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Sicurezza: un must per il settore dell’ospitalità

30/08/2016

di Roberto Motta

Gestione dell’antincendio, controllo accessi, sicurezze fisiche e tecnologiche, dalle tradizionali casseforti alle card elettroniche fino ai sistemi di decriptazione, videocamere dove possibile. Per gli alberghi, oggi, la sicurezza continua a essere un investimento importante e sul quale si trovano tutti d’accordo. Ce lo spiega Filippo Donati, Presidente Assohotel. La perdita di prestigio per un hotel che dovesse subire qualsiasi tipo di incidente di sicurezza rappresenterebbe, infatti, un danno incalcolabile. Così, anche se la realtà dell’hospitality italiana continua ad essere molto diversificata, le strutture, piccole come grandi, si danno da fare per tenere il passo con tutte le novità normative e tecnologiche.  

Per gli alberghi italiani la sicurezza è oggi una priorità irrinunciabile. Lo sostiene Filippo Donati, Presidente Assohotel, l’Associazione di categoria degli imprenditori alberghieri che opera in rappresentanza degli operatori del settore ricettivo associati alla Confesercenti (www.assohotel.it), con il quale abbiamo esaminato lo “stato dell’arte” per ciò che riguarda il settore dell’hospitality in Italia. Che si presenta, bisogna sottolinearlo subito, in maniera molto diversificata. “Sì, abbiamo degli alberghi di oltre 70, 80 camere, di recente costruzione, che hanno delle esigenze di sicurezza, per così dire, più strutturate”, spiega Donati. “Di solito, è previsto il controllo accessi, anche per il personale, la gestione dell’antincendio e delle uscite d’emergenza, la protezione dell’ospite all’interno della camera, con tutte le tecnologie possibili, da quelle fisiche, come la cassaforte, che ormai è presente ovunque, a quelle elettroniche, le ugualmente diffuse card d’accesso. Ci sono, poi, anche le procedure standardizzate in caso di particolari eventi, come la perdita della card, che consentono di garantire comunque la sicurezza della camera. Dall’altra parte, abbiamo tanti alberghi piccoli, inseriti in un contesto urbano, che hanno, ovviamente, meno ingressi da controllare ed è ancora il personale al ricevimento a gestire la consegna e il ritiro della chiave”.

ANTINCENDIO

“Dal punto di vista normativo, per ciò che riguarda, ad esempio, l’antincendio, ma anche la registrazione degli ospiti, le regole sono uguali per tutti e non importa se un albergo abbia 10 oppure 100 camere. Proprio per la safety, c’è un grande dibattito all’interno delle associazioni di settore, perché numerose strutture, in particolare quelle più piccole, fanno davvero fatica a stare dietro a una normativa che si aggiorna continuamente e che richiede investimenti sempre più elevati”.

ANTINTRUSIONE

“In ogni modo, la maggiore esigenza di sicurezza che oggi si avverte è di evitare l’intrusione di persone non desiderate, in particolare nella camere, nella zona notte. Quindi sono indispensabili tutte le soluzioni di controllo accessi, integrate, ove possibile e ove non si confligga con la legislazione sulla privacy, con la videosorveglianza. Ad esempio, le telecamere possono essere posizionate nei locali comuni ma di solito non ai piani, e questo riduce di molto la possibilità di “vedere” chi entra e chi esce. Per fortuna, dato che, di solito, la sicurezza e la safety interagiscono con la building automation, i problemi non sussistono sulle finestre: la climatizzazione, ormai presente di default in quasi tutte le strutture, ha tolto la necessità, se è il caso, di avere le finestre apribili”.

SICUREZZA: UNA PRIORITÀ

“Diverse, quindi, possono essere le esigenze degli albergatori, ma una cosa condividiamo tutti: l’importanza che si dà proprio agli investimenti sulla sicurezza. Non sono periodi d’oro per nessuno, però, anche in Associazione, si discute di tante cose, ma sul mantenimento di un ambiente il più possibile sicuro siamo tutti d’accordo. Arrivo a dire che è meglio avere la polvere sotto il letto che dare all’ospite la sensazione di non dormire i proverbiali sonni tranquilli. Sia che si viaggi per lavoro sia per vacanza, il must è sentirsi protetto e per questo noi attuiamo tutte le strategie possibili: le telecamera, anche quelle con visione notturna, i sistemi di apertura/chiusura elettronici o magnetici, gli ingressi, anche per chi lavora, con delle specifiche card d’ accesso. Fra l’altro, in base alla mia esperienza, posso senz’altro affermare che l’industria di sicurezza italiana per il nostro settore è altamente specializzata e proprio di qualità elevata, pronta a rispondere alle diverse esigenze degli albergatori con continue novità tecnologiche”. Certo, noi per fortuna siamo in Italia e quindi non c’è una situazione di allarme, come in altre parti del mondo, che costringe gli albergatori ad attuare delle misure davvero “estreme” per tutelare i loro ospiti. “Sì, apprendiamo sempre con paura le notizie di vere e proprie azioni di guerriglia condotte ai danni delle strutture alberghiere, come è successo in Tunisia, ma si spera che, almeno qui, non si arrivi a veri e propri attacchi agli alberghi…peraltro, questo sconfina nella sfera dell’imperscrutabile…”

PAGAMENTI

Uno dei rischi maggiori, per ciò che riguarda la sicurezza nel settore dell’ospitalità, è quello del furto d’identità e delle carte di credito, in particolare per i pagamenti on line. “E’ vero”, commenta Donati. “Ma già sono state messe in atto delle precise strategie operative. So che, ad esempio, i grandi tour operator on line hanno dei sofisticati sistemi di decriptazione che, fino a oggi, sembrano funzionare al meglio. Per le strutture alberghiere, oggi come ieri, resta comunque fondamentale la formazione e la selezione del personale. Chi maneggia le carte di credito dei clienti deve non solo essere al di sopra di ogni sospetto, ma anche in grado di gestire nel modo più sicuro i pagamenti elettronici”.

CULTURA DELLA PREVENZIONE

“La richiesta di tecnologia sempre più perfezionata, nel nostro settore, è in aumento. Anche se il problema, di solito, sorge dopo che è successo un evento negativo, ormai si è anche diffusa la cultura della prevenzione. Lo ribadisco: un albergo, un villaggio turistico, un luogo di vacanza deve dare una sensazione di sicurezza, per l’ospite ma anche per i propri interessi. Gli investimenti, quindi, ci sono e ci devono essere: la perdita di prestigio di un albergo che subisce, che so, un furto o una rapina è elevatissima, soprattutto oggi, con i siti di recensione on line…se vai sul web con un’immagine negativa, questa diventa subito virale e rischia di farti perdere prestigio…e volume d’affari”.

INVESTIMENTI IN CORSO

“E’ anche per questo motivo che il settore alberghiero, oggi, continua e continuerà a investire sulle soluzioni per la sicurezza. Ci stiamo organizzando in vari modi: le grandi catene, che in Italia però rappresentano solo il 15% delle strutture alberghiere, hanno delle soluzioni già fornite dalle loro case madri. E noi altri…ci documentiamo, ci informiamo, anche su Internet, e cerchiamo di adeguarci e di offrire ai nostri ospiti una camera e un ambiente il più possibile protetto, per loro, per i loro familiari, per i loro beni, che magari non sono di grande valore economico, ma, quasi sempre, hanno un valore affettivo che è davvero incalcolabile”.



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