mercoledì, 23 agosto 2017

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Qualità, praticità e convenienza per installatori di sicurezza vincenti

15/11/2016

La Redazione

In un periodo non lontano installare Speed Dome era una vera e propria moda, ricordate? Si partiva dall’errata convinzione che con una speed dome, meglio ancora se dotata di autotracking, si potesse egregiamente compensare la presenza di tre o quattro telecamere fisse in un impianto - industriale, commerciale o persino residenziale, poco importava. Adesso sappiamo che non è così. Ci siamo infatti resi conto che, mentre la speed dome si muove sui preset o segue una persona in movimento, lascia tante - troppe - zone scoperte se non ha il supporto di una telecamera fissa sui punti nevralgici dell’impianto. Non solo: abbiamo anche realizzato che, senza un operatore dedicato a monitorare costantemente l’impianto, i grandi vantaggi che avevamo ipotizzato sono di difficile realizzazione. Ora però la tecnologia ci viene in aiuto, a patto ovviamente di applicarla in modo corretto.

Da qualche mese sono sul mercato delle telecamere AHD 960p e 1080p bullet (quindi non dome) brandeggiabili sia in orizzontale (250° PAN) che in verticale (60° TILT) con ottica motorizzata e autofocus, in grado di muoversi a 12°/s (quindi non speed dome) che permettono di orientare la telecamera e regolarne a piacimento l’ottica. Sono decisamente funzionali, se consideriamo che la maggior parte delle volte le speed dome sono montate a muro e che quindi i 360° si sfruttano molto poco, nel concreto. Scopo di questa telecamera non è però girare in continuo da un preset all’altro (se così fosse, ritorneremmo alle problematiche sopra accennate): la sua applicazione ideale è invece quella di inquadrare inizialmente una vasta area per poi, grazie allo zoom motorizzato (2,8-12 mm, 4X e 5-50 mm, 10X), focalizzarsi sulla parte di immagine di interesse, di solito in conseguenza di un allarme. Le operazioni di movimento e di zoom sono peraltro disponibili anche da remoto: tramite la APP di ogni DVR AHD la telecamera è controllabile in ogni sua funzione anche da smartphone o tablet Android o IOS e le stesse operazioni sono effettuabili anche dal web browser o dal software client del DVR. Se poi il DVR AHD è di ultima generazione non occorre portare un cavo aggiuntivo per collegare la RS485, perchè la telecamera è dotata di protocollo COAX per il controllo della telemetria, per cui viene utilizzato il cavo coassiale (o UTP tramite i baloon) per gestirla completamente, sia dal punto di vista del menu OSD che per le funzioni di movimento.

VANTAGGI PER L’UTENZA FINALE E PER L’INSTALLATORE

Il cliente finale ha dei grandi vantaggi dall’utilizzo di questa telecamera: nitidezza delle immagini in qualunque condizione, possibilità di orientare la telecamera per avere una panoramica del giardino di casa o del parcheggio aziendale, zoom motorizzato per potersi soffermare su una piccola parte dell’immagine o per cercare un dettaglio all’interno della visione panoramica. Il tutto ad un prezzo decisamente contenuto rispetto ad una speed dome, con una notevole riduzione degli ingombri e con un occhio attento all’estetica. Per l’installatore di sicurezza si apre una nuova modalità di installazione: laddove di solito si doveva rimanere sospesi ad altezze variabili puntando prima la telecamera nella (di solito supposta) corretta direzione di ripresa e poi regolarne la messa a fuoco e magari correggerne qualche parametro, ora tutto questo ora non è più necessario. Una volta installata la telecamera a muro e collegati i cavi, queste operazioni (essenziali per fornire al cliente finale l’angolo di inquadratura realmente utile e l’immagine desiderata) si possono effettuare comodamente davanti al DVR, senza temere il caldo o il brutto tempo e dando al cliente un’immagine di professionalità e di padronanza delle tecnologie più sofisticate. Del resto nel mercato attuale della sicurezza è fondamentale conciliare le esigenze del cliente con la praticità d’installazione, ed il risultato non può essere un semplice compromesso (o peggio qualcosa di improvvisato), ma un prodotto tecnologico adeguato alla problematica del sito da proteggere. E’ in quest’ottica che vanno osservate le novità del mercato e considerate le eventuali modifiche alla propria filosofia installativa, per potersi allineare alla crescente domanda di tecnologia e sicurezza nel nostro paese. 

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