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La crisi ha colpisce l’automazione, ma ci sono segnali di ripresa

16/08/2010

Durante l'Assemblea annuale di Federazione ANIE dello scorso 2 luglio è stata divulgata l'edizione 2010 dell'Osservatorio sull'automazione industriale. I temi presi in esame quest'anno sono le problematiche post-crisi, l'innovazione tecnologica, l'efficienza energetica e le opportunità offerte dalle reti intelligenti per ogni comparto merceologico in cui è suddivisa l'Associazione. L'analisi settoriale traccia un quadro delle principali tendenze di mercato registrate dal 2009 fino ai primi sei mesi dell'anno in corso con previsioni sull'andamento complessivo del 2010, mentre la sessione di approfondimento è dedicata al tema delle Smart Grid.

"Nell'ultimo anno l'Automazione ha mostrato forti segnali di sofferenza, complice una crisi economica senza precedenti per pervasività e intensità – ha segnalato Giuliano Busetto, neopresidente di AssoAutomazione ANIE - Non va tuttavia dimenticato che negli anni antecedenti alla crisi le tecnologie per l'automazione hanno rappresentato un plus factor competitivo di estrema importanza per il rinnovamento del tessuto produttivo." In effetti le tendenze recessive non hanno risparmiato l'industria Elettronica italiana, che ha mantenuto nel 2009 il percorso cedente del volume d'affari complessivo emerso l'anno precedente (-18,3% la flessione annua a valori correnti; -6,3% la corrispondente variazione nel 2008). L'industria italiana ad alta tecnologia ha sofferto delle profonde criticità sia sul fronte domestico sia sui principali mercati di sbocco oltreconfine. Tutti i comparti dell'area, senza eccezione, hanno risentito della difficile fase congiunturale, anche quelli come l'Automazione e Misura e la Sicurezza ed Automazione edifici, che avevano mostrato una maggiore capacità di tenuta nel corso dell'anno precedente. La pervasività della crisi alle diverse aree geografiche non ha consentito adeguati margini di recupero per gli operatori settoriali. In conseguenza di tali dinamiche, l'export aggregato dell'Elettronica ha registrato una flessione superiore ai venti punti percentuali. Anche il canale domestico non ha potuto fornire sostegno allo sviluppo d'area (17,1%), penalizzato dalla perdurante debolezza di consumi e investimenti nel territorio nazionale. L'Automazione e Misura nel 2009 non ha potuto replicare l'andamento in controtendenza alla media dei comparti dell'Elettronica che aveva registrato nell'anno precedente, dopo un quinquennio di progressiva crescita. In chiusura d'anno, l'industria italiana dell'Automazione e Misura ha sperimentato un brusco arretramento del giro d'affari complessivo a valori correnti (-28,0%), per un valore aggregato che sfiora i tre miliardi di euro. E' venuto meno, in particolare, il sostegno del canale domestico (-27,9%), che ha sofferto della dinamica cedente degli investimenti in innovazione messi in atto dai principali operatori industriali. A partire dai primi anni Duemila le strategie di riposizionamento competitivo avviate dalle imprese manifatturiere nazionali avevano alimentato sul fronte interno una vivace domanda di tecnologie ad elevato valore aggiunto. L'acuirsi delle tendenze recessive nel corso del 2009 ha repentinamente interrotto questo percorso virtuoso. I principali settori clienti a valle si sono trovati ad affrontare uno scenario di riferimento altamente instabile e incerto che ha sfavorito i piani di spesa per l'ammodernamento del parco impianti. A ciò si aggiungono le avverse condizionali reddituali che, unitamente ai fenomeni di restrizione nell'accesso al credito, hanno ulteriormente eroso i margini delle imprese. In conseguenza di tali dinamiche, nel dettaglio merceologico, sul fronte interno tutti i segmenti dell'offerta di tecnologie per l'automazione hanno mostrato un andamento al ribasso. La debolezza del mercato nazionale si è riflessa inoltre sulle