domenica, 23 aprile 2017

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Cresce l’automatismo nel retail, la security si rinnova

11/01/2017

di Elvy Pianca

Il mercato della sicurezza nel retail: un mondo in continua evoluzione. Innanzitutto tecnologica, perché il trend è di sostituire i dispositivi obsoleti con quelli più moderni. Come succede per la videosorveglianza, dove l’analogico sta lasciando sempre più spazio all’HD e al 4K. Anche perché solo le soluzioni che girano su IP consentono quell’integrazione con gli altri sistemi di sicurezza che ormai è indispensabile non solo per prevenire, ma anche per gestire gli edifici e studiare le adeguate strategie commerciali. E poi, si registra una svolta sempre più marcata verso il “self” - nei pagamenti ma anche nel personale, visto che negli Stati Uniti in alcuni punti vendita sono già in funzione cassieri e vigilantes…robot.  

La sicurezza nel retail: un mondo in continua evoluzione e che si intreccia con altre esigenze e altri segmenti di mercato, non meno importanti in questo particolare settore. Partiamo dalla base, cioè dalle soluzioni di videosorveglianza: oggi, la tecnologia più avanzata consente, ad esempio, non solo di garantire la sicurezza, ma, tramite gli appositi software di analisi video, anche di capire i comportamenti dei consumatori e, quindi, di utilizzare questi dati per migliorare il business e sviluppare nuove strategie di vendita. Ad esempio, oggi è possibile registrare e, quindi, sapere, il percorso più frequentato all’interno di un supermercato o di un centro commerciale, le zone dove passano meno persone e dove, invece, ci si ferma di più…il tutto grazie alle soluzioni di videosorveglianza che viaggiano su IP e che non solo offrono il massimo della sicurezza, ma consentono anche di avere una vera e propria “mappa”, con zone fredde e zone calde, di un qualsiasi retail. L’immagine della mappa che abbiamo utilizzato non è solo metaforica, perché i sistemi TVCC che ormai girano rigorosamente su IP possono fornire ai retailer delle informazioni dettagliate sui tempi di sosta di un cliente, che vengono visualizzate dai dispositivi proprio sotto forma di “mappe di calore”. Le informazioni sui tempi di sosta sono fondamentali non solo per sapere se un cliente è interessato a un determinato articolo o se ha difficoltà a trovarlo, ma consentono anche di vedere chi si ferma troppo a lungo in uno specifico settore per fini illeciti e che ben poco hanno a vedere con l’acquisto...Si sa, poi, che per i taccheggiatori il momento in cui i clienti sono in coda alla cassa è particolarmente appetibile per agire: ebbene, le telecamere di rete IP possono essere facilmente integrate con le soluzioni di gestione delle code, che forniscono tutti i dati sulla lunghezza della coda, sui tempi di attesa e su quelli totali di cassa, in modo da ridurli al minimo, aumentando la soddisfazione del cliente, migliorando il lavoro dei dipendenti e, nello stesso tempo, riducendo il campo d’azione di possibili criminali.

L’AVANZATA DELL’AUTOMATISMO

E, a proposito di casse, tutti abbiamo notato che, in particolare nei grandi ipermercati, si stanno diffondendo le casse automatiche, o self check out, che riducono il costo del lavoro e diminuiscono il problema delle code, ma, nello stesso tempo, rendono la vita estremamente facile ai taccheggiatori. E’ per questo motivo che l’ultima frontiera, per il retail, sono sì le casse automatiche, purché però integrino soluzioni di monitoraggio dei furti molto precise e dettagliate. Le tecnologie di videoanalisi, oggi, consentono di verificare ciò che avviene durante ogni pagamento, sia tramite casse tradizionali sia tramite casse automatiche, e distinguono immediatamente il comportamento legittimo da quello fraudolento. Ciò è possibile tramite l’integrazione tra i video delle telecamere di sicurezza e il log delle transazioni con il POS – sistemi di pagamento automatico. Al verificarsi di un qualsiasi problema durante la scansione di un prodotto, i flag del sistema di monitoraggio segnalano un sospetto e il video e il log della transazione arrivano in tempo reale sul computer del responsabile della sicurezza, in modo che possa prendere gli opportuni provvedimenti: mandare un cassiere se si tratta di un problema tecnico, oppure lasciar fare alla vigilanza. Con tali tecnologie si evitano anche le perdite derivate dal cosiddetto “sweethearting”, cioè quando i cassieri fanno finta di eseguire la scansione della marce, ma non la ricaricano sul conto, in modo da favorire amici, familiari o altri dipendenti con cui delinquono in tandem. Ma c’è di più: il sistema è anche in grado di rivelare se ci sono degli oggetti lasciati per distrazione nel carrello dal cliente, in caso del self check out, oppure gli errori non intenzionali del personale alla cassa. Queste soluzioni di monitoraggio si stanno diffondendo a macchia d’olio, in particolare in quei Paesi, come l’Europa, in cui, per ridurre il costo del lavoro, i retailer puntano molto sull’automatismo dei pagamenti.

