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Eureka, la domotica!

03/08/2011

di Mirko Bretto, Takeoff Strategies

Eureka è, tra le molte cose, il titolo di una serie TV americana trasmessa fino al 2010. Il protagonista, che vive in una città tecnologicamente avanzata e progettata da illustri scienziati, abita in una casa completamente automatizzata dal nome S.A.R.A.H (Self Actuated Residential Automated Habitat). Tutte le funzioni dell'abitazione sono governate ed attivate mediante l'uso della voce. Nella serie TV si tratta di fantascienza, ma come spesso succede la realtà tallona molto da molto la fantasia, e in alcuni casi la supera. La Domotica, scienza nata a metà degli anni 50 con la terza rivoluzione industriale, teorizza proprio una casa totalmente automatizzata, che concorra al risparmio energetico e all'ottimizzazione di tutte quelle azioni che segnano il nostro abitare quotidiano.

"Se puoi immaginarlo, allora puoi anche realizzarlo", sosteneva Walt Disney. Seguendo questa illuminata filosofia, i limiti allo sviluppo della home automation sono solo quelli imposti dagli stessi sviluppatori. La realizzazione di sistemi con software"proprietari", in netta contrapposizione con la filosofia dell'open source e della condivisione, hanno lo stesso effetto di un "freno a mano tirato" per l'intero comparto. Secondo una ricerca realizzata da Assodomotica, già nel 2006, in Italia, erano stati installati complessivamente 13.900 impianti, per un valore totale di 57,3 milioni di euro. Nel 2009 si è arrivati a 35.500 impianti, per un totale di 146,1 milioni di euro. E per il prossimo futuro si prevede una crescita annua stimata del 35% almeno fino al 2012, quando si raggiungeranno i 90.000 impianti installati ed un fatturato di 370 milioni di euro l'anno. Il volume d'affari su base europea ammonta invece a oltre 870 milioni di euro; primo traino per il comparto è il mercato tedesco, seguono poi Francia e Spagna. Sono invece da considerarsi mercati emergenti quello dei Paesi Arabi, la Russia e tutto l'est Europa in generale.

Il mercato della domotica

Il mercato della Domotica ha ampi margini di crescita: secondo i dati de Il Sole 24ore (stime immobiliare.it) il 50% delle nuove abitazioni viene realizzato con all'interno un sistema di automazione base, che può nel tempo essere implementato. Alcuni dei maggiori player nel mercato della home automation hanno deciso di sposare la filosofia dei sistemi proprietari. Per attrezzare una nuova abitazione si è quindi costretti ad installare la stessa linea, dello stesso produttore, dal sistema antintrusione al controllo dell'impianto di riscaldamento. Una filosofia vecchia, che negli anni ottanta ha premiato lo sviluppo e la crescita di alcune aziende come Microsoft, ma che ora è stata superata e universalmente disconosciuta dall'avvento del web 2.0, dai software open source e da case history virtuose come "Arduino", il primo hardware open source presente in rete.

Open Source

La domotica deve puntare all'inclusione, alla completa compatibilità e all'interconnettività tra i sistemi. Già oggi sono disponibili interfacce portatili con controllo touchscreen e grafiche contestuali in grado di riconoscere la posizione dell'utente all'interno della casa e proporre sulla grafica le funzioni legate alla stanza in cui ci si trova. Il futuro è pertanto rappresentato dalla possibilità di avere un "cervello" capace di gestire un'intera unità abitativa, controllando periferiche di operatori differenti. Sarà ad esempio possibile controllare da remoto il sistema di sicurezza, impostare l'orario dell'impianto di irrigazione, attivare l'impianto di illuminazione interno ed esterno e gestire la temperatura dei vari ambienti. Sarà anche possibile dialogare con gli elettrodomestici di uso comune come il frigorifero o la lavatrice, che potranno avvisarci o ricordarci ad esempio di acquistare alcuni alimenti che sono finiti o che è terminato il lavaggio o l'asciugatura dei panni. Anche il relax e gli aspetti ludici del nostro quotidiano potranno essere gestiti da un unico apparecchio, si potranno programmare TV e registratore HD, si potranno gestire più periferiche collegate in WiFi, il tutto grazie al medesimo strumento, magari di design. Il consumatore deve essere messo in condizione di poter scegliere i prodotti e gli elettrodomestici che preferisce o che considera migliori e deve avere a disposizione uno strumento in grado di gestirli tutti e di farli, se possibile, dialogare tra loro. Così facendo si può guardare non solo al bacino delle nuove costruzioni, ma puntare anche alle ristrutturazioni, o ad ampliamenti ed ammodernamenti parziali di impianti preesistenti.

Semplificazione

La ricerca tecnologica sta puntando soprattutto alla facilità di installazione, con l'obiettivo di diminuire i costi della manodopera potendo utilizzare operai meno specializzati. La ricerca di una maggiore semplicità riguarda anche la semplicità di programmazione: questo consente di avere impianti più facili non solo da installare, ma anche da realizzare per i produttori. Si cerca inoltre di studiare soluzioni che permettano all'utente finale di personalizzare le interfacce touch senza l'intervento di uno specialista, come avviene oggi. Altre evoluzioni allo studio riguardano il settore wireless radio e in particolare la possibilità di installare con maggiore facilità gli impianti in case già preesistenti, cosa che oggi richiede mediamente 7-8 giorni di lavoro contro una media di 2-3 giorni richiesti nelle case di nuova costruzione. Questa apertura del mercato porterà indubbi vantaggi soprattutto ai consumatori che, oltre ad avere a disposizione un ventaglio di scelte più ampio, potranno puntare su importanti riduzioni dei costi. Sarà infatti il mercato l'unico giudice in grado di promuovere e premiare quelle società che avranno una visione più coraggiosa e che sapranno soddisfare le necessità dei consumatori, sempre più tecnologicamente orientati ed esigenti.


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