importazioni (-15,4%). Nonostante la crisi, il comparto ha continuato in chiusura d'anno a contribuire in modo significativo con una quota pari al 15% - in linea con la media dell'ultimo triennio – alla formazione del fatturato aggregato dell'Elettronica. Anche le vendite sui mercati esteri dell'industria dell'Automazione e Misura hanno evidenziato nel 2009 una flessione a due cifre (-12,5%), condizionate da un profilo congiunturale ad elevata criticità nelle principali economie mondiali. Pur confermandosi principale area di sbocco delle tecnologie italiane - con una quota che sfiora il 50% del totale delle esportazioni - l'Unione a 27 Stati e primo Paese partner commerciale la Germania, è proseguito in corso d'anno il processo di riposizionamento al di fuori dei confini europei. Gli operatori si sono orientati, in particolare, verso i nuovi mercati del Medio Oriente, del Far East e dei Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. Si tratta di fenomeni non solo dettati dalla necessità di operare in aree meno colpite dalla difficile congiuntura, ma che si inseriscono anche in un più ampio processo di ridefinizione dei flussi commerciali verso i mercati emergenti. A fine 2009 la bilancia commerciale per l'industria nazionale dell'Automazione e Misura ha mostrato un saldo negativo per circa 170 milioni di euro. L'arretramento dell'industria italiana dell'Automazione e Misura si colloca in un quadro di indebolimento diffuso a livello europeo. L'industria nazionale, al confronto con i principali competitor europei, sconta più accentuati vincoli strutturali legati alla domanda interna. Le tendenze recessive non hanno, tuttavia, ridotto il contributo dell'industria italiana al giro d'affari complessivo dell'Unione Europea a 27 Stati, che anche nel 2009 ha espresso una quota sul totale vicina al 12%. L'industria nazionale - unitamente a Germania, Francia e Regno Unito - continua a rappresentare l'eccellenza tecnologica settoriale in ambito comunitario. Il tessuto produttivo italiano mantiene nel confronto europeo una prevalenza di piccole e medie imprese, che hanno sofferto maggiormente delle turbolenze nel panorama internazionale e delle tensioni aggiuntive derivanti dalla restrizione nel credito e dall'allungamento nei tempi di pagamento. Dalla flessibilità organizzativa e capacità di operare in nicchie di mercato tipica delle realtà industriali di minore dimensione deriva, al contrario, un importante vantaggio competitivo nella fase di uscita dalla crisi, al momento di cogliere le opportunità offerte dall'irrobustirsi della ripresa sui principali mercati. Nella prima metà del 2010, pur mantenendosi margini elevati di incertezza, il profilo congiunturale internazionale comincia a mostrare segnali di miglioramento. Il rientro per l'economia italiana in un sentiero di crescita appare subordinato alla capacità degli operatori industriali di riagganciare la ripresa sui mercati esteri più vitali, soprattutto nelle economie emergenti. Sostegno al manifatturiero potrà originare in prima battuta dalla ricostituzione del ciclo delle scorte dai livelli minimi dell'anno precedente. Sul fronte interno cominciano a emergere, dopo la forte caduta del 2009, i primi timidi segnali di ripresa degli investimenti in macchinari e attrezzature che potranno fornire nel corso del 2010 un positivo contributo alla domanda di tecnologie per l'innovazione. In questo contesto l'industria dell'Automazione e Misura ha le potenzialità per cogliere, in particolare nella seconda parte dell'anno, le prime opportunità offerte dal consolidamento della ripresa sul fronte interno e oltreconfine. In questa fase di riavvio del ciclo produttivo, dopo il blocco degli impianti dell'anno precedente, un elemento di forte criticità per l'operatività settoriale si identifica nel difficile approvvigionamento di componenti, che potrebbe precludere in parte l'operatività aziendale.


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