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ONVIF Profilo C: interoperabilità nel controllo accessi

19/12/2014

di Baldvin Gislason Bern. E’ stato chairman del comitato di lavoro ONVIF dedicato allo sviluppo del Profilo C ed è un esperto R&D di Axis Communications.

ONVIF è un organismo aperto dedicato allo sviluppo di uno standard globale per l’interfaccia dei prodotti di sicurezza fisica a base IP. Fondata nel 2008, l’ONVIF ha l’obiettivo di raggiungere una reale interoperabilità tra i dispositivi di sicurezza IP, efficiente e che non limiti le singole performance operative. Se già moltissimi prodotti adottano la specifica ONVIF per l’area video, con l’ultima release del Profilo C entra in campo anche il controllo accessi fisico (physical access control - PAC). Terzo per ordine di sviluppo, il Profilo C permette infatti la progettazione di un sistema di controllo accessi IP-based. Il Profilo S copre lo streaming video e audio e il Profilo G permette storage, ricerca, retrieval e playback di dispositivi e client che supportino registrazione e storage a bordo. Ma facciamo un passo indietro.

Ai tempi dell'analogico, i dispositivi video di diversi produttori potevano essere resi interoperabili solo con la combinazione di prodotti di diversi brand. L'avvento della tecnologia IP ha fatto sì che ogni brand creasse un proprio linguaggio con lo sviluppo di tecnologie e protocolli proprietari. Questo rendeva complessa l'interoperabilità tra prodotti: la risposta dell'industria al problema è stata l'interfaccia API (application programming interface), che permetteva ai prodotti di sicurezza fisica IP-based di comunicare tra loro. Ebbene, mentre il video ha migrato all'IP piuttosto rapidamente, il controllo accessi ha invece proceduto en ralenti. E la limitata interoperabilità tra prodotti di marche diverse ha condannato a lungo l'intero comparto sicurezza al ruolo di mercato proprietario, limitando pesantemente la libertà di scelta tecnologica per consulenti, system integrator e utilizzatori finali del settore. A questo punto è entrata in gioco l'ONVIF. Obiettivo: sviluppare un linguaggio comune che rendesse interoperabili i prodotti di sicurezza. Con la crescita dei prodotti ONVIF compliant, si susseguirono poi aggiornamenti ed estensioni delle specifiche per includere sempre più versioni: questo purtroppo generò una certa confusione su quali versioni fossero conformi e quali no. Inoltre, per la notevole flessibilità delle linee guida di implementazione, alcune caratteristiche chiave incluse nella specifica risultarono con l'essere diverse di dispositivo in dispositivo. Risultato: alcuni apparecchi non lavoravano assieme in perfetta sintonia.
L'ONVIF passò quindi al concetto di Profilo.

Il Profilo C

All'inizio ci si concentrò sul video streaming con il Profilo S, che ora assomma circa 3.500 prodotti compliant. Come logica estensione, ONVIF identificò la registrazione e i sistemi di controllo accessi quali aree chiave per lo sviluppo di ulteriori standard globali di interoperabilità.

A differenza del Profilo S, spinto in gran parte dalla rivoluzione digitale nella videosorveglianza e dalla relativa industria, il Profilo C è il risultato di un approccio di più ampio respiro e a lungo termine. Quando il controllo accessi ha infatti cominciato a migrare verso tecnologie network-based, il processo di transizione non è stato né rapido né dirompente come quello avvenuto nella videosorveglianza. Per accelerare il processo e ridurne gli ostacoli più rilevanti, l'ONVIF ha quindi stilato il Profilo C.
Per le realtà operative in area video, esiste ora un'interfaccia globale di rete che permette ai produttori di estendere le funzionalità dei loro prodotti a quelle del controllo accessi utilizzando lo stesso backbone ONVIF che governa la loro videotecnologia. Ciò permette di integrare i propri prodotti con un'ampia gamma di door controller e client e dispositivi di controllo accessi.

