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Sicurezza... tridimensionale

22/07/2014

La tecnologia 3-D applicata alla sicurezza permette di generare rappresentazioni tridimensionali utili per cogliere più efficacemente i problemi e le esigenze specifiche degli ambienti da monitorare. Non stiamo quindi parlando di “effetti speciali”, ma di uno strumento che, se scelto e gestito in modo intelligente, consente di ridurre i falsi allarmi, migliorare le rilevazioni e diminuire i tempi di individuazione e risposta a un problema o a un’emergenza. Oggi il 3-D, sempre più spesso abbinato alle piattaforme PSIM, è utilizzato prevalentemente in strutture di grandi dimensioni come università e aeroporti e in progetti di videosorveglianza urbana. Ma grazie alla rapida evoluzione tecnologica è facile prevederne una notevole estensione degli ambiti applicativi: le impronte digitali tridimensionali e la riproduzione 3-D delle persone, ad esempio, potrebbero aprire nuovi scenari.

Nel mondo della sicurezza, la tecnologia 3-D è oggi impiegata soprattutto per generare rappresentazioni ambientali tridimensionali (3-D mapping) che possano utilmente integrare diversi sistemi – dalla videosorveglianza al control- lo accessi, dall’antintrusione all’antincendio – all’interno di un’unica piattaforma PSIM. Del resto, se la maggior parte delle aziende che propongono questa soluzione ha stretto accordi di partnership con molti produttori del settore è proprio perché un adeguato sfruttamento del 3-D esige un’intelligente integrazione fra gli hardware e i software impiegati. Il 3-D – oggi richiesto soprattutto in strutture di grandi dimensioni (come università e aeroporti) e in progetti di videosorveglianza urbana – è uno strumento che, in generale, offre una maggiore si- tuational awareness, ovvero una migliore consapevolezza delle caratteristiche, dei problemi e delle esigenze specifiche degli ambienti da monitorare.

In tal modo è possibile ridurre i falsi allarmi, migliorare le rilevazioni e diminuire sia i tempi di formazione sia quelli di individuazione e risposta a un problema o a un’emergenza. L’implementazione del 3-D nel mondo della security sta guidando (e talvolta plasmando) una tecnologia “di frontiera” che richiede una specializzazione e un’esperienza non sempre possedute dai system integrator e dagli uti- lizzatori finali. E se per ora queste competenze non sono comuni, è probabile che in un futuro abbastanza vicino ci sarà una domanda crescente di manutenzione e aggiornamento degli ambienti 3-D che le renderà sempre più importanti.

I vantaggi del 3-D

La costruzione di un modello 3-D richiede un approccio “stratificato” in ambiente PSIM: a un primo livello ven- gono impiegate le immagini (anche satellitari) e le infor- mazioni già disponibili; poi, in un momento successivo, si opera su un secondo livello ricorrendo a disegni CAD dei diversi ambienti. Tutti i dati raccolti vengono progres- sivamente integrati nel modello, rendendolo sempre più dettagliato e affidabile. I punti di forza della modellizza- zione tridimensionale applicata alla sor veglianza sono tutt’altro che trascurabili. In fase di progettazione, la tecnologia 3-D permette di sfruttare al meglio il budget a disposizione perché offre l’opportunità di vedere cose che potrebbero sfuggire in un modello bidimensionale: esistono, ad esempio, strumenti di simulazione 3-D gra- zie ai quali è possibile provare diversi modelli di telecamere e lenti in tutti i punti desiderati all’interno di una mappa virtuale, visualizzando ciò che l’apparecchio vede e con quale risoluzione. Acquisto e installazione possono così essere fatti in base a una scelta molto ac- curata. E la risposta stessa alle emergenze diventa più efficace perché la visualizzazione tridimensionale degli ambienti dà un’idea molto più precisa delle loro caratte- ristiche e delle loro effettive dimensioni. Dalla crescente integrazione fra il 3-D e la piattaforma PSIM dovrebbe poi nascere un modello di sicurezza potenziato.

Le part- nership fra i produttori di queste due tecnologie sono in aumento proprio perché l’ambiente 3-D sta diventando l’elemento centrale dei software PSIM. Esso fornisce in- fatti una visione completa di tutti i sistemi di sicurezza, migliorando quella situational awareness necessaria a prevenire, controllare e intervenire in mondo efficace. Secondo Benoit Georis, analista esperto di Digital Bar- riers, i benefici fondamentali del 3-D applicato alle piat- taforme PSIM sono quattro: 1) rimozione dei falsi allarmi legati ai “punti ciechi” propri delle rappresentazioni bidi- mensionali; 2) riposizionamento delle videocamere sen- za che sia necessario aggiustarne la configurazione (per- ché un sistema 3-D è parametrato alla tridimensionalità propria del mondo reale); 3) possibilità di integrazione della tecnologia 3-D ai sistemi esistenti in modo semplice e funzionale, senza “attriti”; 4) possibilità di localizzare un individuo sospetto sulla mappa tridimensionale di un determinato luogo indirizzando automaticamente alle relative riprese video ( e conseguente risparmio di tempo prezioso in ogni situazione critica). Se poi si integrano alla piattaforma PSIM/3-D i sistemi di sicurezza di terzi, lo staff può facilmente visualizzare altre aree di interesse e, se è il caso, modificarne le configurazioni – ad esempio, aprendo o chiudendo un ingresso controllato attraverso il software PSIM. Con questi sistemi, inoltre, un investigatore potrebbe anche visualizzare le possibili vie di fuga di un soggetto sospetto.

