martedì, 28 febbraio 2017

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Parchi a tema, sicurezza “a tema”

28/10/2016

di Elvy Pianca

Luoghi di divertimento per definizione, i parchi tematici oggi sono visitati da sempre più persone. Come garantire, quindi, la sicurezza anche per i grandi numeri? Le minacce sono di vario tipo: dagli atti vandalici agli attacchi terroristici, dallo smarrimento di persone, in particolare bambini, alle frodi legate ai biglietti. E di vario tipo sono anche le soluzioni di prevenzione, che comprendono il controllo accessi tradizionale, ma anche la biometria e l’RFID, sempre integrati con la videosorveglianza e l’analisi video che consentono di tenere sotto controllo anche aree molto vaste. E, grazie alle videocamere di ultima generazione e alle termocamere, estendono la sorveglianza anche di notte.

I parchi di divertimento dovrebbero, per definizione, garantire a bambini e adulti un divertimento sano e sicuro. La sicurezza è quindi anche nei luoghi di puro intrattenimento un aspetto fondamentale, tuttavia non deve interferire con la filosofia dei parchi: non ci si diverte, infatti, se si ha la sensazione di essere costantemente sotto controllo o se l’emozione è limitata – e ci si diverte ancora meno se capita qualcosa. Vediamo quindi le principali esigenze di sicurezza legate ai parchi di divertimento e come risponde la tecnologia ad una sfida che si fa di giorno in giorno, con l’aumento costante dei visitatori, sempre più complessa e pressante.

LE MINACCE

I parchi a tema sono ormai diventati un business globale, frequentati da folle di adulti e bambini ogni anno. Secondo la società di ricerche di mercato IBISWorld, negli Stati Uniti queste attrazioni hanno visto un tasso di crescita annuo del 4 per cento: nel 2014, le entrate totali sono state stimate in 15,4 miliardi di dollari. Nel 2015, ci sono stati 215 milioni di visite nei primi 25 parchi di divertimento di tutto il mondo, in crescita del 4,3 per cento. Le minacce sono quelle comuni a qualsiasi attività (atti vandalici, attacchi terroristici - i grandi parchi americani, così come quelli europei, sono stati da tempo inseriti nella lista dei “siti ad alto rischio”), ma anche più specifi che: smarrimento di visitatori, in particolare bambini (che magari finiscono, come è successo non molto tempo fa, nella fauci di qualche alligatore), e il rischio che gli accessi abbiano dei “buchi” tali per cui persone e cose indesiderate accedano al parco senza titolo. La risposta tecnologica passa per la videosorveglianza e, dicono gli esperti, l’RFID.

OCCHIO ALLE ATTREZZATURE

Ovviamente, vedere in tempo reale quello che succede gioca un ruolo fondamentale nel mantenere sicuro un parco di divertimento. Il monitoraggio video fornisce tutte le informazioni possibili e le stesse telecamere, posizionate agli ingressi e all’interno dei siti, svolgono anche la ben nota funzione di deterrente rispetto ad eventuali fenomeni criminali e garantiscono un occhio vigile sulle attrezzature che, come si può intuire, sono un investimento notevole per i proprietari della struttura. Le videocamere ad alta definizione, per contro, non solo sono in grado di individuare un bambino smarrito o eventuali rapitori, ma contrastano gli episodi di furti e taccheggio, vera piaga endemica dei parchi a tema. Inoltre, questi occhi elettronici sono fondamentali anche per l’antincendio, consentendo agli operatori della sicurezza, ad esempio, di riconoscere se il fuoco è stato acceso da qualche turista o se si tratta di un rogo provocato da altri motivi, prendendo così in tempo reale tutte le misure del caso.

PERSONE SMARRITE

L’RFID, che, come tecnologia di base, comporta sempre la comunicazione tra un tag e un lettore, a sua volta, può giocare un ruolo fondamentale nell’individuazione di bambini o adulti smarriti, semplicemente seguendo la credenziale RFID della persona in questione. Lo stesso discorso può valere per i dipendenti del parco, nel caso in cui lavorino in luoghi isolati: anche in questo caso, basta la “targa” personale per sapere con esattezza dove si trovano. Se poi si unisce l’RFID all’analisi video, ecco che si ottiene anche la verifica visiva della persona interessata. Su un livello più avanzato, l’utilizzo di tag attivi o di un piccolo trasmettitore GPS potrebbe consentire una vera e propria mappatura e dirigere, magari, proprio in quella zona in tempo reale lo zoom di una telecamera ad alta risoluzione. Inoltre, grazie alle tecnologie forensi, oggi presenti in numerose soluzioni di videosorveglianza, che consentono il rapido recupero di tutti i dati video considerati critici, o di metadati, è possibile recuperare le riprese di ore di materiali in un paio di secondi. Questi dati, inoltre, sono ricchi di dettagli e, ad esempio, forniscono informazioni su età, colore dei vestiti e vicinanza a determinati luoghi. Il che vuol dire che, se si è perso un bambino di 8 anni che indossa una maglietta rossa, visto l’ultima volta in una particolare area del parco, ci sono ottime possibilità di ritrovarlo nel giro di poco tempo. L’analisi video consente anche di rilevare oggetti incustoditi o sospetti, che potrebbero rappresentare magari un allarme bomba - minaccia, purtroppo, molto concreta oggigiorno.

