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Occhio alla logistica nella progettazione degli impianti

03/02/2014

Qualunque impianto di sicurezza, prima di essere realizzato, deve ovviamente essere progettato ma, soprattutto, dev’essere studiato nelle sue peculiarità. Solo partendo da un progetto accurato, infatti, è possibile ottimizzare la pianificazione dei lavori, evitando qualunque perdita di tempo, sottrazione o danneggiamento dei componenti da installare. Il progetto, oltre a consentire l’acquisto del materiale effettivamente necessario, deve quindi prevedere un’adeguata attenzione alla logistica. Un aspetto, quest’ultimo, erroneamente sottovalutato. Al contrario, dovendo interagire con altre aziende, spesso impiegate sullo stesso cantiere, è fondamentale definire le date e le scadenze per ogni tipologia di attività. Solo partendo da questo calendario è possibile pianificare gli acquisti, definendo anche tempi e modi di consegna. Alcuni componenti, se in numero non eccessivamente elevato, sono infatti disponibili in pronta consegna e, quindi, possono essere acquistati anche il giorno stesso. Per impianti di grosse dimensioni o particolari, invece, è necessario definire la scadenza degli ordini. Questo anche in considerazione del fatto che, complice la crisi, gli stessi distributori (quando non i vendor), cercano di minimizzare le scorte a magazzino per ridurre le immobilizzazioni. Gli ordini, quindi, vanno pianificati con adeguato anticipo, sia per evitare spese anticipate, sia per prevenire il rischio di interrompere il corretto flusso di lavoro.

Oltre agli aspetti economici, occorre considerare quelli pratici. Primo tra tutti il fenomeno dei furti nei cantieri. Un’eventualità sempre più probabile, al punto che uno studio di Ance (Associazione nazionale costruttori edili) ha rilevato che il 40% delle aziende di settore, con cantieri nel Nord-Est, ha subito la sottrazione di materiali, ma anche di macchine e attrezzature utilizzate per le proprie attività. Così, sempre più spesso, alla chiusura serale dei cantieri diventa necessario ricaricare su camion e furgoni buona parte dell’attrezzatura, nella speranza di limitare il danno economico connesso ai furti. È però impossibile rimuovere, quotidianamente, anche la componentistica che, complice il progressivo aumento dei costi, è diventata un obiettivo interessante per i ladri. I quali, grazie a un’organizzazione sempre più radicata, sono spesso in grado di disporre delle informazioni necessarie per organizzare raid notturni proprio in corrispondenza della consegna del materiale che, in teoria, dovrebbe essere installato nei giorni successivi.

Il fascino della logistica

Se il rischio di furti costituisce una preoccupazione crescente, la logistica assume un’importanza determinante per il corretto immagazzinamento degli elementi da installare. Il tutto senza dimenticare che, in un cantiere, possono verificarsi le situazioni più svariate, compresa la necessità di spostare più volte il materiale, con tutte implicazioni in termini di tempo perso e rischio di danneggiamento.

Trascurare la logistica rappresenta quindi un grave errore, anche in considerazione del fatto che il processo non può essere interamente gestito dall’installatore, ma vede coinvolte altre figure. Oltre alla pianificazione, quindi, è necessario attivare una serie di procedure per verificare e garantire l’integrità dei prodotti da utilizzare, prevenendo così il rischio di identificare eventuali problemi solo in fase di test della rete, quando qualunque intervento si rivela costoso e aggravato dal rischio di ritardi nei tempi di consegna. Per questa ragione, al ricevimento della merce, è necessario effettuare la cosiddetta “receiving inspection”. Una verifica del materiale ricevuto che, spesso, è limitata del contenuto delle singole scatole, per accertarsi della conformità tra quanto ordinato e quanto consegnato. Un simile controllo, per quanto utile, non offre però garanzie, soprattutto in termini di conformità e corretto funzionamento. Oltre a contare i pezzi consegnati, è infatti opportuno accertarsi, quantomeno, dell’integrità delle confezioni.