Statico o immersivo?

La tecnologia 3-D può essere statica o immersiva. La prima consente semplicemente di avere una visualizzazione tridimensionale che, se non permette un vero “salto” in termini qualitativi, offre comunque notevoli benefici sul piano gestionale e operativo. È il caso di un vecchio sistema TVCC con diversi DVR e NVR, che può essere aggiornato grazie a Google Maps o SketchUp nell’ambi- to di una rappresentazione tridimensionale degli interni e/o degli esterni. Il 3-D immersivo, invece, interagisce con l’hardware nella costruzione dell’ambiente virtuale ed elabora le informazioni fornite dall’utilizzatore per dare la reale sensazione di essere fisicamente presenti nei luoghi sorvegliati. L’esperienza offerta è quindi mol- to più ricca e dettagliata, ma la potenza richiesta in ter- mini di elaborazione dati è ben superiore, e i costi sono ovviamente più alti.

Che si opti per la soluzione statica o per quella immersiva, ci sono comunque dei requisiti da rispettare in termini di hardware e software: una sufficiente capacità di processare le informazioni, la possibilità di visualizzare rapidamente i contenuti 3-D – requi- siti strategici per intervenire in modo tempestivo e non sovraccaricare il sistema. In tempi di budget ristretti, il 3-D immersivo non è certamente alla portata di tutti: accade così che molti clienti lo richiedano nelle fasi iniziali dei progetti, salvo poi vedersi costretti ad abbandonar- lo quando capiscono che l’investimento complessivo e le spese di manutenzione non sono sostenibili. Essere consapevoli di questi aspetti diventa quindi essenziale per non farsi prendere dall’entusiasmo e lanciarsi in progetti troppo ambiziosi per le proprie tasche. Ultima considerazione: sebbene le piattaforme PSIM di buona qualità siano una guida piuttosto efficace, nel computo dei costi complessivi dovrebbe essere inclusa anche la formazione.

Consigli per gli acquisti

Quando anche si decidesse di adottare un sistema PSIM/3-D, quali sono i criteri per una scelta intelligente? Per ragioni di tempo e costi, eseguire un test completo in sede allo scopo di valutare pregi e difetti della soluzione considerata potrebbe non essere sempre possi- bile od opportuno. Si possono comunque fare prove su scala più ridotta, rivolgendosi ad aziende che abbiano una comprovata esperienza nel settore 3-D. Ciò significa anche saper distinguere le vere soluzioni 3-D da quelle che potremmo indicare come “2.5-D”, che estrapolano ma non elaborano il modello tridimensionale per ogni singolo pixel offrendo un risultato solo parzialmente soddisfacente.

Ad esempio, un vero sistema 3-D è in grado di mostrare che le dimensioni di un oggetto (come un’auto) che si allontana dalla nostra visuale si riducono per effetto della distanza e della prospettiva. Questa capacità è assente nei modelli 3-D “parziali”, che illustra- no lo spostamento dell’oggetto senza dare alcun effetto-distanza. Nel complesso, le migliori soluzioni 3-D cui fare riferimento sono quelle capaci di elaborare il flusso video a ogni singolo stadio con piante e informazioni tridimensionali. Per assicurarsi risultati soddisfacenti non basta, però, fare una buona scelta. Occorre anche provvedere alla manutenzione e all’aggiornamento pe- riodici del sistema adottato, mettendo nel dovuto conto il tempo e le risorse necessari per farlo.

Nuove possibilità applicative

Nel prossimo futuro, la tecnologia 3-D offrirà alla sicurezza nuove possibilità applicative: è il caso delle impronte digitali, il cui primo modello tridimensionale è stato recentemente creato negli Stati Uniti dall’Università del Michigan. Una volta generata virtualmente, l’impronta può essere fisicamente costruita usando una stampante 3-D. Quando questa tecnologia sarà stata messa a punto, permetterà di migliorare i sistemi oggi disponibili per il confronto e il riconoscimento delle impronte digi- tali, garantendo maggiore precisione e rapidità. Un’altra interessante frontiera riguarda la rappresentazione tridimensionale delle persone: all’aeroporto di Sochi è attivo con successo un sistema di scannerizzazione in 3-D che riproduce fedelmente immagini tridimensionali in scala 1:20.

 


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