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Home smart home: il residenziale cresce e si fa furbo

29/09/2014

C’è un settore, nel variegato mosaico dei mercati verticali che compongono la security, che, un po’ in sordina e sempre tra alti e bassi, cresce. Magari non macroscopicamente, ma cresce. Stiamo parlando del residenziale, o, per meglio dire, dell’home automation - in quel segmento, però, che non riguarda gli aspetti di intelligenza o di impatto ambientale ed energetico, ma dei settori più tradizionali come l’antintrusione o la videosorveglianza, applicate in un senso più ampio e non limitato alle case, ma a scuole, residenze assistite e via dicendo. Chi lo dice? I numeri. Secondo MarketsandMarkets, il mercato delle soluzioni di home security raggiungerà, nel 2017, i 34.5 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuale composto del 9,1% nel quinquennio 2012-2017. E come?

Secondo gli esperti, il balzo in avanti si dovrà alla necessità di integrare i sistemi per l’home automation e quelli per la security domestica in un’unica piattaforma che può essere fornita, per l’appunto, dall’antintrusione. In questo senso, gli Stati Uniti guidano la classifica, con un mercato che, secondo l’analista IHS, crescerà dell’8% nei prossimi tre anni. Segue l’Europa, dove il trend, però, sembra essere più legato all’energy management e all’esigenza, diffusa ormai capillarmente di gestire bene una casa così come un palazzo uffi ci. In ogni modo, non c’è dubbio che la nascita delle “connected homes” abbia dato un notevole impulso anche alle tecnologie di sicurezza. Tanto più che la diffusione dei dispositivi e delle applicazioni che girano su IP e che, magari, arrivano su palmari o smartphones hanno reso anche i sistemi di sicurezza veramente facili da gestire, grazie alle app a essi dedicate che pullulano dovunque, e user friendly.

Wireless

Una menzione la merita poi il wireless, che ha rappresentato una vera rivoluzione un po’ ovunque e che, per l’ovvia comodità, è molto utilizzato nelle soluzioni di residenziale. RF2.4GHz e Wi-Fi sono le scelte più adottate per le connessioni senza fi li ed oggi esistono diverse tecnologie e protocolli (ZigBee, Z-Wave, KNX, EnOcean, per limitarsi solo ad alcuni esempi) che offrono soluzioni complete di home automation, comprensive di sensori di presenza, illuminazione, HVAC, ma anche allarme gas, completamente senza fi li.

Interoperabilità

In Europa, la standardizzazione dei protocolli e dei dispositivi ha contribuito in maniera notevole alla loro diffusione in un pubblico di non addetto ai lavori, perché è intuitivo che un installatore consigli più volentieri al cliente un sistema che può essere liberamente modificabile espandibile, interoperabile e, magari, anche facile da inserire in una struttura esistente. Per limitarsi ad un esempio, basta considerare l’importanza che ha avuto la diffusione dello standard serie EN50131, che classifica e armonizza i sistemi di sicurezza. Introducendo, fra le altre cose, la necessità della verifica video: in Spagna, già il 70% del mercato prevede proprio questo valore aggiunto nei sistemi di sicurezza. La videoverifica, oltre ad essere obbligatoria in certi casi per legge, rimuove uno dei più insidiosi e fisiologici ostacoli dell’antintrusione: i falsi allarmi. Vedere quello che effettivamente stia succedendo a casa è quindi uno skill impagabile.

Non chiamateli videocitofoni

A proposito di video, un segmento di mercato davvero promettente è quello dei videocitofoni, anche se chiamarli così pare riduttivo, visto che si parla ormai di dispositivi multifunzionali che, tramite la rete, possono gestire svariate soluzioni di home automation, diventando così non più un oggetto “da esterno”, ma il cuore stesso della casa. La tecnologia attuale, infatti, consente a tale dispositivo di combinare la comunicazione, il controllo accessi, l’allarme e magari anche la gestione di illuminazione e HVAC. Se a ciò si aggiunge che, di necessità, i videocitofoni hanno delle videocamere di sicurezza esterne, il gioco dell’integrazione è presto fatto.

Videosorveglianza...al cubo

Concludiamo con le soluzioni di videosorveglianza: ce ne sono di tutti i tipi, anche se il mercato si è diretto già da tempo verso l’IP, indispensabile in una connected home, e in particolare sta virando verso le telecamere cube (vedi a&s Italy 27-2014, pag. 100 e segg.). E non dovrebbe troppo sorprendere: questi dispositivi, infatti, girano su IP e, nello stesso tempo, vantano semplicità di installazione, facilità d’uso e prezzi più contenuti rispetto ai modelli tradizionali. Anche per queste telecamere, ecco che arriva in soccorso lo standard e la tecnologia: con il 4G LTE, infatti, è garantita una velocità di trasmissione dei dati fino a 100 MB/s e minori tempi di latenza. Insomma, tante soluzioni, ma anche tante prospettive per il futuro…non fosse altro, per l’aggiornamento di tutti i sistemi esistenti e la loro integrazione su una piattaforma comune, il mercato del residenziale si annuncia di sicuro più che promettente.


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