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Dal videomonitoraggio alla geolocalizzazione: i tanti volti della sicurezza urbana

13/07/2011

di Ruth Schonfeld

Non occorre far riferimento a quanto riportano diverse e autorevoli analisi sociologiche per affermare che la nostra società si denota innanzitutto come la società dell'insicurezza, in cui è latente ma diffusa la sensazione di timore, se non proprio di paura, che ne attraversa ogni strato. Basti pensare che i dati Istat diffusi lo scorso novembre riguardo al tema "sicurezza" indicano che il 5,7% della popolazione è stato oggetto di una piccolagrande azione criminale e che percepisce come "non sicuro" il luogo in cui vive. Negli ultimi anni si è quindi assistito al fiorire di misure e provvedimenti finalizzati a restituire ai cittadini un sentimento di minore precarietà. Un migliore controllo fisico del territorio (ad esempio una maggiore presenza delle Forze dell'Ordine) si accompagna a iniziative di impronta più tecnologica. È su queste iniziative che ci soffermiamo, un impegno che assimila il piccolo centro alla grande metropoli: il potenziamento di sistemi al servizio di quella che da più parti viene definita come "sicurezza partecipata".

I vari attori coinvolti nella protezione dei cittadini, nella tutela dell'integrità di beni e nella salvaguardia del territorio, hanno ormai compreso che le nuove tecnologie sono una risorsa in grado di affrontare con efficacia e in sinergia con i vari soggetti interessati, dunque anche con i cittadini, questioni come la promozione della legalità, la prevenzione del crimine, la gestione del rischio. Sistemi con telecamere digitali e immagini di alta qualità registrano, e riportano a una sala operativa, allarmi ed eventi anomali, rendendo mirato l'intervento delle forze preposte al controllo del territorio. In un momento in cui tutto dovrebbe essere "sostenibile", questo sistema non è certo privo di interessanti risvolti economici. Da sottolineare il fatto che in questo settore l'Italia vanta un tessuto produttivo di elevatissimo livello, di cui sono parte non solo grandi ma anche piccole aziende, la cui eccellenza tecnica, a nord come a sud, si coniuga con una capacità sorprendente di seguire o anticipare un mercato in rapida e continua evoluzione.

Non solo occhi elettronici

Non è possibile soffermarci sui progetti, numerosi ed eterogenei, esito dell'investimento di buona parte dei fondi erogati da vari organismi, dal Ministero dell'Interno ad associazioni di categoria. Telecamere digitali che controllano la circolazione lungo determinate strade, che vigilano aree produttive strategiche o edifici o zone il cui valore sociale, naturale o storicoartistico li rende più vulnerabili...da Trapani ad Aosta, lo sguardo vigile di questi occhi elettronici ha in parte sedato le polemiche seguite all'approvazione del "Pacchetto sicurezza", che ne legittimava un uso più disinvolto nei luoghi pubblici e che aveva reso arduo trovare un punto di equilibrio con il rispetto della privacy e la libertà di movimento. Uno spaccato interessante sul modus operandi in tal direzione di alcune realtà italiane è emerso nel corso di TechFor, svoltasi a Roma nel maggio scorso. La I° edizione del Premio "Innovazione e Sicurezza" aveva l'obiettivo di presentare alcuni progetti particolari, non tanto per esporli in una sorta di vetrina ideale di virtuose e diversificate iniziative territoriali, ma per farne veicolo di promozione di un nuovo modo di intendere il rapporto tra amministrazioni pubbliche e privati nel ridefinire il volto delle nostre città. Tra i 10 progetti premiati, segnaliamo i più originali e di maggiore interesse (per approfondimenti www.techfor.it).

Milano: meno male che c'è…

...Ambrogio. Non parliamo del - pur utile - Santo protettore della città, ma di un progetto (o "sistema di vita", come lo definiscono all'ufficio tecnico del Comune) unico nel suo genere in Italia. La tecnologia scelta è composta da un CRM (Customer relationship Management) e palmari, smartphone, tablet Pc, portale, e implementa un sistema di Risk Management che prevede controllo/azioni/verifica su un programma informatico ArcGis per geolocalizzazione. Il sistema, ora operativo dopo un periodo di sperimentazione, ha consentito di azzerare i tempi di presa in carico delle segnalazioni dei cittadini per gli interventi di manutenzione, sicurezza e decoro urbano. Con Ambrogio esse vengono inviate in tempo reale all'ufficio competente: si risparmiano tempo, risorse (tra cui molta carta) e denaro, 400mila euro l'anno. Con il suo sistema di monitoraggio giornaliero, il sistema permette anche un collegamento con le realtà che operano in città, gli uffici tecnici, Amsa, Atm, MM, A2A. Da novembre del 2009 allo scorso aprile sono state 16.340 le segnalazioni, di cui 15.032 valide. Se attualmente sono 700 le persone coinvolte nel progetto, la nuova fase prevede di cooptare anche circa 150 cittadini, volontari il cui ruolo sarà quelli di "osservatori" del territorio. Queste persone, metà delle quali donne, avranno un rapporto attivo, privilegiato con l'amministrazione, per comunicare eventuali punti critici e ricevere aggiornamenti costanti rispetto alla segnalazione inoltrate.

La sicurezza è un gesto semplice

...Semplice, almeno nella città di Parma, come un "Click". Ha questo nome il "Dispositivo personale di sicurezza", uno strumento elettronico di piccole dimensioni, che è riuscito a triplicare la percezione di sicurezza nelle persone che lo hanno sperimentato. In caso di necessità, permette di inviare una chiamata di emergenza, con la pressione di un pulsante, e di localizzare la provenienza della chiamata. L'allarme, rilevato da una società di vigilanza privata, viene gestito attivando la Polizia Municipale o le Forze dell'Ordine. Un centinaio i partecipanti alla sperimentazione, appartenenti sia alle fasce più deboli della popolazione (anziani, soprattutto) sia alla schiera di quanti vivono la città, anche per motivi di lavoro, nelle ore notturne. Il progetto è stato apprezzato e il 65% dei partecipanti – riferisce il responsabile del Servizio Sicurezza Urbana - ha chiesto di continuare a usufruire del dispositivo, al punto che il Comune sta cercando le risorse per dare continuità all'iniziativa.

"Videosorveglianza in operatività"

Quattro Regioni - Campania, Calabria, Sicilia, Puglia – e una calamità come comune denominatore estivo: l'incendio. É innovativo il sistema mobile integrato Scout, al servizio della prevenzione di un grave rischio e in grado di garantire maggiore efficacia dei soccorsi e più ampia, capillare e costante operatività del C.N.VV.F. Il sistema consente l'elaborazione delle immagini; la trasmissione dei segnali in tempo reale o in differita, la registrazione in alta definizione, l'archiviazione, ricerca e utilizzo delle informazioni video, l'acquisizione di informazioni multimediali georeferenziate sul territorio, la localizzazione dei mezzi e la gestione della navigazione dei mezzi di soccorso. A integrazione è la dotazione di apparati personali per gli operatori e per ogni ulteriore servizio operativo di controllo audio/video, denominati eXplor. I due sistemi sono gestiti da un unico software di comando e controllo.


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