Pur non essendo un indicatore assoluto, infatti, lo stato dell’imballaggio permette di raccogliere una serie di informazioni sulla corretta gestione dei componenti. La presenza di un involucro bagnato, schiacciato o danneggiato può essere indicativa di danneggiamenti del contenuto, ma anche di uno stoccaggio approssimativo, che potrebbe avere ripercussioni sul corretto funzionamento dei singoli componenti. Lo stoccaggio a temperature estreme, ma anche una lunga permanenza sotto il sole, possono infatti danneggiare anche componenti passivi come cavi e connettori, soprattutto quando sono stati sviluppati per l’impiego in ambiente protetto, con ripercussioni sulle prestazioni dell’intera rete.

Più valore ai componenti

Se la logistica del fornitore è stata condotta in modo adeguato, anche le fasi tra il ricevimento e l’installazione devono essere adeguate. Sulle schede tecniche dei singoli prodotti vengono indicate la temperature limite di stoccaggio. In ogni caso, anche per gli elementi passivi destinati all’impiego in interni, uscire dal range compreso fra 0 e 50 °C comporta tipicamente problemi. In particolare, soprattutto con temperature inferiori alla zero, i cavi non devono essere maneggiati.

Il freddo, infatti, provoca un irrigidimento delle guaine, che potrebbero danneggiarsi a causa delle sollecitazioni indotte dall’inserimento nella canaline. Analogamente occorre ricordare che i componenti classificati “office” sono ingegnerizzati per funzionare tra 20 e 60 °C. Per tale ragione, quando esiste il rischio di condizioni ambientali differenti, è indispensabile scegliere soluzioni adeguate ad ambienti estremi. Proprio la scelta di soluzioni non è limitata ai soli componenti di una singola categoria, ma deve prevedere un approccio completo, che prenda in considerazione anche tutte le protezioni necessarie per evitare i possibili danneggiamenti dei cavi stessi, sia in fase di posa sia in quella più propriamente operativa. Il tutto senza dimenticare che, qualora la rete debba supportare applicazioni Power over Ethernet, è necessario adottare cavi adeguati.

Tutte queste decisioni, anche per evitare intoppi in fase di installazione, devono essere assunte in fase preventiva, quando si effettua la visita ispettiva sul cantiere. Limitarsi a compiere le scelte in base a disegni e progetti, infatti, impedisce di cogliere le reali peculiarità di ogni singola installazione, con il rischio di non possedere le necessarie attrezzature. Solo durante il sopralluogo è infatti possibile comprendere anche quante dovranno essere le persone da coinvolgere, individuando la necessità di opere murarie o di soluzioni tecnologiche particolari. Tutte informazioni utili per ottimizzare l’intervento, ma anche per proporre un preventivo che, pur consentendo un adeguato margine, non esponga al rischio di proporsi a prezzi eccessivamente elevati rispetto ai concorrenti. 

Vince lo standard

Un’attenzione particolare, inoltre, deve essere posta nella scelta dei componenti utilizzati per realizzare l’infrastruttura di trasmissione dati. Complice l’affermazione della comunicazione su protocollo IP, il cablaggio strutturato impone l’impiego di componenti che, pur essendo differenti nei dettagli, sono regolati da standard.

Questo implica che, almeno sulla carta, tutti i prodotti si assomigliano e sono compatibili tra loro. Una differenza sostanziale, ad esempio, rispetto agli arredi, dove i materiali sono regolati da leggi, ma non da standard. In un cablaggio strutturato, invece, non si possono riscrivere gli standard, così come è poco consigliabile affidarsi a soluzioni “originali”. Unica eccezione, benché da considerare con attenzione, potrebbe essere concessa a un grosso vendor in grado di proporre soluzioni non ancora standardizzate. Anche se questo non implica che eventuali miglioramenti verranno effettivamente accettati dal mercato. Per tale ragione, se vengono proposte caratteristiche innovative rispetto a quelle indicate dagli standard, è opportuno verificare che analoghe soluzioni siano offerte almeno da altri tre produttori. In caso contrario si corre il rischio di affidarsi a prodotti che, nel prossimo futuro, usciranno dal mercato, impedendo così la sostituzione di eventuali componenti danneggiati o l’espansione della rete esistente. 


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