INTRUSIONI NOTTURNE

Il rilevamento delle intrusioni e la protezione perimetrale restano tra le principali esigenze dei parchi di divertimento, in particolare durante la notte, quando di solito le strutture sono chiuse o aperte solo per eventi eccezionali. Anche in questo caso, le tecnologie tradizionali si possono ottimamente sposare con quelle video intelligenti, che possono rilevare gli intrusi nel momento stesso in cui entrano e far partire gli allarmi. Nello stesso tempo, grazie all’evoluzione tecnologica, è possibile discriminare i veri dai falsi allarmi, come, per esempio, quelli rappresentati da animali o da foglie fruscianti. Un’altra importante rivoluzione-evoluzione, per la sorveglianza notturna, è rappresentata dalle termocamere, che oggi sono diventate molto più convenienti e perfezionate rispetto al passato. Unendo il tutto a un buon software di gestione, si riesce ad avere un quadro di sicurezza davvero completo.

BIGLIETTI E SOGLIA MASSIMA DI VISITATORI

L’ultima frontiera per ciò che riguarda il controllo degli accessi è, per i parchi così come per tante altre strutture, la biometria. Che, ad esempio, può servire per consentire l’accesso in determinate aree di una struttura anche molto grande solamente alle persone autorizzate. E non solo: uno dei problemi più ricorrenti è la falsificazione dei biglietti di ingresso, o i pagamenti con denaro falso o carte di credito rubate. Anche in questo caso, la videosorveglianza può essere utile per monitorare ogni mossa tra la biglietteria e i clienti. Le telecamere possono anche essere collegate al sistema POS, per fare in modo che ogni transazione sia sostenuta da prove e registrata. Per fornire poi una sicurezza sempre maggiore, la multi tecnologia RFID può intervenire anche per il controllo dei biglietti. Le carte possono avere testi, codici a barre, immagini stampate, strisce con codifiche, microprocessori, smart chip, addirittura ologrammi. Anche la biometria, in particolare il controllo tramite l’impronta digitale o l’iride, è già entrata come metodo di controllo accessi in un numero sempre crescente di parchi di divertimento. Così come il conteggio persone, che assicura una reale corrispondenza tra il numero di persone che entrano nel parco e i biglietti venduti. Peraltro, il controllo del numero di persone è una delle maggiori preoccupazioni in tema di sicurezza per gli operatori dei parchi tematici: in tutti gli Stati, infatti, esistono normative ben precise che determinano il numero massimo di ingressi. Ecco quindi nuovamente l’importanza di analisi video integrate con i software che, ad esempio, gestiscono le code e sono in grado di generare un warning quando ci si avvicina alla soglia massima. Tutte queste tecnologie, peraltro, svolgono un ruolo fondamentale anche per ciò che riguarda l’automazione e l’efficienza energetica: la stessa telecamera o sensore che “vede” o “sente” la presenza di un determinato numero di persone può anche informare che, al contrario, in una determinata zona non transita nessuno e, quindi, spegnere l’illuminazione oppure, se si tratta di luoghi al chiuso, l’aria condizionata o il riscaldamento.

MANUTENZIONE

Per un parco di divertimento, indispensabile è infine una corretta manutenzione, e i dispositivi di sicurezza, oggi, fanno anche questo. Per limitarsi a un solo esempio, la più volte citata analisi video può monitorare anomalie, come del fumo, la rottura di un ingranaggio, una diffi- coltà di un movimento, mentre le telecamere termiche tracciano anche l’eventuale surriscaldamento delle parti meccaniche. Insomma, la sicurezza, insieme con una corretta gestione, è diventata una priorità assoluta per gli operatori dei parchi di divertimento. Per fortuna, con le tecnologie sempre più sofisticate, gli operatori possono gestire le proprie attività con la massima efficienza. Il che, visto che i parchi a tema stanno diventando un’industria sempre più multimiliardaria, contribuirà a una maggiore crescita negli anni a venire.



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