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Nuove norme per i sistemi IP

23/03/2011

Di Gaetano Montingelli, Direttore Generale Assotel

Il nuovo D. Lgs 198/2010, entrato in vigore il 15 Dicembre scorso, recepisce la Direttiva UE 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati di tutte le apparecchiature terminali atte a trasmettere, ricevere e trattare informazioni, inclusi quindi anche gli apparati per l'IP Security direttamente o indirettamente interconnessi alla rete pubblica di comunicazione elettronica. Il decreto indica le competenze e gli obblighi degli operatori di rete e impone la necessità per gli operatori economici che intendono realizzare sistemi di fonia, dati e video, di essere in possesso di un'adeguata qualificazione tecnica. Vediamone assieme le novità più significative.

Le norme recentemente entrate a far parte dell'ordinamento giuridico italiano confermano e rafforzano l'obbligo di affidare la realizzazione di "sistemi d'utente di telecomunicazioni" ad imprese autorizzate, a tutela del mercato e dei singoli utilizzatori. Finalmente anche il nostro Paese si è dotato, in materia di commercializzazione, installazione, allacciamento e manutenzione di apparecchiature terminali d'utente di comunicazione elettronica e dei relativi impianti di connessione, di una legislazione di base moderna e in linea con la realtà internazionale. Infatti il Decreto Legislativo 198/2010, abrogando la legge 109 del 28 marzo 1991, prescrive nuove disposizioni che permetteranno di adeguare le nostre strutture pubbliche di telecomunicazione, e il relativo mercato dei sistemi d'utente, a quanto l'UE ritiene essenziale per armonizzare e uniformare il mercato interno europeo. Con le nuove disposizioni si mira principalmente a favorire la libera circolazione delle merci e ad eliminare quei vincoli di monopolio che ne impediscono il libero uso, fatto salvo l'imprescindibile obbligo di garantire gli utilizzatori sulla qualità delle apparecchiature e sulla professionalità degli operatori di settore.

Un provvedimento positivo

Il contenuto del nuovo decreto, in termini di prescrizioni, è chiaro: si indicano le competenze e gli obblighi degli "operatori di rete" e la necessità per gli "operatori economici" che intendono realizzare sistemi di fonia, dati e video, di essere in possesso di un'adeguata qualificazione tecnica, accertata in base a criteri oggettivi e definiti da precise indicazioni di legge. In particolare, il nuovo decreto, all'art 2, comma 2, precisa che, entro dodici mesi, sarà necessario adottare un regolamento attuativo, ossia riscrivere il DM 314/92 che a tutt'oggi definisce le competenze che le imprese devono possedere per fornire garanzie tecnico-economiche agli utilizzatori ed alla collettività, in tema di realizzazioni di sistemi di

comunicazione elettronica. Saranno dunque le nuove regole di attuazione a determinare l'esatta portata delle novità legislative - che, per ora, non hanno portato modificazioni pratiche al sistema vigente, fatto salvo il regime sanzionatorio che, al di là degli importi pecuniari, colpisce chi opera in mancanza di titolo abilitativo e coloro che rilasciano dichiarazioni di collaudo e conformità non corrispondenti alla reale consistenza delle opere e dei lavori realizzati. Tutto ciò a sicuro vantaggio degli utenti e di tutte quelle imprese che, avendo una struttura tecnico organizzativa abilitante, non hanno ragione di temere le nuove sanzioni (che vanno da 15mila a 150mila euro, secondo la gravità dell'infrazione).

Il regolamento attuativo

Liberalizzazione non può e non deve significare assenza di regole, ma regolamentazione snella, non burocratica, a garanzia di tutte le componenti del mercato. E' sulla base di questi presupposti che ogni stato sovrano deve recepire e applicare le direttive comunitarie. Ora non resta che aspettare la nuova regolamentazione attuativa, che speriamo possa contribuire a promuovere lo sviluppo e la crescita del settore sia in termini di capacità professionali, sia in termini occupazionali. Infatti il D.M. 314/92 di attuazione dell'abrogata Legge 109/91, peraltro emanato in epoca di preistoria tecnologica per chi realizza sistemi per la comunicazione elettronica, a fianco di aspetti burocratici obsoleti e dannosi, contiene anche degli elementi che possono divenire stimoli per lo sviluppo occupazionale delle imprese coinvolte, oltre che elementi solidi di garanzia a tutela dei committenti/utenti delle attività considerate dal nuovo Decreto. In particolare, tra le numerose e variegate prescrizione imposte dal D.M. 314/92 alle aziende che scelgono di operare nel mercato tlc/ict in piena regolarità, sembra corretto richiamare l'attenzione sulla necessità di dimostrare la consistenza della struttura tecnico/professionale delle imprese che intendono autorizzarsi. Consistenza che deve prevedere un numero di tecnici adeguato alle attività che l'azienda si propone di affrontare, tecnici teleimpiantisti con dimostrate conoscenze professionali. Questa impostazione ha fatto sì che, nel tempo, le imprese autorizzate desiderose di crescere realizzassero più di 200.000 posti di lavoro fortemente professionalizzati, consentendo ai committenti/utenti di meglio indirizzare le proprie scelte e di usufruire di maggiori garanzie di continuità gestionale e manutentiva.

Valorizzare il merito

In un frangente così difficile per il mercato del lavoro, anche e soprattutto con riferimento ai giovani, non vorremmo però che la semplificazione delle norme che determineranno l'accesso alle autorizzazioni - seppur nell'auspicata semplificazione - diventasse poi causa indiretta di un processo volto alla terziarizzazione delle attività, con un conseguente possibile impoverimento sia dei posti di lavoro, sia della professionalità di titolari e maestranze. Per questo Assotel, l'associazione delle imprese autorizzate che da sempre chiede di snellire il procedimento autorizzatorio, propone di ricondurre le disposizioni a due semplici principi: tutti devono poter facilmente accedere alla professione (entry level), ma solo chi può offrire ai committenti/utenti maggiori garanzie tecnico/ economiche può candidarsi per la realizzazione di sistemi d'utente complessi, che necessitano di prove strumentali articolate, di personale qualificato capace di dialogare con ingegneri e progettisti, di competenze amministrative per realizzare strutture anche fuori da un singolo fondo (autorizzazione di livello superiore). Inoltre è auspicabile che le "nuove regole" siano rappresentazione delle attuali tendenze delle tecnologie in tema di "convergenza", superando così le obsolete differenziazioni tra sistemi voce e dati, tra cablaggi in rame e fibra, tra sistemi trasmissivi wired o wireless. Tutto ciò valorizzando il merito delle imprese che impiegano personale stabile composto da tecnici con esperienza maturata sul campo e da nuove giovani leve che possano così dare seguito ai titoli di studio acquisiti. Se poi, conseguentemente all'entrata in vigore di nuove regole, il Ministero disporrà i necessari controlli attuativi, è facile prevedere che in poco tempo si avrà un aumento esponenziale delle imprese abilitate e la contemporanea creazione di numerosi nuovi posti di lavoro.


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