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Sorvegliare grandi ambienti: i rivelatori lineari di fumo

24/10/2016

di Piergiacomo Cancelliere, Piergiacomo Cancelliere, Funzionario Direttivo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nella Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica presso il Ministero dell’Interno.  

Nelle edizioni precedenti di questa rivista si sono affrontati i principi per la corretta predisposizione della progettazione di un impianto di rivelazione ed allarme incendio e la scelta delle tecniche e dei componenti per progettare e realizzare la diffusione sonora, visiva o vocale dell’allarme incendio. La necessità di stabilire la migliore tecnica di rivelazione con lo scopo di assicurare la pronta risposta del sistema ad un principio di incendio e, soprattutto, di garantire in condizione ordinarie che l’impianto non soffra di falsi allarmi, può essere soddisfatta dalla rivelazione lineare, in particolare dai rivelatori lineari di fumo. In questo articolo viene illustrato il principio di funzionamento dei rivelatori lineari di fumo, i requisiti prestazionali e di sicurezza che i rivelatori lineari devono soddisfare per essere conformi alle norme armonizzate di riferimento. L’articolo si chiude con l’illustrazione delle corrette modalità di installazione dei rivelatori lineari di fumo, evidenziando i fattori positivi per la sorveglianza antincendio degli ambienti e le eventuali limitazioni.  

La specifica tecnica italiana per la corretta progettazione di un impianto di rivelazione ed allarme incendi (IRAI) è la norma UNI 9795 (1) edizione 2013, che, al punto 5.3, prevede che la scelta progettuale dei rivelatori a sorveglianza degli ambienti da proteggere debba essere effettuata tenendo in considerazione, oltre ai fattori legati alle condizioni ambientali, alla natura dell’incendio nella sua fase iniziale, anche ai fattori ed aspetti relativi alla “configurazione geometrica dell’ambiente in cui i rivelatori operano” e “alle funzioni particolari richieste al sistema”. La scelta della tecnologia di rivelazione più affidabile per la sorveglianza dell’ambiente e per la resistenza ai falsi allarmi, deve essere affrontata analizzando la confi gurazione geometrica dell’ambiente. In tutti i casi ove l’ambiente risulti essere molto ampio, ricorrere a confi gurazioni puntiformi di rivelazione, oltre a non essere conveniente dal punto di vista economico del costo di installazione e di manutenzione, potrebbe rivelarsi troppo sensibile ai falsi allarmi o, per altezze dei locali molto elevati, i rivelatori puntiformi potrebbero addirittura non risultare efficaci nella pronta rivelazione degli effetti di un principio di incendio.

RIVELATORI OTTICI LINEARI

Per rivelatore ottico lineare di fumo si intende un dispositivo di rivelazione incendio che utilizza l’attenuazione o la modulazione di uno o più raggi ottici. I rilevatori lineari utilizzano l’ambiente in cui sono installati come camera di analisi, per questo, rispetto ai puntiformi, garantiscono una più pronta rilevazione ed una copertura completa delle aree sorvegliate. Tutti i rivelatori lineari di fumo devono essere rispondenti ai requisiti di sicurezza e prestazionali indicati nella norma UNI EN 54-12:2015 “Sistemi di rivelazione e di segnalazione di incendio - Parte 12: Rivelatori di fumo - Rivelatori lineari che utilizzano un raggio ottico” (2). La norma UNI EN 54-12 stabilisce i criteri di costruzione dei rilevatori lineari ed i test necessari per il conseguimento della certificazione di prodotto, nonché, tramite “l’ANNEX ZA”, le disposizioni per la marcatura CE obbligatoria secondo quanto prescritto dal regolamento prodotti da costruzione CPR 305/2011, oltre che le indicazioni per la corretta predisposizione della documentazione a corredo dei prodotti (3). I dispositivi lineari di fumo si presentano in due confi gurazioni base, la prima costituita da un’unità di trasmissione (TX) per la proiezione della luce ed un’unità di ricezione del fascio emesso (RX); la seconda confi- gurazione, invece, è realizzata da una singola unità di trasmissione e ricezione del fascio luminoso e da un’unità di rifiessione. I rivelatori ottici lineari, oltre che per la configurazione, si differenziano anche in funzione del principio di funzionamento. Sono presenti sul mercato rivelatori ottici lineari con principio di funzionamento basato sulla sola attenuazione del raggio ottico, ed altri che accoppiano alla attenuazione del raggio ottico anche effetti di cambiamento e modulazione del raggio stesso. Questi ultimi risultano essere più sensibili, in particolare ai fumi prodotti da incendio covante con brace (TEST FIRE TF3 della norma UNI EN 54-7 (4), oltre che i TF1 e TF2).  

