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Impianti a livelli: domotica e sicurezza elettrica

05/05/2015

ANIE Federazione

Il problema della sicurezza tra le mura domestiche è un fenomeno dai costi sociali altissimi, che sempre più si pone al centro dell’attenzione di cittadini, media e istituzioni. Una risposta concreta può venire dalla domotica, erroneamente considerata un lusso riservato a pochi. ANIE si pone al fi anco di cittadini e addetti del settore per sensibilizzarli sulle possibilità offerte dagli ‘Impianti a Livelli’ e sui vantaggi del Livello 3, quello domotico.

Il senso di insicurezza dei cittadini è ormai diventato oggetto di studi e ricerche che riconoscono in esso un fenomeno sociale dall’inevitabile e negativa influenza sullo stato di benessere della popolazione e che sempre di più si pone al centro dell’attenzione non solo dei cittadini, ma anche dei media e delle istituzioni. Questa preoccupazione si concretizza in maniera particolarmente acuta quando si tratta degli ambienti domestici: l’ISTAT sottolinea che soprattutto dal 2006 il fenomeno dei furti in abitazione si è intensificato, soprattutto nel Nord. A fronte quindi di questo scenario, emerge in maniera sempre più forte la necessità di ricorrere a tecnologie di security che proteggano le mura di casa e l’ambiente domestico in generale. Una risposta concreta arriva dalla domotica - sinonimo di sicurezza – che permette un controllo automatico, rapido e semplice delle funzioni della propria abitazione. Basti pensare ai sistemi di antintrusione, videocontrollo e videocitofonia o alla possibilità di inserire svariati tipi di allarmi tecnici. La domotica viene spesso intesa, a torto, come un lusso che pochi si possono permettere, ma non è così: si tratta di un sistema di tecnologie integrato che può davvero cambiare la vita. I numeri, seppure ancora piccoli, stanno diventando significativi: negli ultimi vent’anni in Italia è stato realizzato con sistema domotico circa il 15% delle nuove abitazioni.

Le possibilità della variante 3

ANIE si impegna fin dal 2011 per la sensibilizzazione nei confronti delle possibilità offerte dagli Impianti a Livelli, novità introdotta proprio in quell’anno dalla variante V3 della norma CEI 64-8 “Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua”, che fissa i principi fondamentali che un impianto elettrico deve possedere in termini di progettazione, installazione e manutenzione, regola d’arte, sicurezza e funzionalità. Dalla sua nascita, avvenuta negli anni ’80, la norma ha subìto varie modifiche, con l’intento di recepire le disposizioni legislative introdotte a livello europeo e contemporaneamente garantire standard di sicurezza e fruibilità sempre maggiori.

La variante V3, integrata nella 7° edizione della norma, contiene le prescrizioni che ogni installatore o progettista è obbligato a rispettare e rappresenta una svolta importante nella realizzazione degli impianti elettrici in ambito residenziale poiché introduce tre livelli di impianti di complessità crescente: Livello 1 Base, Livello 2 Standard e Livello 3 Domotico, dove il primo costituisce la configurazione minima obbligatoria a norma di legge da cui non è possibile derogare. Questa nuova concezione dell’impianto domestico è altamente innovativa proprio perché va oltre l’aspetto di sicurezza impiantistica, l’unico preso in considerazione dalle versioni più vecchie della norma, per arrivare ad abbracciare anche requisiti minimi di prestazioni impiantistiche e funzionali degli impianti.

Rispetto alla configurazione minima, il livello 2 aggiunge dotazioni che aumentano la sicurezza e la comodità, mentre il livello 3 prescrive l’installazione di almeno quattro servizi domotici integrati. È proprio quando si parla di impianto domotico che la questione sicurezza tra le mura domestiche diventa un problema di facile soluzione. Tra le funzioni domotiche integrabili, infatti, troviamo tecnologie che hanno la finalità multipla di rilevare quanto prima la situazione di pericolo, mettere in comunicazione l’abitazione con il personale preparato a gestire l’emergenza e con gli abitanti della casa e contestualmente rappresentare un deterrente per i malintenzionati. Prendiamo, per esempio, un semplice videocitofono: sapere chi c’è al nostro ingresso è un’informazione comune della nostra vita quotidiana. Installare questo dispositivo è semplice, rapido, poco costoso. Con un sistema di videosorveglianza, interno ed esterno, si possono tenere sotto controllo tutti gli ambienti della casa ed essere avvisati in caso di effrazioni, mentre un sistema di allarmi tecnici permette di tenere sotto controllo anche le emergenze (presenza di fumo o gas, perdite d’acqua).

Addirittura, introducendo la remotizzazione, tutti questi sistemi possono essere gestiti da dispositivi come smartphone, tablet o pc, anche quando si è fuori casa, arrivando a visualizzarvi le immagini. Se tra gli abitanti si annoverano poi anziani o disabili, soluzioni domotiche anche semplici sono in grado di garantire sicurezza e tranquillità aggiuntive: accensione di luci di emergenza, riattivazione della corrente in caso di black out, automazione dei serramenti, accensione/spegnimento automatico di luci di servizio, per citare solo alcuni esempi, sono funzioni utili per tutti che diventano fondamentali per questa tipologia di utenti.

Le potenzialità dell’integrazione

Per comprendere appieno i benefici della domotica in termini di sicurezza si deve pensare alla potenzialità offerte dall’integrazione di più funzioni e ricorrere ad esempi concreti. Per citarne alcuni, la sicurezza può cominciare dalla prevenzione, inserendo delle simulazioni automatiche di presenza in casa (luci che si accendono e spengono, serramenti che si aprono e chiudono); l’allarme di effrazione non si limita alla sirena, in quanto è possibile in aggiunta ricevere messaggi di avviso e verificare tramite videocamere la situazione reale; gli allarmi tecnici non si limitano a segnalare un guasto, ad esempio una perdita d’acqua, ma intervengono nell’interrompere il flusso ed avvisare l’utente tramite SMS o altro; uscendo di casa non ho bisogno di controllare che la casa sia in sicurezza, basta premere un tasto e si spengono le luci, si chiudono i serramenti, si attiva l’allarme, il riscaldamento entra in economy.

Sicurezza elettrica

La questione sicurezza è cruciale anche laddove si declina sul fronte della sicurezza elettrica: Prosiel, l’Associazione per la promozione della sicurezza e dell’innovazione elettrica di cui ANIE è socio, stima in 8 milioni gli impianti elettrici domestici non a norma nelle case degli italiani, di cui il 95% si trova in abitazioni costruite prima del 1991. Una problematica che ha costi sociali in termini di incidenti domestici: la campagna di sensibilizzazione sulle possibilità offerte dagli Impianti a Livelli portata avanti nei confronti di utenti finali e addetti del settore si pone anche l’obiettivo di stimolare la messa a norma dell’esistente. In questo senso, la stabilizzazione dei bonus fi scali (50% il bonus ristrutturazioni e 65% per l’ecobonus) appare come un’occasione da non lasciarsi scappare. Inutile ricordare che i professionisti sono i migliori alleati per sensibilizzare l’utente. Per questo, sul sito www.impiantialivelli.it, ANIE mette a disposizione una ricca gamma di strumenti: dal booklet trade agli schemi riassuntivi delle dotazioni di ciascun livello.

 


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