Lato utente finale e system integrator, Profilo C significa poi liberarsi dai vincoli hardware e software di uno dei segmenti più proprietari che ci sia (il controllo accessi, appunto), e quindi libertà di scelta nella tecnologia, minori costo totale di proprietà e di integrazione del sistema. E ancora: niente più costose e defatiganti personalizzazioni per il system integrator e massima libertà di scelta per l'utilizzatore finale, che potrà disporre di una centrale di controllo che integra diversi sistemi di controllo accessi senza dover ripetere il training del personale. Lats but not least: integratori e utenti finali potranno con estrema facilità migrare verso una piattaforma integrata IP-based di video e controllo accessi.

E veniamo alla vera novità. Mentre il controllo accessi ha sempre avuto dei sottoinsiemi di standard (tipicamente l'interfaccia Wiegand e la OSDP tra il lettore di carte e il controller delle porte), l'interfaccia tra il controller e il software di gestione del controllo accessi è invece sempre stato basato su protocolli proprietari di comunicazione. Ebbene, con il Profilo C, gli IP door controller di diverse marche saranno per la prima volta tra loro compatibili. Il Profilo C in sostanza detta una linguaggio comune che permette agli IP door controller di supportare dispositivi, creare una lista di lettori e connessioni e adattarsi a lettori di carte ed eventi. Lo stesso profilo potrebbe essere anche utilizzato per controllare gli output del sistema, come l'apertura/chiusura dei dispositivi di rete.

Il Profilo C agevola anche la configurazione di un sistema di gestione che sovrintenda alle telecamere, agli altri dispositivi video di rete e agli IP door controller: permette infatti di individuare e di gestire un dispositivo o un evento, mentre il sistema di gestione riceve ininterrottamente eventi di motion dalle telecamere ed eventi relativi agli accessi dagli IP controller. I sistemi di controllo accessi integrati con dispositivi video di rete useranno questo standard per posizionare correttamente il PTZ di una telecamera dome per registrare una tessera magnetica su una specifica porta, per attivare la registrazione video su una tessera invalida o per controllare e coordinare permessi e diritti di un sistema integrato video + controllo accessi.

Serve un esempio?

Rappresentiamo ora uno scenario applicativo nel quale il client e i dispositivi C-compliant possono essere utilizzati. Pensiamo ad una guardia giurata la cui centrale operativa sovrintenda ad un ampio palazzo uffici, con svariate porte e punti d'accesso. Se il sistema di controllo accessi è conforme al Profilo C, la guardia potrà svolgere da remoto varie funzioni chiave: innanzitutto disporre di una lista di tutte le entrate e dei punti di accesso, delle aree coperte e del rapporto tra controller e porte (es. quale punto d'accesso controlla una specifica porta d'ingresso). La guardia potrà quindi controllare tutte le porte, aprirle e chiuderle, assicurare un accesso provvisorio, bloccare permanentemente una porta e tenere alcune porte chiuse (e altre aperte) per periodi predefiniti. Ancora: la guardia potrà ottenere informazioni sullo stato delle porte anche con strumenti visuali (con uno snapshot del video) e potrà sapere se ciascuna di esse risponde ai parametri precedentemente settati (es. se una porta che doveva essere chiusa è realmente tale o da quale accesso proviene un allarme appena scattato). Infine la guardia potrà modificare lo status dei vari punti d'accesso e disabilitarne alcuni, in modo che le credenziali presentate non vengano più lette. Ma non finisce qui: con un sistema di controllo accessi integrato video + accessi conforme al Profilo C, l'operatore potrà interconnettersi con il sistema di videosorveglianza e rispondere tempestivamente ad un evento verificando a mezzo video chi è presente/vicino ad una certa porta ed utilizzando il controllo accessi per aprire/chiudere/sbloccare la porta. 

In progress


Il Profilo C condivide alcune funzioni con il Profilo S, come si è visto nell'esempio, e anche con il Profilo G. Se pure un dispositivo non disporrà delle tante possibilità offerte dal Profilo C nella sua interezza, lo stesso fatto di disporre anche solo delle funzioni base sarà comunque un grande beneficio, perché porrà le basi per un dialogo comune tra tecnologie diverse. Il Profilo C è del resto solo uno dei tanti passi dell'ONVIF, volti ad anticipare le esigenze dell'industria del settore rendendo la produzione di sicurezza sempre più a prova di futuro con prodotti che lavorano assieme. Ora e negli anni a venire.

 

 

 


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