AREE DA SORVEGLIARE

In generale questa tipologia di sensori risulta essere adatta per la sorveglianza delle aree di smistamento delle stazioni, negli aeroporti, aree di produzione di stabilimenti industriali e nei centri commerciali, dove le aree multipiano possono essere considerate come un unico volume se sorvegliate da rivelatori lineari di fumo. La possibilità di installare il sensore anche in senso verticale, consente di poter utilizzare questa tecnologia di rivelazione anche all’interno di campanili, torri e simili. L’istallazione in direzione verticale permette, inoltre, la sorveglianza anche di cavedi, cunicoli e vani scala. La norma UNI 9795:2013 1, al paragrafo 5.4.5 fornisce le indicazioni per la sorveglianza degli ambienti attraverso i rivelatori lineari di fumo, indicando i limiti in altezza, le modalità per la sorveglianza in caso di soffitti a falde inclinate, di coperture industriali tipo “a shed”, sino ad indicare, in caso di edifici di grande altezza, la necessità di utilizzare piani intermedi di rivelazione oppure soluzioni a matrice. L’installazione di rivelatori di fumo con configurazione in diagonale consente agevolmente di poter sorvegliare soffitti a cupola. Questa possibilità di utilizzo rende versatile l’impiego di questa tecnologia di rivelazione nelle chiese ed in generale in tutti gli edifi ci pregevoli per arte e storia che presentano soffitti a   cupola. Un’altra modalità di protezione completa di una possibile fonte di pericolo in grandi aree è la protezione mediante intersezione di raggi sulla zona principale, come ad esempio la sorveglianza di Hangar per il ricovero di aeromobili. Durante la realizzazione degli impianti, particolare cura deve essere adottata nell’installazione dei rivelatori lineari per evitare errori di parallasse sia in senso trasversale che longitudinale, oltre che individuare zone dove non siano presenti movimentazioni di processo, come ad esempio carrelli elevatori, che possono interrompere il raggio in condizioni ordinarie generando inevitabilmente condizioni di guasto da accecamento.

CONCLUSIONI

L’articolo ha analizzato una delle tecnologie di rivelazione per la sorveglianza di grandi aree all’interno di edifici evidenziando i vantaggi, le limitazioni e le possibili applicazioni dei rivelatori lineari di fumo. Le applicazioni più indicate per la rivelazione lineare di fumo sono le aree di stoccaggio o di produzione in ambito industriale, mentre in ambito civile risultano particolarmente indicati nei centri commerciali, nelle stazioni e negli aeroporti. La possibilità di sorvegliare in configurazioni speciali coperture a volta, rend e applicabile questa tecnologia anche per installazioni complesse in ambito storico artistico.  

(1) UNI 9795:2013 Sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme d’incendio - Progettazione, installazione ed esercizio.

(2) UNI EN 54-12:2015 “Sistemi di rivelazione e di segnalazione di incendio - Parte 12: Rivelatori di fumo - Rivelatori lineari che utilizzano un raggio ottico

(3) REGULATION (EU) No 305/2011 OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL of 9 March 2011 laying down harmonised conditions for the marketing of construction products and repealing Council Directive 89/106/EEC.

(4) UNI EN 54-7:2007 Sistemi di rivelazione e di segnalazione d’incendio - Parte 7: Rivelatori di fumo - Rilevatori puntiformi funzionanti secondo il principio della diffusione della luce, della trasmissione della luce o della ionizzazione.



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