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Casa sicura = casa intelligente = casa per tutti

05/08/2013

di Elvy Pianca

 

Crisi e nuove esigenze di sicurezza: l’home automation, oggi, non è più avvertita come “roba da ricchi”. Anzi, questo segmento di mercato, secondo le più recenti ricerche, è in continuo aumento. Ma una casa sicura può essere, nello stesso tempo, anche una casa intelligente. Grazie alle nuove tecnologie che girano su IP e che consentono di portare i controlli e l’automazione dappertutto. Ma anche grazie alle soluzioni che integrano la videosorveglianza e che, quindi, permettono di “vedere” in tempo reale quello che succede tra le mura della propria abitazione. Con un particolare interessante: nelle nuove soluzioni di automazione per la casa i prezzi sono in discesa.

 

La crisi sta modificando anche la generale percezione della sicurezza.
Forse anche per questo i dispositivi per la home automation che garantiscono sicurezza all’interno delle mura domestiche non sono più avvertiti come “roba da ricchi”, ma come una necessità basilare. E non sarà un caso che, anche nelle fiction televisive più diffuse, hanno iniziato a fare capolino come prodotti inseriti a fini commerciali, pure i sistemi di allarme.
Lo step successivo è che, dalla sicurezza, si può con pochi passi passare a tutti quei servizi che conferiscono alla casa anche l'intelligenza: gestione dell’illuminazione, dell’HVAC, dell’entertainment, con un occhio di riguardo al contenimento dei consumi e all'ambiente.
Vediamo quindi nei dettagli, partendo da questa forte esigenza di sicurezza, come si è evoluto e si sta evolvendo il mercato della home automation, per avviarsi a diventare di massa.


Antintrusione first

 

La “base tecnologica” sulla quale costruire la sicurezza residenziale è il sensore di intrusione, che può utilizzare tecnologie fisiche oppure elettroniche per rilevare un accesso illecito e che oggi è in grado di dire anche luogo e momento in cui si è verificata l’intrusione. Il fattore più critico resta il falso allarme, anche se l'evoluzione tecnologica consente di ridurre al minimo il problema.
Un altro aspetto non trascurabile riguarda la riduzione dei costi di manutenzione e la facilità di sostituzione della batteria. In tal senso, esistono dispositivi che si autoalimentano, in certi casi sfruttando l’illuminazione naturale degli interni (la stessa del fotovoltaico) oppure l’energia cinetica causata dal movimento. Inoltre, i sensori per le case devono quasi di necessità disporre di funzione anti-pet per riconoscere gli animali domestici senza far scattare l'allarme.

 

In ogni modo, la principale discriminante per la diffusione dei sistemi di sicurezza nelle abitazioni private è la possibilità di vedere realmente quello che succede a casa propria: i proprietari sono infatti più portati a credere a un’immagine, anche se non di ottima qualità (ma la tecnologia oggi risolve anche questo) piuttosto che al segnale di allarme trasmesso dal sensore. E anche se i prezzi delle soluzioni di videosorveglianza sono più elevati di quelli di un sistema di allarme, il vero must sono le soluzioni integrate, che permettono un confronto continuo tra l’allarme inviato dal sensore e le immagini registrate dalla telecamera e magari trasmesse sul dispositivo mobile o pc. Un'integrazione che risolve pure la questione dei falsi allarmi.

 

La facilità di installazione e di regolazione devono poi essere al top, in un sistema per l’home automation, insieme però al design e all’estetica del prodotto. Ad esempio, l’alloggiamento del sensore - aspetto trascurabile nell’industria e anche nel building - in questo caso diventa invece fondamentale. Così come, ma questo vale ormai per tutti i settori dell’automazione, la possibilità di portare i controlli su smartphone, molto più facile da usare rispetto a un controllo remoto tradizionale.

 

Casa sicura = casa intelligente

Ma il vero concetto rivoluzionario entrato nell’opinione comune è l’equazione casa sicura = casa intelligente. Chi si occupa di automazione sa che, una volta inserito un sistema di sicurezza, il più è fatto e ci vuole molto poco a controllare anche tutti i dispositivi che governano una casa, dall’illuminazione al riscaldamento/condizionamento, dall'home entertainment per arrivare al controllo dei consumi e alla gestione smart degli elettrodomestici. Per fare un esempio banale, il medesimo sensore che ci avvisa del passaggio di un intruso può anche accendere e spegnere una luce al nostro passaggio. E oggi, grazie all’evoluzione tecnologica, di solito un qualsiasi sistema di allarme incorpora mappe elettroniche, operazioni multimediali, software di gestione e di controllo. Insomma, tutto quello che serve per rendere la casa davvero non solo sicura, ma anche intelligente. Prima, c’era solo il GSM: oggi, invece, abbiamo l’interazione tra i diversi sistemi e la possibilità di portare tutto sul dispositivo mobile tramite IP. E, grazie alle tariffe “flat” previste ormai da tutti gli operatori di telefonia, anche i costi sono diventati accettabili.

 

Del resto, il mercato della cosiddetta home automation è in continua crescita: secondo una recente ricerca MarketsandMarkets, il CAGR è pari al 16,1 per cento e si stima che si passerà dai 16,9 miliardi di dollari del 2011 fino ai 35,6 miliardi del 2016. Un’altra analisi di mercato, curata da ABI Research, evidenzia che l’unico segmento dell’automazione di case ad essere stato influenzato dalla recessione è stato quello dei sistemi di lusso - che, peraltro, sono per natura per pochi - mentre sono in continua crescita i sistemi basati sugli standard più diffusi, sia per la sicurezza sia per l’automazione in generale. Molto diffusi, soprattutto Oltreoceano, i sistemi Do-IT-Yourself, che consentono un’ulteriore riduzione dei costi di installazione e che sono figli di quel plug&play che è tuttora una meta da raggiungere per i principali sistemi.

 

Sicura, intelligente, per tutti

I dati ci dicono, quindi, che la “casa sicura e intelligente” non è più un’idea o un privilegio per pochi, ma si è avvicinata a un mercato molto più vasto, grazie all’evoluzione tecnologica e alla riduzione dei costi dei dispositivi. Infatti, molti produttori hanno creato dei pacchetti convenienti, che offrono funzionalità utili e soprattutto semplici. Perché la vera killer application, particolarmente in questo settore, è stata la facilità di gestione, un aspetto indispensabile se si pensa che i sistemi di home automation devono essere usati dal bambino all'anziano. Anzi, proprio loro sono i destinatari ideali di molte applicazioni per la sicurezza e il comfort. Un esempio banale: la possibilità di chiamare o inviare messaggi in caso di malore o di incidenti.

L’integrazione delle diverse piattaforme e la loro convergenza su IP, ossia Internet e dispositivi mobili, consentono poi agli utenti di un qualsiasi sistema di automazione, anche per la casa, di “portarsi dietro”, ovunque siano, la gestione e il controllo. Tutte le soluzioni, così, si stanno muovendo verso l’IP…e non potrebbe essere diversamente: la struttura di rete risulta notevolmente semplificata e si possono anche ridurre i costi di installazione e di cablaggio: ad esempio, i cavi per video, audio, dati e controllo tradizionali possono essere unificati in un unico cavo Cat 5 o a fibre ottiche.
Insomma, forse ci siamo davvero e possiamo aggiungere un termine all’equazione casa sicura = casa intelligente, ossia: casa per tutti, non più solo per pochi eletti.

 


Tag:   home automation,   IP,   sicurezza,   antintrusione,   domotica,  

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