domenica, 20 agosto 2017

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Installare impianti di videosorveglianza rispettando i principi Privacy

14/12/2016

di Michele Caccialupi, Amministratore di sistema esperto di sicurezza informatica, Privacy Officer certificato TÜV Sud e docente nei corsi di specializzazione sulla normativa privacy. Startupper e fondatore di Eptware Srl, ha sviluppato nel corso degli anni soluzioni informatiche specifiche per il mondo Privacy.

Il Provvedimento Generale del Garante Privacy 8 aprile 2010 (docweb 1712680) in materia di videosorveglianza impone al titolare del trattamento dei dati (in questo caso l’azienda che effettua la videosorveglianza) il rispetto di una serie di limitazioni e caratteristiche relative all’impianto che viene installato. Purtroppo è raro che il committente di un impianto di videosorveglianza sia informato sulla normativa privacy e, più nello specifico, sul Provvedimento suddetto.  Ecco quindi che la figura dell’installatore diventa fondamentale, non solo per la fornitura e l’installazione ad opera d’arte dell’impianto, ma anche per la consulenza che lo stesso può fornire al proprio cliente in merito al rispetto dei provvedimenti di legge.

 

L’installatore che rispetta la normativa privacy e consiglia il proprio cliente sulle misure di sicurezza da adottare non solo offre un servizio migliore (che lo può distinguere in positivo rispetto alla concorrenza), ma evita anche contenziosi in caso di problemi legali scaturiti da un impianto di videosorveglianza non a norma privacy. Vediamo come potrebbe svolgersi l’installazione alla luce della normativa e nel rispetto del nuovo principio della “Privacy by Design” incluso nel nuovo Regolamento Privacy Europeo.

Scelta dell’hardware
A seconda del tipo di impianto che si va a installare, delle finalità che deve perseguire, del numero di utenti che dovranno accedere alle immagini etc., la scelta dell’hardware dovrà essere ben ponderata. Ad esempio si consiglia di scegliere DVR con la gestione dei profili utente (e quindi di permessi di accesso ed autorizzazioni distinte per utente) per quelle aziende dove più utenti potranno accedere all’impianto di videosorveglianza. Le variabili sono innumerevoli: rispettate i principi della Privacy by design e scegliete sempre hardware in linea con le finalità e le modalità d’uso dell’impianto che dovete fornire.

Fornitura del vademecum del Garante Privacy
Il Garante ha realizzato un vademecum contenente le principali linee guida da rispettare per effettuare la videosorveglianza nel rispetto della normativa. Fornire al proprio cliente il vademecum prima dell’installazione permette di evitare di commettere gli errori più comuni: il vademecum, infatti, illustra le principali linee guida del Provvedimento ed indica i principi fondamentali ai quali attenersi.

Redigere una Checklist privacy
Dopo l’installazione dell’impianto di videosorveglianza è buona prassi redigere una checklist nella quale si illustra un resoconto dell’installazione svolta alla luce della normativa privacy. La checklist può essere utile anche come promemoria della normativa. Sul mercato esistono prodotti specifici, anche sotto forma di comode App da installare in un dispositivo mobile (smartphone o tablet).

Fornire i cartelli “area videosorvegliata” compilati
Il cartello “Area Videosorvegliata” è a tutti gli effetti una “informativa” privacy: l’omessa o inidonea informativa è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila euro a trentaseimila euro (art. 161). E’ importante ricordare che il cartello “area sorvegliata” deve sempre mostrare il “titolare” del trattamento (di norma il soggetto proprietario dell’impianto di videosorveglianza) e la finalità.

Dare evidenza dell’installazione effettuata
E’ importante fornire al proprio cliente un report dell’installazione appena effettuata. In questo senso viene ancora una volta in aiuto il nostro smartphone o tablet e la macchina fotografica in esso integrata: dopo l’installazione è importante scattare foto degli elementi che costituiscono l’impianto (dvr, videocamere, cartelli area videosorvegliata) per dare evidenza della loro posizione, dell’orientamento, dell’effettiva applicazione quindi delle disposizioni privacy. Questo report può essere completato da una liberatoria nella quale l’installatore viene esonerato dal titolare da qualsiasi responsabilità relativa alla necessità/opportunità dell’impianto ed agli eventuali adempimenti previsti dalla normativa Privacy e dello Statuto dei Lavoratori.

Conclusioni
Con pochi e semplici accorgimenti un installatore può fornire al proprio cliente non solo un impianto installato a regola d’arte, ma anche una consulenza per rispettare la normativa. L’uso di una reportistica specifica, inoltre, permette di dare evidenza dello stato delle cose alla fine dell’installazione, in modo che un’eventuale alterazione di fattori che hanno impatto legale non siano imputabili all’installatore. (es. i tempi di conservazione delle immagini, l’orientamento delle telecamere, la mancata apposizione dei cartelli “area videosorvegliata”). Sul mercato esistono App specifiche che semplificano questo tipo di attività attraverso l’uso di smartphone o tablet.

    

 

 




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