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Italian Security Leaders, Top 25: dove sono i player esteri?

30/04/2014

di Ilaria Garaffoni

La rivista a&s Italy, in collaborazione con l'analista finanziario KF Economics (Gruppo K Finance), ha stilato l'attesa seconda edizione della “Top 25” dei protagonisti del mercato italiano della sicurezza. L'indagine, pubblicata in forma integrale nell'ultimo numero del 2013, mostra un quadro delle performance dei player che dominano il mercato italiano della sicurezza, fornendo indici di particolare rilievo per inquadrare lo stato di salute e le tendenze che hanno governato il comparto nel 2012. A colpo d'occhio è subito emerso un calo dei ricavi rispetto all'ottimo 2011, ma a ben vedere si trattava di un valore estremamente limitato e che rappresentava al contrario la tenuta del comparto, soprattutto se si leggevano i numeri in chiave di marginalità. Insomma, anche nell'austerity del 2012, le nostre aziende hanno vantato performance di tutto rispetto.
Ma a&s Italy non si fida nemmeno dei numeri e vuole sempre vederci sempre più chiaro, quindi – come ogni anno – riverifica i dati e le osservazioni formulate ascoltando la viva voce dei protagonisti in una serie di sondaggi di follow up che accompagnano i lettori per tutto l'anno, fino all'edizione successiva dell'indagine. 

Questo primo follow-up è dedicato ai tanti player esteri che operano con successo nel mercato italiano della sicurezza e che, dopo una sofferta valutazione, in gran parte sono stati esclusi dal campione preso in considerazione da questa analisi. Tale scelta ha sollevato perplessità metodologiche in alcuni lettori e nello stesso team che ha svilupparo l'indagine e merita pertanto di essere sviscerato in tutta la sua complessità. 

Principali player esteri attivi nel mercato italiano

La tabella 1 - vedi a&s Italy 25, pag. 60 - indica i principali player esteri attivi in Italia nel settore sicurezza, in ordine alfabetico. Alcuni sono dedicati esclusivamente alla produzione di tecnologie per il comparto sicurezza (come Axis, Assa Abloy, Arecont Vision, Avigilon, CBC Europe, CEIA, Daitem, Gunnebo, HID Global, Hikvision Italy, March Networks, Milestone, Mobotix, Notifier, Pelco, Risco, Tyco, UCT); altri, nel vasto ombrello delle proprie business unit, si occupano anche – ma certamente non solo - di sicurezza (intesa come Videosorveglianza, Antincendio, Software di gestione, Building Automation, Antitaccheggio, RFID, Difese fisiche, etc). Questi ultimi brand concentrano il proprio core business nella telefonia, negli elettrodomestici, nella fotografia, nell'IT e in mille altre tecnologie che rispondono a logiche e a strategie tipicamente consumer. E presentano volumi ed economie di scala tipicamente consumer.

Top 25: dove sono i grossi gruppi?

Ora, dato per assunto che anche il mercato italiano sia dominato dalle multinazionali, perché allora i grandi gruppi appaiono così poco nelle tabelle degli Italian Security Leaders - Top 25?
Poiché nella maggioranza dei casi non è stato possibile analizzarne i dati, per vari motivi.
Per evitare pericolose semplificazioni, riteniamo corretto enucleare le diverse possibilità che abbiamo incontrato concretamente nell'elaborare i dati dell'indagine 2012. Questi i casi più comuni:

1) nei casi delle multinazionali che hannosolo una business unit dedicata alla sicurezza, scorporare il dato di security da quello generato dalle altre attività, oppure disaggregare i volumi prodotti in Italia rispetto ai dati europei o internazionali (per stessa dichiarazione dei gruppi interpellati) è risultatoimpraticabile, quindi per equità si è scelto dinon includerlenel campione da analizzare;

2) in molti casi i player esteri, pur esclusivamente dedicati alla security, sono stati esclusi dall'analisi perché,non essendo presentiin Italia con un avamposto diretto e una Partita IVA italiana, risultavaimpossibile reperirne i bilancipresso le più comuni banche dati (Cerved-Infocamere /Bureau Van Dick);

3) in altri casi, alcuni player esteri di recente presenza sul mercato italiano, pur esclusivamente dedicati alla security e presenti in Italia con un avamposto diretto e/o una Partita IVA italiana, sono stati esclusi dall'indagine perchénon è stato possibile accoppiarne i bilancidel 2012 e del 2011 e quindi valutarne le performance in chiave di crescita/calo percentuale;

4) infine, in molti casi, le multinazionali esclusivamente dedicate alla security, presenti in Italia con un avamposto diretto e/o una Partita IVA italiana e di cui è stato possibile accoppiare i bilanci del 2012 e del 2011,pur essendo state incluse nell'indagine, non appaiono però ai verticidelle classifiche. Questo non certo perché non dominino il mercato, ma perché spesso le politiche finanziarie e amministrative vengono gestite direttamente dalla casa madre estera, quindi la mera lettura dei bilanci italiani non rappresenta il reale volume d'affari generato in Italia.  

Ecco perché gran parte dei player esteri non figura ai vertici delle classifiche dei Top 25 2012 (come non figuravano ai vertici delle tabelle delle aziende “Top” del 2011). Ma è comunque indubbio che, soprattutto il segmento della videosorveglianza, sia dominato dai player esteri, che si contendono in maniera agguerrita soprattutto le prime cinque posizioni di un mercato ampio come quello italiano. 

Italian Top 25 vs. Security 50

Un altro aspetto che ci viene spesso chiesto è perché, se la tradizionale Security 50 stilata dalla nostra rivista ammiraglia a&s International presenta dei dati di volume e di quote di mercato, la versione italiana dell'indagine - su scala 25 - non segua anch'essa la stessa linea metodologica.
La risposta è che non si tratta della “versione italiana di Security 50”: si tratta di un'analisi finanziaria indipendente e a forte vocazionegiornalistica: più che un dato “di valore”, intende fornire un dato “di settore”, ossia una classificazione di un’industria che si fa sempre più dinamica e integrata. Valutazione ancor più interessante in un momento di transizione tecnologica, che vede la security fisica convergere verso la sicurezza logica, il networking, la telefonia, il broadcast, l’edilizia, quindi competere con nuovi e robusti concorrenti, abituati a climi ad altissima competitività, investimenti giganteschi e marginalità ridotte.

Ecco perché è importante individuare, classificare ed indicizzare i player della security ed analizzare le loro risposte alle nuove e pressanti sfide del mercato.



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