sabato, 23 settembre 2017

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Security tradizionale, Smart Home e freni all’adozione

30/12/2016

di Jim Dearing, Market Analyst II di IHS Technology www.ihs.com

Nel 2015 il mercato delle attrezzature tradizionali di sicurezza per il mercato residenziale si attestava attorno ai 2,3 miliardi di dollari. Tuttavia, nonostante questi numeri importanti, la curva di crescita dell’industria è rimasta negli anni sostanzialmente piatta e a volte ha registrato anche segno negativo. Il motivo? Una sempre crescente domanda di dispositivi “connessi” o “smart”. Di cosa si parla e perché questi nuovi dispositivi stanno sostituendo attrezzature che hanno dominato il mercato per oltre vent’anni?  

Partiamo con qualche definizione di natura squisitamente lessicale. Per sistemi tradizionali di security ci si riferisce ai sistemi, installati in maniera professionale, che possono essere gestiti solo a livello locale (es. attivazione/disattivazione con una chiave o un telecomando). Con l’espressione “Security connessa” ci si riferisce invece a sistemi che possono essere gestiti da remoto, ma i cui dispositivi non sono in grado di dialogare fra di loro. Anche se possono inviare messaggi di alert, con questi sistemi l’intervento umano è sempre necessario. Per Smart home security, infine, ci si riferisce a quella sfera di dispositivi capaci di prendere decisioni sulla base degli input ricevuti. Ad esempio, un termostato che rilevi che nessuno è in casa e che quindi in autonomia spenga le luci, chiuda la porta di ingresso e il garage e spenga la macchina del caffè.

I PERCHÉ DI UN SUCCESSO

Il successo di queste ultime due categorie di dispositivi è il risultato di diversi fattori, fra i quali si annovera l’aumento dell’uso degli smartphone. Il fatto che ora i clienti dispongano di un dispositivo tanto potente e sempre disponibile anche lontano da casa ha infatti spalancato le porte ai provider di sistema di sicurezza residenziale. I produttori hanno introdotto la possibilità di attivare/ disattivare, aprire cancelli oppure offrire sorveglianza della casa in tempo reale grazie alle applicazioni installate su smartphone. Gli utenti finali, per parte loro, riescono ora ad interagire con i dispositivi con più facilità e più frequentemente, dunque attribuiscono più valore ai dispositivi connessi/smart. Un altro fattore importante è stata la convenienza delle attrezzature wireless, che finalmente ha raggiunto un livello tale per cui i costi aggiuntivi legati all’acquisto di prodotti wireless sono inferiori ai costi di installazione di un sistema cablato.

I PLAYER DI MERCATO

Diversi multi system operator (MSO) hanno velocemente capitalizzato sia la domanda sia la disponibilità di attrezzature wireless, intaccando notevolmente, grazie a pacchetti sempre più convenienti, il mercato residenziale della security negli Stati Uniti. Come mostra il grafico 1, la regione delle Americhe attualmente rappresenta oltre l’85 % delle vendite di attrezzature connesse/smart nel mondo. Guardando più vicino, in Europa la security non sembra in cima alla lista delle priorità dei proprietari di abitazioni, mentre lo è il risparmio energetico. Di conseguenza le utility stanno ottenendo i maggiori successi con aziende come British Gas, Essent, Eneco, Nuon, RWE, EnBW ed Eon: ciascuna di queste offre anche la propria soluzione per la smart home. Tuttavia, non sono solo gli MSO e le utility a competere nel mercato della smart home: nuovi attori arrivano da tutti i punti della catena di valore. Oltre ai provider tradizionali di sicurezza ci sono infatti gli specialisti in home automation, i provider di software e piattaforme e gli stessi produttori e rivenditori di dispositivi. Ognuno porta la propria value proposition per far sì che questi dispositivi vengano adottati a livello massivo. E tuttavia...

FRENI ALL’UTILIZZO

...Tuttavia gli utenti finali registrano diversi ostacoli nell’utilizzo e quindi nell’adozione di dispositivi per la smart home. Lo scorso anno IHS ha condotto una ricerca proprio sugli utenti finali coinvolgendo oltre 1000 partecipanti fra attuali proprietari di dispositivi smart home, consumatori interessati (utilizzatori potenziali) e coloro che mostrano scarso interesse (non- utilizzatori). Secondo questa indagine, tra i sei principali ostacoli all’utilizzo si annoverano: privacy, sicurezza; interoperabilità/ funzionalità fra le applicazioni; problemi di installazione/ servizio; consapevolezza del consumatore; convenienza. Vediamoli nel dettaglio.  

PRIVACY

La privacy è considerata il secondo più grande ostacolo all’acquisto di prodotti smart home, secondo i partecipanti all’indagine. Notevoli sono state le differenze di comportamento rispetto a quale tipo di informazione i partecipanti sarebbero disposti a condividere. Fra queste ad esempio appaiono i dati sul consumo energetico e il controllo della temperatura ambientale, mentre è controversa la volontà di condividere informazioni sulla rintracciabilità degli individui in casa e le abitudini di utilizzo dei media. Sorprendentemente, la security si è collocata piuttosto in basso nella nostra lista degli ostacoli emersi secondo gli utenti finali, anche se esiste un’eccezione specifica: le applicazioni in cui i dispositivi security (come le serrature) possono essere controllati.

INTEROPERABILITÀ

Generalmente in un nuovo mercato sorgono problemi di interoperabilità quando i vendor stanno ancora cercando di affermarsi e i consumatori acquistano diversi prodotti da diversi vendor. I risultati dell’indagine mostrano che, specialmente per i non-utilizzatori, avere una rete semplice è di primaria importanza dal momento che la complessità viene ritenuta un’enorme barriera all’utilizzo. Come mostra il grafico 2, essere infatti in grado di controllare tutte le funzioni da una sola applicazione è nettamente auspicabile. Oltre un terzo dei proprietari di dispositivi smart home ha affermato che non si sentirebbero a proprio agio ad aggiungere ulteriori dispositivi alla rete, il che suggerisce che i vendor hanno ancora molto da fare per migliorare la semplicità di installazione e per offrire un migliore servizio di assistenza post vendita.

CONOSCENZA

Nonostante i risultati di questa indagine mostrino che la conoscenza del mercato è aumentata notevolmente dall’ultimo studio risalente al 2013, resta il fatto che circa un quarto dei partecipanti ha risposto di non essere ancora certo di voler utilizzare una soluzione di home automation. La divulgazione della conoscenza tecnica resta dunque un fattore determinante non solo per superare le principali problematiche relative all’impiego, ma anche per ridurre i timori rispetto alla privacy dei dati e alla sicurezza della propria casa.

COSTI

L’ultimo ma grande ostacolo all’adozione secondo la nostra indagine è il costo dei prodotti: oltre il 40% ha affermato che la convenienza è l’ostacolo numero uno all’acquisto e oltre il 75% l’ha nominata fra i principali tre ostacoli. Nonostante i prezzi dei dispositivi continuino a scendere e siano stati fatti enormi passi avanti nel miglioramento di funzionalità e facilità d’uso, pare che i vendor debbano quindi ancora lavorare molto per far comprendere ai potenziali utilizzatori il valore aggiunto di possedere un sistema di sicurezza connesso/smart. 

 

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