipotesi in cui non siano in grado di allertare istituti di vigilanza privata, forze dell'ordine o parenti ed amici attraverso la sirena esterna ed interna, questi sistemi sono però in grado di procurare fastidio - talvolta panico - nei vicini e nello stesso proprietario. Gli addetti ai lavori devono quindi scegliere dei materiali in grado di assicurare un funzionamento stabile ed affidabile in tutte le condizioni ambientali ed operative. L'esperienza più che ventennale dell'autore (prima come direttore tecnico ed ora come direttore di filiale di un noto produttore) lo porta però ad affermare che non tutti gli operatori hanno ben compreso il proprio fondamentale ruolo di consulenti all'utente finale.

 

Raramente si assiste ad un'analisi del rischio approfondita e ancor più raramente viene spiegato all'utente finale che i sistemi antifurto non impediscono i furti, ma si limitano a segnalare un tentativo di intrusione e se il sistema non è gestito adeguatamente, nulla può fare per impedire il furto. Ovviamente questa superficialità è assente nelle aziende professionali specializzate negli impianti di sicurezza e speciali (incendio, video e controllo accessi), ma è dilagante in quelle aziende generaliste che da poco si sono affacciate al mondo della sicurezza.

 

L'antifurto è un sistema

 

Non a tutti, quindi, è chiaro che l'antifurto è un sistema: una molteplicità di "componenti" interconnessi con la finalità di segnalare un evento. A fronte della segnalazione, solo nel caso siano state predisposte le adeguate contromisure ed avvisate le appropriate persone e/o strutture, si potrà evitare che il bene protetto possa essere rubato. Ad esempio, se il bene protetto è un quadro, qualora la protezione elettronica attiva offerta dall'antifurto non sia coadiuvata da un'adeguata protezione fisica (teca blindata) in grado di resistere ad ogni tipo di attacco, almeno per il tempo necessario all'intervento, il quadro sarà rubato! Tornando al concetto di sistema, si evince la necessità di un'adeguata scelta dei singoli componenti, oltre che la corretta e sapiente installazione, programmazione e taratura degli stessi. Componenti di modeste prestazioni, se installati e tarati adeguatamente, possono garantire un funzionamento apprezzabile, così come componenti di elevate prestazioni, se installati e programmati in modo improprio, daranno certamente dei problemi. Ovviamente, componenti ad elevate prestazioni installati e programmati a dovere sanno garantire risultati eccezionali in termini di stabilità (assenza di falsi allarmi) e prestazioni (velocità di rilevazione in ogni condizione ambientale).

 

Quali sensori di movimento?

 

Focalizzandoci sui sensori di movimento, il mercato ne offre un'ampia varietà e solo un'adeguata preparazione permette di individuare il sensore che più di altri è adatto ad una certa protezione. Ad esempio, sono disponibili sensori di movimento a singola tecnologia (PIR o MW) o a doppia tecnologia (abbinamento tra PIR e MW sia con logica AND che OR) per impieghi residenziali, commerciali, industriali, da interno o esterno. Per ogni applicazione il sensore deve avere delle peculiarità: per l'impiego residenziale dovrà essere compatto, elegante e disponibile anche in versione immune agli animali domestici; per l'applicazione commerciale dovrà essere antiaccecamento e flessibile nell'installazione; per l'applicazione industriale dovrà avere ampie portate, un grado di protezione IP elevato ed operare ad un range di temperature ampio; per l'applicazione da esterno è indispensabile un'elevata protezione IP, immunità agli animali, massima flessibilità di installazione e stabilità al variare delle condizioni ambientali.

A rendere unici alcuni sensori concorrono eventuali brevetti: il sensore riconosce tentativi di elusione operati da soggetti mascherati e diventa una singola MW (escludendo la sezione PIR) quando la temperatura ambientale è tra i 34° e 36° C (tipica temperatura di un corpo vestito), oltre ad essere disponibile la versione dotata di IR attivo per garantire l'anti accecamento operato sulla lente stessa. Questo perché l'accecamento del sensore operato attraverso lacche, vernici, polveri o altri materiali posti sulla lente stessa non è più l'unico tentativo di elusione, ma è ormai risaputo che ridurre l'emissione dell'energia IR del proprio corpo (il proprio calore), anche attraverso l'uso di un semplice ombrello, permette di eludere la maggior parte dei sensori PIR o DT (PIR+MW in configurazione AND) sino ad oggi installati. I più avanzati sensori permettono, inoltre, di essere collegati alla centrale antifurto attraverso un BUS anziché attraverso le classiche uscite NC: in questo modo la sicurezza del collegamento tra sensore e centrale non è affidata alle resistenze di bilanciamento, ma alla comunicazione digitale criptata del BUS, consentendo, inoltre, la totale configurazione da remoto (portata, sensibilità e modalità operativa), oltre che la diagnosi (tensione di alimentazione e soglie di allarme e disturbo).


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