(R)INNOVARE

Insomma, il mercato della sicurezza nel settore del retail è in continuo divenire, anche perché negli ultimi anni il trend è la sostituzione dei dispositivi a vecchia tecnologia con quelli più moderni. L’esempio forse più comune è il rinnovamento del sistema TVCC, che sta passando dagli impianti analogici a quelli HD, Ultra HD e 4K che girano su IP, con soluzioni che non solo forniscono immagini di qualità migliore, ma che offrono anche tutte quelle funzionalità già citate che garantiscono sicurezza all’intero punto vendita. Fra l’altro - aspetto non secondario, visto che si tratta di locali che devono attirare la gente - le moderne videocamere sono estremamente discrete e consentono di osservare senza essere visti. A ciò quasi sempre si combinano dei software di analisi video che, oggi, consentono di portare lo streaming direttamente alle sale di controllo da qualsiasi punto all’interno del retail, utilizzando, fra l’altro, e relazionandosi in tempo reale, con i dispositivi intelligenti portatili in dotazione al personale di vigilanza. Il software consente di monitorare anche gli addetti del retail, di visualizzare la loro posizione su una mappa e, quindi, di portarli rapidamente dove sorge qualche problema, di qualsiasi tipo. Se a ciò si aggiunge la tecnologia di riconoscimento facciale, ecco che il livello di sicurezza di un retail può raggiungere quasi il massimo. Anche, ad esempio, in caso di incidente, perché i software di gestione, di solito, prevedono anche un sistema “antipanico” che riesce a fronteggiare in tempo reale un’emergenza.

INTEGRATO E APERTO

Insomma, anche nel settore retail, le parole d’ordine, ormai, sono integrazione e architettura aperta, per consentire la necessaria flessibilità per gestire tutte le applicazioni di sicurezza e controllo, anche quelle di terze parti. La libertà di decidere quale videocamera utilizzare, a seconda delle posizioni da monitorare, e il continuo dialogo tra il TVCC e gli altri sistemi, primo fra tutti il controllo accessi, ormai sono viste come esigenze irrinunciabili per la sicurezza di qualsiasi punto vendita. Gli esperti non hanno dubbi: il futuro della sicurezza nel retail girerà tutto su un’unica rete, che, come per l’IT, integra la sorveglianza, l’antincendio, il controllo degli accessi, il BMS, l’antintrusione, l’HVAC e l’automazione intelligente di luci e quant’altro, per arrivare, aspetto oggi molto sentito e certo non trascurabile, alla gestione e al controllo dei consumi. Il tutto, ovviamente, in modo efficiente e coerente…e anche scalabile, perché spesso succede che, ad esempio in un centro commerciale, cambino le destinazioni d’uso dei singoli locali o che, comunque, ci sia la necessità di espandere o aggiornare il singolo punto vendita. Infine, una soluzione per il retail futurista e che arriva dagli Stati Uniti: lì i robot, in alcuni punti vendita, hanno preso il posto dei dipendenti - ed è intuitivo che un automa non sbaglia i conti, non si fa imbrogliare, non imbroglia a sua volta e non ha problemi se gli sparano addosso. Chissà quanti anni dovranno passare perché anche qui ci dia il resto un cassiere robot o ci proteggano dei vigilanti alla “Star Wars” …



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