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Controllo accessi wireless: avanti con brio

12/05/2014

La Redazione

Il controllo accessi senza fili è ormai una realtà anche in Italia. Sempre più maniglie meccatroniche e cilindri digitali aprono le porte delle camere d’albergo e lungo le corsie degli ospedali, nelle banche e nelle imprese manifatturiere. Ma quanto vale il mercato italiano? E qual è il trend di crescita previsto per i prossimi anni? Quali sono le aree più appetibili? E i pionieri del senza filo, sono soddisfatti? A queste e ad altre domande, a&s Italy tenta di dare una risposta. Nel numero precedente abbiamo esplorato il pianeta accessi wireless e dintorni; in questa puntata conclusiva riportiamo i risultati di una nostra indagine di mercato, la prima del settore in Italia.

Presto sarà estate e, come tutti gli anni, la costiera romagnola verrà invasa dai turisti. Nell’Azienda USL di Rimini già fervono i preparativi per assistere gli oltre due milioni di abitanti che popoleranno le spiagge durante i mesi estivi. Un compito non facile. Efficienza e qualità delle prestazioni devono ogni giorno fare i conti con il contenimento della spesa sanitaria. Organizzazione e sicurezza devono marciare di pari passo. L’azienda sanitaria romagnola, tuttavia, è abituata a vincere le grandi sfide. Solo nel campo del risparmio energetico, ad esempio, ha collezionato oltre una dozzina di riconoscimenti. Un’altra battaglia decisamente vinta dalla USL (e che ci riguarda da vicino) è il controllo elettronico degli accessi. Oltre 1300 cilindri digitali distribuiti nelle cinque strutture ospedaliere dei due distretti socio-sanitari sorvegliano giorno e notte gli ingressi di altrettante aree (locali tecnologici, uffici, sale operatorie ecc.).

Quasi quattromila utenti, fra medici e infermieri, tecnici e personale di servizio, usano il transponder ormai da quattro anni per accedere alle zone riservate. Nel grande complesso architettonico di forma circolare, sede amministrativa della USL, il geometra Enrico Panigalli del Servizio Tecnico è soddisfatto: “la sfida è partita per caso”, – racconta. “Per accedere ai locali tecnici, dal 1998 usavamo le chiavi masterizzate. Un mezzo disastro: bastava perderne una per mettere in crisi la sicurezza. La sostituzione continua era diventata un problema”. Aggiunge: “Passando dalle serrature tradizionali ai cilindri digitali abbiamo introdotto un modo completamente nuovo di gestire la sicurezza. Tutto è filato liscio come l'olio sin dall’inizio. Terminati i locali tecnici abbiamo esteso progressivamente l’applicazione alle altre aree sensibili, sia negli ospedali che nelle varie strutture”. Il sistema opera attualmente in modalità stand alone. “Ci piacerebbe avere una soluzione on line – confessa Panigalli – ma siccome le risorse economiche sono quelle che sono, preferiamo estendere il controllo al maggior numero possibile di porte e rinviare la centralizzazione a tempi migliori”.

Tutto bene dunque? “Nel corso di questi anni non si sono verificati disservizi significativi. I cilindri elettronici funzionano perfettamente, il personale ha subito acquisito dimestichezza, le procedure si sono notevolmente snellite”. Davvero nessun problema? Riflette: “In verità un piccolo guaio lo abbiamo. Ogni tanto un collega sbadato, passando con il carrello lungo un corridoio, urta con violenza qualche cilindro che, come si sa, sporge dal montante della porta e lo mette KO". Tutto qui.

Per la nostra seconda puntata sul controllo accessi wireless abbiamo scelto di partire dal campo, di tastare il polso a chi già usa abitualmente maniglie e cilindri meccatronici. La soddisfazione dei clienti è il miglior biglietto da visita per i produttori ma anche una delle premesse indispensabili per l’affermazione di questa promettente tecnologia.

Il mercato del controllo accessi wireless

La domanda, come si dice, sorge spontanea: quanto vale il mercato italiano del controllo accessi wireless? Non si sa. Nessuno, come risulta ad a&s Italy, ha avuto ancora il tempo per condurre un’indagine di mercato seria e mirata. Solo stime. E anche su queste gli operatori del settore da noi intervistati non si sono sbottonati più di tanto. Il fatturato 2013 relativo al segmento wireless, salvo due eccezioni, è rimasto nascosto nelle pieghe dei bilanci.

IHS, noto istituto di marketing research, stima il mercato globale dei dispositivi di chiusura e relativi accessori in 5,2 miliardi di dollari Usa (dati 2013). Il valore inerente al segmento serrature elettromeccaniche, meccatroniche e cilindri digitali ammonterebbe a più di 800 milioni di dollari con il 35% localizzato nella regione EMEA (Europa Medio Oriente e Africa), pari a circa 215 milioni di euro.

