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Crescono i sensori di sicurezza per esterni e wireless

17/08/2015

di Jim Dearing, Analista IHS per il settore Security & Building Technologies

In tempi di incertezza economica e a fronte di misure di austerità sempre più prolungate nel tempo, si prevede che il mercato EMEA per i sensori di sicurezza per esterni supererà comunque i 75 milioni di dollari entro il 2019. Questo è quanto emerge dal nuovo rapporto IHS, analista partner di a&s per gli studi di settore. Complice una nuova ondata di furti, concentrati soprattutto nelle zone turistiche durante i mesi morti dell'anno, il mercato dell'antintrusione potrebbe conoscere nuova linfa, soprattutto per i sensori per esterni wireless...anche in un'Italia dalle performance non proprio brillanti. La parola a Jim Dearing, analista IHS per il settore Security & Building Technologies.

IHS ritiene che la crescita nel Sud Europa si verificherà principalmente nelle aree costiere del Mediterraneo, dove un nuovo tipo di criminalità sta creando grosse preoccupazioni ai direttori d’albergo e ai proprietari di residenze per vacanze. I ladri si sono accorti che alcune proprietà, inclusi hotel e seconde case, restano abbandonate anche per sette mesi nei periodi fuori stagione, quando il meteo scoraggia i turisti. Prova di questa tendenza è stata registrata nelle campagne della Francia, in cui l’Osservatorio nazionale sulla delinquenza e la risposta penale francese (ONDRP) ha pubblicato i dati riferiti al 2014 dai quali emerge che i furti nelle proprietà disabitate in campagna sono state al 17,7% (dati 2013 su 2012) e il fenomeno si è esteso ai paesi confinanti.

Uno dei metodi più utilizzati dai criminali è quello di accedere alle proprietà arrampicandosi sulle pareti esterne degli edifici ed entrando attraverso il balcone per poi passare la refurtiva al “palo” che è rimasto fuori. Questo metodo ha avuto particolare successo grazie al fatto che, prendendo ad esempio un hotel, quando si interrompe un sistema di sicurezza, molto di frequente il sistema di sicurezza interno si concentra sul piano terra e sull’attico, che vengono tradizionalmente considerate le aree a più alto rischio, lasciando quindi sostanzialmente i piani di mezzo privi di protezione.

Sensori per esterni nelle case

Per contrastare questa nuova minaccia, un numero crescente di proprietari di case per vacanze e di direttori d’albergo sta installando sensori di sicurezza per esterni sui balconi e sui tetti degli edifici. Il boom di vendite è anche facilitato dal crollo dei prezzi dei produttori giapponesi di sensori per esterni, dovuto al calo del 35% dello Yen giapponese sull’Euro verificatosi tra il 2012 e il 2014. Il calo dei prezzi è andato a braccetto con una sempre migliore integrazione con gli smartphone, che ha reso l’integrazione con i sensori di sicurezza un’alternativa molto vantaggiosa in termini di costi/benefici rispetto alla videosorveglianza per la protezione della casa da remoto.

Sensori wireless nelle residenze per vacanze

Un’altra tendenza europea evidenziata nel rapporto 2015 IHS sugli allarmi antintrusione è l’aumento dell’uso dei sensori wireless negli edifici pensati per l’hospitality. Le proprietà sulla costa del Mediterraneo non sono state costruite con l’idea di installare – nemmeno in un futuro - un impianto di antintrusione oppure magari dispongono di un sistema di allarme indoor fisso che non può essere ampliato. In queste condizioni, dover cablare un nuovo sistema outdoor può rendere l’operazione molto costosa o richiedere tempi troppo lunghi. Due sono quindi i fattori che possono incidere sulla crescita nelle vendite dei sistemi wireless per questi specifici utenti finali:

  1. il timore per il danno estetico che può essere arrecato agli edifici dall’installazione di un sistema cablato;
  2. la preoccupazione per le perdite di profitto durante l’installazione dei sistema di sicurezza, poiché in tale periodo la stanza o villetta non sarà disponibile all’affitto.

Il risultato è che i sistemi wireless, che prevedono un’installazione meno invasiva e più breve, sono schizzati alle stelle nel settore hospitality.

La situazione italiana

In questo quadro incoraggiante, la situazione italiana purtroppo non è delle migliori. La crescita sostenuta del mercato dei sistemi di sicurezza outdoor non è infatti sufficiente a sorreggere la ridotta crescita dell’industria italiana dell’antintrusione, colpita dalla mancanza di investimenti nell’edilizia, dal calo di profitti e da una crescita minima del reddito disponibile in tutto il sud Europa. Stanti queste considerazioni, IHS prevede che dal 2014 al 2019 il mercato italiano delle attrezzature per l’antintrusione si espanderà ad un tasso di crescita annuale composito (CAGR) dell’1,4%. Tuttavia si stima che le condizioni del mercato miglioreranno leggermente grazie alle condizioni economiche sfavorevoli che inducono sempre più individui a ricorrere al crimine: tali effetti sono particolarmente evidenti nell’Italia meridionale e nelle vicinanze di Napoli, in aree come il Vomero, Posillipo e Pozzuoli dove è stato registrata un’impennata nel numero di effrazioni.

 


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