venerdì, 28 aprile 2017

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Turchia: tra luci e ombre, il mercato della sicurezza

21/04/2017

della Redazione

Pubblichiamo una recente indagine sul mercato turco, che rappresenta un interessante ed imparziale indicatore per possibili investitori italiani su quell’area geografica. Alcuni attori del mercato turco non hanno osservato o riferito di cambiamenti sostanziali nel 2015 (ultimo anno finanziariamente esplorabile), mentre quelli dotati di strutture meno solide sono stati colpiti profondamente dall’incertezza. Ciononostante, la maggior parte delle aziende ha registrato una crescita attestabile su una percentuale pari a +10.

UN 2016 COMPLESSO

Nell’analizzare l’anno 2016 per l’industria turca non si può non citare il fallito colpo di stato del 15 luglio scorso, quando carri armati sono scesi per le strade nell’intento di rovesciare il presidente Recep Tayyip Erdoğan. Senza entrare in valutazioni politiche che non ci competono su genuinità e reali finalità del presunto golpe, non possiamo però non menzionare l’incertezza, anche economica, che ha seguito quei drammatici momenti. Se da un lato, stando ai nostri inviati, pare che tale incertezza non abbia intaccato le previsioni positive di chiusura d’anno degli operatori del comparto sicurezza, dall’altro ha però senza dubbio ostacolato o rallentato alcuni progetti in essere. Per delle valutazioni più specifiche sull’anno 2016, ci riserviamo quindi di attendere il prossimo report.

La ricerca, messa a punto da una delle nostre riviste consorelle, ha identificato in 700 milioni di dollari il valore delle vendite per la sicurezza elettronica realizzate nell’anno 2015. Se a questa cifra aggiungiamo la cifra prodotta dalle vendite degli altri segmenti del comparto sicurezza, il valore complessivo del mercato potrebbe aggirarsi sui 6 miliardi – in crescita peraltro nel 2016. Con nuovi attori presenti sul mercato, però, la scacchiera competitiva sta cambiando. Aumenta il numero di aziende, ma mentre alcune crescono, altre lottano per guadagnare piccole fette di market share. Le aziende più robuste e dimensionate, vantando importanti legami con il settore telecomunicazioni e consumer, riescono infatti ad utilizzare e vendere la tecnologia efficacemente, surclassando i competitor. La diminuzione dei costi di produzione ha poi portato notevoli cambiamenti nella stessa gamma di prodotti disponibili, tali da qualificare il 2015 come un “anno di transizione” per la Turchia. Vediamo come.

TRANSIZIONE

Il 2015 è stato un anno di transizione per la Turchia. La crescita della domanda e dei competitor ha fatto evolvere la stessa tecnologia: si sono registrati infatti importanti sviluppi nei prodotti IP-based, i cui costi si sono peraltro abbassati repentinamente, e i prodotti HDCVI hanno riscontrato un discreto successo per rinnovare il vasto parco analogico esistente. Nuovi software hanno poi consentito di analizzare più dati e meglio, con importanti conseguenze in termini di efficienza del business per l’utente finale.

PECULIARITÀ

Rispetto al resto del mondo, la Turchia soffre, in termini di espansione, a causa delle restrittive leggi locali su fusioni e acquisizioni. Inoltre a livello globale il settore si è spostato verso il B2B e B2C, due business che in Turchia ancora non si sono consolidati. In questo senso il paese sembra vivere una forma di arretratezza. La domanda dei clienti pare tuttavia essere cambiata e concentrata più sull’investimento in prodotti e soluzioni di sicurezza maggiormente integrata. Si rileva poi un elemento frenante di matrice sociale, ossia il generale miglioramento dei diritti dei lavoratori che ha, per converso, portato taluno a considerare il lavoro di addetto alla sicurezza come un impiego provvisorio o saltuario: questo sta riducendo la qualificazione degli addetti alla security, quando invece per far crescere il settore occorrerebbe l’ausilio di personale altamente professionalizzato.

ELEMENTI FRENANTI

Tra i fattori che nel 2015 hanno influenzato negativamente la crescita del comparto si annoverano l’incertezza politica, le elezioni, i tassi di cambio fluttuanti e il terrorismo – che ha portato nuove aziende a entrare nel settore security turco, aumentando però nel contempo la competizione. Sul fronte squisitamente tecnico, l’analogico in HD sta soffrendo a causa di ritardi dei produttori di chipset e problemi nei processi di produzioni dei registratori compatibili. Ma secondo la maggioranza degli intervistati, il vero problema del 2015 è stato il recupero crediti. Fenomeno non certo alieno alle imprese del Belpaese.

MERCATI VERTICALI

Il 2015 ha registrato una certa stagnazione negli investimenti pubblici e la transizione verso gli investimenti in edifici di edilizia residenziale, ospedali, istituzioni scolastiche. Restano interessanti i verticali relativi al controllo di traffico, tribunali e centri commerciali. In aumento anche l’interesse delle imprese del settore per i complessi residenziali e il settore edilizio in generale. Tra i principali progetti messi in opera nel 2015, si annoverano porti, terminal e la metro di Instambul, oltre a tutti i progetti legati al controllo del traffico, specialmente in termini di controllo elettronico dinamico degli incroci e videosorveglianza nei tunnel. Interessanti anche i progetti MOBESE per il G20 ad Ankara, Antalya, Nevşehir e Gaziantep per la sicurezza delle città.

IP VS. ANALOGICO

Nonostante qualcuno affermi che in Turchia la migrazione verso l’IP si sia già conclusa, l’analogico è in realtà ancora molto presente. Non si vende più ma c’è, quindi i sistemi HDCCTV rispondono a diversi bisogni. La capacità di analisi video, la praticità e adattabilità dei sistemi IP sono tuttavia innegabili. Soprattutto grazie all’aumento dei sistemi integrati e dell’Internet of things, i sistemi di sicurezza futuri si svilupperanno quindi senza dubbio sulla base di protocolli Internet. Tra i prodotti più gettonati, attualmente si annoverano le telecamere 3-5 MP e 4K e gli allarmi wireless e indirizzabili. In aumento i prodotti integrati e la domanda di dispositivi ibridi per la registrazione. Molto apprezzate le telecamere fisheye, il cui costo è peraltro in diminuzione, le dome con capacità zoom, tutti i prodotti che danno buone performance con scarsa illuminazione e le risoluzioni Full HD e 4K.

IN CRESCITA: IOT

L’Internet of Things sta diventando una realtà sempre più tangibile: i principali cambiamenti riguardano i nuovi prodotti sul mercato, con la crescita dello smart home. Dal momento che l’IoT, l’intelligenza artificiale e la realtà virtuale hanno visto concretizzarsi enormi investimenti, non v’è dubbio infatti che entreranno anche nel settore security, partendo proprio dalla home and building automation. Qualcuno degli intervistati da a&s Türkiye si spinge a dire che “tempo 10 anni e non esisteranno più sistemi che non colleghino tutti i dispositivi esistenti”. Con l’IoT si integreranno infatti TVCC, sistemi antincendio, controllo accessi, sistemi di gestione degli edifici: i sistemi parleranno tra loro e il risultato sarà semplicità e funzionalità. Dopo le oscillazioni del 2015, le aspettative di chiusura per il 2016, nonostante i disequilibri politici che hanno caratterizzato lo scorso anno, restano positive. L’integrazione giocherà un ruolo importantissimo e l’evoluzione tecnologica aumenterà esponenzialmente le opportunità, consolidando il concetto di smart city e smart home. 



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