Il nostro Paese, secondo l'istituto di ricerca, rappresenta in questo campo l'8% del volume EMEA, corrispondente a poco più di 17 milioni di euro. Quanto di questo valore sia costituito dalle serrature senza fili, non è dato sapere.

Stando all'ultimo rapporto IHS, tuttavia, nel 2017 i dispositivi di chiusura wireless rappresenteranno il 27% dell'intero segmento. Se queste previsioni si riveleranno attendibili, considerando un incremento annuale del 5% nei prossimi quattro anni dato per scontato da tutti gli analisti, il mercato delle sole chiusure wireless in Italia dovrebbe attestarsi a 5,6 milioni di euro. A questa cifra sono da aggiungere la grossa fetta relativa ai servizi di installazione, attivazione e assistenza e soprattutto il valore delle infrastrutture (hardware e software) per i sistemi on line. Il giro d'affari, quindi, potrebbe anche raddoppiare. Secondo un'altra stima (nostra fonte che ha chiesto l'anonimato), il mercato europeo del controllo accessi wireless, vale nel complesso (hardware, software e servizi) 150 milioni di euro. Considerando che l’Italia rappresenta circa l’8%, il business domestico sarebbe attorno ai 12 milioni di euro. Più o meno i conti tornano con le previsioni IHS.

Il valore del fatturato previsto per il 2017 elaborando i dati in nostro possesso, secondo alcuni operatori interpellati da a&s Italy, sarebbe sottostimato. Speriamo che sia così. Sebbene manchino indagini sul mercato interno e le bocche di chi sa restino cucite, in prospettiva il business appare decisamente interessante.

Si prenda, ad esempio, il segmento hotellerie, ritenuto da tutti uno tra i più "appetibili" per questo tipo di soluzioni. Secondo dati Istat 2012, in Italia operano circa 34 mila alberghi con oltre un milione di camere. Gli hotel di lusso rappresentano il 15,4% del totale e poco più del 32% delle camere (circa 353.000). Considerando che le porte attualmente equipaggiate con serrature meccatroniche sono una minima parte, solo questo mercato potrebbe potenzialmente assorbire decine di migliaia di dispositivi. Se è vero (come pare) che il costo per porta sfiori i mille euro, è facile calcolare il potenziale giro d’affari.

L’offerta

Nel nostro Paese operano, direttamente o attraverso partner, una decina di importanti case costruttrici. La tedesca SimonsVoss ha fatturato nel 2013 ben 51 milioni di euro e occupa 310 dipendenti. Salto Systems, con la sua offerta total wireless, è salita all’ottavo posto nella classifica mondiale dei produttori di controllo accessi. In poco più di un decennio, la società spagnola ha automatizzato circa un milione e mezzo di porte e sviluppato oltre 11 mila progetti. Il fatturato 2012 si è attestato attorno ai 56 milioni di euro. Assa Abloy, indiscusso leader mondiale della sicurezza a 360 gradi, è entrata nel settore wireless in ritardo (2008) ma il suo prodotto di punta, a detta di molti, sta dando filo da torcere agli altri competitor. Molto presenti e agguerriti in questo settore sono anche l’austriaca Evva (con sede italiana a Treviso) e l’italianissima Iseo Serrature. Una volta tanto, insomma, il primato tecnologico spetta alla vecchia Europa, anche se Usa e Cina non stanno certo a guardare.

L’offerta di dispositivi wireless è molto variegata. Ecco l’ordine di arrivo dei “magnifici sette” stilato da a&s Italy in base a una stima quantitativa delle applicazioni: cilindro, maniglia, maniglia con tastiera, mezzo cilindro, serratura per maniglione antipanico, maniglia con impronta digitale e altri dispositivi (lucchetto, smart relè ecc.). Cilindro e maniglia, entrambi con integrato il lettore RFId (Radio Frequency Identification), vincono decisamente la competizione rispetto agli altri partecipanti. La soluzione “scelta” dagli utenti italiani è quella “stand alone”, dispositivi intelligenti che operano in modo autonomo e indipendente. Sebbene non manchino soluzioni centralizzate, la versione off line sembra essere al momento anche quella più caldeggiata dai fornitori. Secondo loro perché è quella preferita dagli utenti, secondo i soliti maligni perché i sistemi on line, oltre ad essere ancora particolarmente costosi, metterebbero in luce le vere insidie che si nascondono nel controllo accessi wireless (difficoltà di connessione, durata delle batterie, tempi di risposta ecc.).

