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L'industria della security nella Penisola Balcanica: sfide e trend futuri

02/07/2014

di Nebojša Bogunović, a&s Adria

L’industria della security tecnologica nella Penisola Balcanica è stata in grado di mostrare un alto grado di immunità, professionalità, adattabilità e flessibilità alla crisi, nonostante indicatori economici estremamente negativi, l’assenza di nuovi investimenti in progetti di sicurezza e le scarse possibilità di business. Anche in un contesto economico complicato, questi fattori hanno permesso all’industria della security di tornare in gioco e di muoversi con rinnovata fiducia.

Investimenti nei Balcani

Secondo un rapporto compilato da UNCTAD (Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo), pubblicato nel Rapporto annuale 2013 sugli Investimenti Mondiali, fra gli stati dei Balcani, la Croazia è il paese meglio posizionato, con $1,25 miliardi USD provenienti da investitori esteri nello scorso anno. L’Albania si colloca al secondo posto con $957 milioni USD e la Bosnia ed Erzegovina al terzo con $633 milioni USD per investimenti esteri diretti.

 

Il rapporto UNCTAD mostra anche che la Bosnia-Erzegovina ha ricevuto $1,8 miliardi USD da investitori esteri nel 2007, $1 miliardi USD nel 2008, ma è scesa a soli $149 milioni USD durante il 2009. Nel 2010, la Bosnia Erzegovina ha ricevuto $324 milioni di USD e $380 milioni nel 2011. Infine, lo scorso anno in Montenegro si sono registrati investimenti esteri per $609 milioni USD, mentre in Serbia sono stati $352 milioni USD. Secondo lo stesso rapporto, la Repubblica di Macedonia e il Kosovo hanno totalizzato il valore più basso di investimenti esteri, con rispettivamente $135 e $298 milioni USD. 

IP ancora non pienamente diffuso

Nonostante lo scenario economico complesso, il mercato della security nella Penisola Balcanica riflette un’immagine abbastanza fedele delle tendenze occidentali. Come in altre regioni occidentali, si è ancora lontani da un’ampia adozione di tecnologie IP per i sistemi di videosorveglianza. Questo si può motivare con il ridotto sviluppo economico e il limitato potere d’acquisto di un gran numero di utenti finali nazionali, ma anche con l’alto prezzo delle tecnologie IP. Una seconda motivazione è la mancanza di competenza, formazione e capacità del personale addetto all’installazione e all’integrazione dei sistemi nel campo delle tecnologie IP evolute.

A livello transitorio, si sta affermando la tecnologia HD-sdi, anche in considerazione del rapporto prezzo/performance: con il tempo questa tecnologia potrebbe sostituire i sistemi tradizionali analogici, che nella regione balcanica superano di gran lunga quelli over IP.

Verticali da tenere d'occhio

In un non lontano futuro, la security della Penisola si baserà principalmente sulle industrie del turismo e dell'hotelleria, nonché sugli investimenti in ampi progetti infrastrutturali o legati alla sicurezza delle città. I maggiori profitti potranno derivare dal settore dell’integrazione della security, ovvero l’integrazione dei sistemi di controllo accessi, videosorveglianza, sistemi antifurto e di prevenzione antincendio. La protezione delle città è tra i verticali ancora da sviluppare e che potrebbe avere un notevole potenziale: la standardizzazione dei protocolli Internet ha del resto facilitato la possibilità di creare reti di videosorveglianza municipali. In Croazia, nello scorso anno si è investito massicciamente nell’industria degli hotel, e si prevede di continuare con questa tendenza nel 2015. Si tratta di una grande opportunità per molte aziende della security. In Bosnia ed Erzegovina sono stati scongelati diversi investimenti per progetti infrastrutturali anche se, nel prossimo anno, considerando l’instabilità sociale e gli scontri fra cittadini e forze di polizia, sarà possibile uno stanziamento più alto in sicurezza perimetrale, videosorveglianza, sistemi di rilevamento precoce e spegnimento incendi, sistemi di evacuazione ed altre tecnologie destinate alle forze dell'ordine.

Struttura del mercato

Nell'area considerata operano 960 installatori, 105 system integrator e 27 distributori. Sul volume totale delle attrezzature di security importate da paesi asiatici, le aziende distributrici partecipano con un 70%, i system integrator con il 20%, mentre il 10% delle importazioni vengono fatte dalle aziende installatrici e da quelle che si occupano di retail. Circa il 98% dei sistemi di sicurezza è di importazione.

Rispetto al totale delle aziende che si occupano di security, solo sette sono le aziende produttrici; tre di queste operano in Croazia e quattro in Slovenia. In questo sottoinsieme, tre operano nel controllo accessi, una nell’antincendio e una in ambito paramilitare. Fra i temi più interessanti discussi negli ultimi anni nella regione, molta attenzione è stata posta sulla sicurezza pubblica, inclusa quella urbana, e sulla protezione di strutture e infrastrutture, nonché sulla sicurezza delle piccole e medie imprese. Ultimamente il tema del traffico ferroviario e stradale, unitamente al tema della security nel settore turistico e degli hotel, sono al centro del dibattito.

