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Controllo accessi, tra trend emergenti e trend in consolidamento

09/01/2015

di Elvy Pianca

Il “very fast” del mercato del controllo accessi: cifre a molteplici zeri sono già previste a partire da quest’anno. Grazie alle tecnologie emergenti, come le serrature elettroniche che possono lavorare off oppure on line, al wireless, alla diffusione dell’IT. Da non trascurare, poi, l’impatto dei nuovi “standard aperti” e interoperabili, che sembrano destinati a cambiare il panorama dell’industria della security nei prossimi mesi. E l’integrazione tra le piattaforme hardware e software dell’automazione di edifici e la videosorveglianza. Ma la novità più importante, forse, è il trend che porta a pensare al controllo accessi non più come a un settore per banche o grandi palazzi uffici, ma alla portata di tutti.

C’è un mercato, nel settore dell’automazione per edifici, che da una crescita lenta sta rapidamente passando a quella che gli americani definiscono very fast. Stiamo parlando del controllo accessi e in questo articolo vogliamo proprio vedere numeri, prospettive e, in particolare, quali sono le killer application e da dove provengono le spinte in un settore che, vale la pena evidenziarlo subito, ha sempre avuto, anche nei periodi più bui, sempre numeri positivi, anche se, magari, molto più bassi di quelli previsti ora. 


Mondo, Europa, Italia

In base alle ricerche effettuate da IHS Technology, il mercato del controllo accessi raggiungerà, nel 2014, la rispettabile cifra di 3,5 miliardi di dollari, guidato, a livello mondiale, dalla crescita cosiddetta “di ritorno” del mercato americano e dalle regioni emergenti, come il Medio Oriente e l’Africa, per le quali si prevede un CAGR del 14,8% e la cifra di 180 milioni di dollari nel solo anno in corso. In particolare il Medio Oriente sta lanciando degli appositi programmi di ammodernamento e introduzione delle tecnologie più avanzate di controllo accessi, mentre, per ciò che riguarda l’Africa, le banche internazionali e anche quelle locali stanno espandendosi un po’ ovunque nel continente e ciò rappresenta la maggiore opportunità di crescita per il mercato del controllo accessi. Inoltre, anche le infrastrutture come porti, aeroporti, scuole e siti critici compresi quelli che ospitano le industrie del petrolio e dell’energia stanno registrando una forte crescita e, logicamente, il controllo accessi, in queste installazioni, è a dir poco indispensabile.

I prodotti più richiesti, secondo le indagini di mercato, sono serrature wireless, dispositivi che girano su IP e lettori di riconoscimento dell’iride, ma ci sarà un mercato notevole anche per ciò che riguarda il training di integratori, installatori, distributori e utenti finali. Ma anche l’Europa, secondo gli analisti, tiene più che bene il passo. Anche nel mercato verticale più tradizionale, per il quale, nel 2014, è prevista una crescita del 3,1% nel 2014, che sale al 7,4% se si considerano le soluzioni elettroniche come quelle meccatroniche, elettromeccaniche e i cilindri digitali.

Tecnologie emergenti

Per ciò che riguarda le tecnologie emergenti, una buona parte della crescita si può attribuire alle serrature elettroniche, che, oggi, possono lavorare offline, in modalità stand alone, con i dati sulla carta oppure on line wireless. E proprio il senza fili continua a mostrare una fortissima crescita, dato che gli utilizzatori finali hanno imparato a utilizzarlo ed è ormai passata la storica diffidenza verso questo tipo di soluzioni, grazie anche all’evolversi della tecnologia e alla maggiore robustezza dei protocolli di comunicazione, che hanno ridotto la soglia di errori di trasmissione ben sotto il minimo. Inoltre, i settori IT sono ormai decisamente coinvolti, molto più che nel passato, anche nel controllo accessi, perché consentono la gestione da remoto e riducono i costi di installazione. E, sempre secondo IHS, gli standard aperti hanno iniziato a entrare nell’industria nel controllo accessi a pieno ritmo proprio in quest’ultimo anno, anche se per un’adozione completa ci vorrà ancora un po’ di tempo, perché, prima di investire nella ricerca e sviluppo, molti produttori stanno aspettando di vedere come l’industria adotterà e implementerà questi standard.

Standard aperti

Intanto, sta facendo i proverbiali passi da gigante la convergenza di controllo accessi e video sorveglianza, e non poteva essere altrimenti. Certo, la registrazione video agli ingressi non rappresenta proprio una novità, però oggi molti fornitori cercano di sviluppare software e interfacce utenti che unifichino le due soluzioni e siano, nello stesso tempo, facili da usare.

Di sicuro, gli standard aperti e interoperabili possono cambiare proprio le basi dell’industria del controllo accessi nei prossimi mesi. Il profilo C ONVIF e il PLAI (Physical-Logical Access Interoperability) guideranno il mutamento. E l’integrazione tra le piattaforme hardware e software che compongono il mosaico del BMS sarà un altro fattore chiave. Per limitarsi ad un solo esempio, possiamo considerare il controllo accessi basato sul ruolo. Oggi, di solito, i diritti di controllo sono assegnati in base a schedulazioni orarie che spesso richiedono l’input aggiuntivo di un amministratore. Comunque, c’è anche l’abitudine di assegnare dei ruoli per fornire l’accesso non solo alle porte, ma anche ai dispositivi di controllo logici, in modo che un amministratore, anche se non si trova fisicamente presente, può comunque gestire tutte le funzioni di controllo accessi. Quindi, in futuro, la tecnologia potrebbe concentrarsi sul permettere ai domini logici di lavorare insieme con quelli fisici, per aumentare l’efficienza di un sistema di controllo accessi e arrivare a una gestione dello stesso completamente automatizzata.

Gli altri trend come l’NFC (acronimo di Near Field Communication, tecnologia che fornisce connettività wireless RF bidirezionale fino a un massimo di 10 cm) continuano a destare l’interesse del mercato, anche se la diffusione non è stata così “estensiva” come ci si poteva immaginare: molti produttori, infatti, stanno guardando anche ad altre soluzioni, come il BLE (acronimo di Bluetooth Low Energy). Entrambe queste tecnologie hanno l’innegabile vantaggio di sostituire le credenziali fisiche con quelle mobili…e non è poco.

Nel mezzo dell'innovazione

Ma, forse, la vera novità è che sta cambiando la filosofia che sta alla base delle soluzioni per il controllo accessi. Infatti, queste, oggi, non servono più, o, meglio, non solo, per le applicazioni “strong” di security, come le già citate banche o i palazzi uffici. Utilizzando i mezzi di comunicazione ampiamente diffusi (tipo smartphone, I-Phone, tablet…) in unione con le nuove specifiche hardware, è possibile, infatti, portare il controllo accessi veramente dovunque e, quindi, aprire il mercato anche a tutti quei settori dove, prima, non era nemmeno ipotizzabile, come il residenziale, per limitarsi ad un solo esempio.

Insomma, l’industria del controllo accessi non è più all’inizio dell’innovazione o dell’implementazione tecnologica, ma esattamente nel mezzo. E saranno il wireless, i dispositivi IP e l’integrazione con la videosorveglianza a portarla a destinazione. Le proposte vincenti, sempre secondo gli esperti, saranno quelle che vanno oltre i tradizionali dispositivi per il controllo accessi, come lettori, pannelli, card e software, e abbracciano la gestione da remoto, le funzionalità di credenziali mobili e fisse e il wireless. Perché ridurre tutti gli oneri e aumentare l’efficienza e l’integrazione ormai non è un’utopia, ma una necessità.

 


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