Gabriele Bartoli è sales manager Italy di SimonsVoss: “ggni settore, in fatto di sicurezza – dice – ha le sue esigenze specifiche, legate alle dinamiche degli accessi e all’integrazione con altri sistemi. Per questa ragione in SimonsVoss abbiamo sviluppato soluzioni ad hoc per i vari segmenti di mercato (sanità, banche, education ecc.)”. Il Made in China imperversa anche in questo campo ma nessuno sembra temerlo più di tanto. "La concorrenza cinese è di qualità e più agguerrita che mai – sostiene uno dei produttori intervistati – ma non ci risulta che abbia ancora clonato i nostri prodotti proprio perché sono fortemente innovativi". Allo stesso modo la pensa Maurizio Zama, Strategic Development Manager di Iseo Serrature: "Oggi i cinesi sono più un fattore di disturbo (in particolare sul versante prezzo) che un reale concorrente sui progetti importanti – dice – ma sarebbe sbagliato sottovalutarli".

La domanda

La situazione economica italiana è quella che è e nel nostro Paese manca ancora una vera cultura del controllo accessi. Assa Abloy non ha però dubbi sulla crescita della domanda, che si registrerà nei prossimi anni anche da noi. Tuttavia ad oggi, a causa di una scarsa conoscenza della tecnologia, la percezione è ancora che il sistema wireless sia ritenuto dagli utenti meno sicuro di quello hardwired. Un tarlo, a quanto pare, difficile da eliminare.

La soluzione realizzata con successo dalla USL di Rimini porta il marchio SimonsVoss ma non è l’unico impianto significativo del nostro Paese. Salto System è presente da anni in prestigiosi hotel (come l'Hilton di Venezia e l'Astoria di Stresa), università (Cattolica, Bicocca, Udine, Trieste, Trento...), strutture governative, ospedali e in diverse aziende tra cui Telecom Italia (la prima applicazione NFC di una certa portata realizzata nel nostro Paese insieme al partner Selesta Ingegneria). Altre due realizzazioni che meritano di essere segnalate sono quelle della Iseo Serrature presso l’Università Lateranense e i Musei Vaticani a Roma con circa 800 punti di controllo. Un altro impianto ancora, con 160 cilindri digitali Assa Abloy, opera in un importante istituto bancario. Insomma sono già decine di migliaia i dispositivi wireless al lavoro.

Su quali siano i segmenti di mercato più ricettivi, l’opinione dei rappresentanti delle case madre è divergente. Probabilmente ognuno ha come riferimento il proprio volume di vendita o il campo in cui si sente commercialmente più forte. In base alle risposte degli intervistati, abbiamo comunque stilato una classifica che naturalmente non ha alcun valore scientifico.

Tra gli undici segmenti di potenziali tipologie di mercato individuati, il primo posto del podio spetta al settore “Corporate”. Al secondo e terzo posto si collocano rispettivamente il settore alberghiero e quello residenziale. Il quarto e quinto gradino della graduatoria sono occupati dai segmenti Education e Airport. A pari merito, seguono al sesto posto, sanità, telecomunicazioni e multiutilities. In coda banche, government e industrial.

Le prospettive

Secondo IHS, nel mercato globale la corsa dei cilindri digitali è partita nel 2012, proseguirà per tutto quest'anno per poi stabilizzarsi fino al 2017. Analogamente, il mercato delle serrature meccatroniche sarebbe già decollato un anno fa e raggiungerà la quota massima nel 2016 - quando comincerà la discesa. L’inizio del declino (lento ma costante) delle serrature elettromeccaniche tradizionali, invece, è previsto già alla fine di quest'anno. Sul futuro del controllo accessi wireless imperversa l’ottimismo, anche perché gli affari delle aziende specializzate sembrano andare a gonfie vele. Salto Systems nel 2012 ha registrato un incremento del fatturato del 20% rispetto all'esercizio precedente; il giro di affari SimonsVoss nel 2013 è stato del 6% superiore al 2012.

In una recente intervista, Chris Bone, vicepresidente soluzioni controllo accessi Assa Abloy EMEA, ha confermato che negli ultimi tre anni, nella vendita dei prodotti wireless, la multinazionale svedese ha realizzato un incremento a due cifre percentuali e che il fatturato nello stesso periodo è quasi raddoppiato. Secondo Bone, questo boom è dovuto ai benefici percepiti dagli utenti, in particolare l'abbattimento del costo per porta (il 40-60% in meno rispetto alla soluzione cablata) e il più rapido ritorno dell'investimento (1-2 anni contro 3-5). Le previsioni di Bone sono condivise da tutti gli esperti del settore: il wireless, insieme al web e alla biometria, sarà una delle tecnologie trainanti del controllo accessi nei prossimi cinque anni. Anche in Italia. Da noi il mercato è ancora molto giovane ma crescerà. Gli operatori intervistati da a&s Italy prevedono un trend di crescita positivo non inferiore al 5% all'anno.

 

 

Foto: Tastiera PinCode wireless e cilindro elettronico (Courtesy: SimonsVoss).

 


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