Valore del mercato

Il valore medio del mercato della sicurezza tecnologica, in base agli indicatori degli ultimi tre anni, si attesta sui $70 milioni USD: il 42% di questo valore è ascrivibile alla videosorveglianza, il 25% all’antincendio, il 14% all’antintrusione, il 10% al controllo accessi e il restante 9% ai rimanenti sistemi di sicurezza. Lacomune situazione economica nei paesi della regione consente un'analisi analoga anche dei rischi connessi alla security. Security e mercati nella Penisola andrebbero in verità analizzati di pari passo: questa nostra ipotesi è stata avvalorata nelle ultime settimane, da reazioni e allarmi lanciati da analisti economici e politici di spicco. Inoltre, occorre anche considerare la situazione delle istituzioni dei paesi confinanti e le recenti ribellioni cittadine in Bosnia ed Erzegovina, sfociate in scontri fra i protestanti e i servizi di sicurezza, senza contare le dozzine di strutture pubbliche distrutte.

Le immagini di edifici distrutti e dell’incapacità delle agenzie di sicurezza di affrontare le folle infuriate, sono state viste da tutto il mondo e hanno spinto molti esperti di security regionale a considerare la possibilità di migliorare e rendere più efficiente la protezione delle infrastrutture critiche nel caso in cui tali conflitti escano dai confini della Bosnia Erzegovina per raggiungere altre nazioni della Penisola. Il quadro sociale della Bosnia Erzegovina si può trasporre su scala più ridotta o più ampia su altre nazioni della Penisola, e le notizie nazionali parlano di nuove dimostrazioni in arrivo. Si può quindi concludere che un rapido investimento nella security verrà prima incanalato per ottenere attrezzature per la polizia e attrezzature speciali per il controllo delle sommosse, oltre che per la protezione di strutture e infrastrutture critiche.

Brand presenti sul mercato

Tutti i grandi brand sono presenti nei mercati della Penisola Balcanica attraverso i loro partner e distributori locali. Oltre ai brand europei e globali come Bosch Security Sytems, Siemens, Axis Communications, Gehrer AG, Geuterbruck, HID Global, Milestone Systems, Mobotix, Riva, ABUS Security Center e altri ancora, la regione è anche terreno fertile per produttori del Nord America quali Honeywell, Avigilon, Paradox e altri, nonché per prodotti di aziende che fanno parte del gruppo Tyco, come DSC, American Dynamics, Bentel, CEM Systems, Kantech, Sur-Gard, o Visonic. Anche i prodotti italiani sono tenuti in grande considerazione: molti brand sono del resto presenti sul mercato balcanico da lungo tempo. Tanto per citare alcune aziende, ricordiamo: LINCE, NICE, Inim Electronics, EL.MO, VideoTec, ADI e Bentel.
Il mercato è però dominato dai produttori asiatici, le cui politiche commerciali ben si sposano con l'impoverimento del potere d'acquisto nella Penisola Balcanica. Tra i brand citiamo Hikvision, Panasonic, Dahua, Samsung Techwin, Vivotek, Sony, Everfocus, Fujinon, Avtech, Geovision, Tamron, Suprema, KCA, HDPro e tanti altri.

Un futuro emergente 

Secondo le previsioni della Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Ebrd), la previsione per tutti i paesi della Penisola Balcanica è di una crescita del PIL debole ma, considerando la generale congiuntura, ancora interessante. Tale considerazione è basata sul grande potenziale di sviluppo nelle regioni che si occupano di produzione energetica, settore minerario e turismo, dello sviluppo della comunicazione con il resto d’Europa nonché della formazione della popolazione. Si prevede inoltre un aumento degli investimenti che potrebbe incidere positivamente sull'industria della security.

 

La costruzione di autostrade in Bosnia ed Erzegovina, Serbia, Montenegro e Kosovo, nonché di aeroporti e centrali energetiche sono solo alcuni dei progetti di interesse. Sul fronte squisitamente tecnologico, i prossimi mesi dovrebbero vedere un maggior posizionamento dei dispositivi e dei sistemi di videosorveglianza, specialmente quelli pensati per il segmento residenziale e per le piccole aziende, oltre a quelli per le infrastrutture dedicate al traffico e al movimento merci e alla sicurezza locale. Inoltre, si prevede una crescita nel segmento del controllo accessi, dei sistemi biometrici, dei sistemi di allarme e dei sistemi antincendio. 


Tag:   sicurezza,   Balcani,   IP,   controllo accessi,  

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