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Il Decreto del fare disfa i settori TLC/ICT/IP Security

01/07/2013

Eros Prosperi - Vicepresidente Vicario di Assotel, Associazione Operatori Telefonia & Telematica

Sebbene l’art. 3 della direttiva 2008/63/CE preveda “un’idonea qualificazione tecnica per l’allacciamento, l’installazione e la manutenzione di apparecchiature terminali” e in vari comparti dell’impiantistica si definiscano percorsi di qualificazione per le imprese al fine di garantire la più ampia salvaguardia e tutela del mercato, non possiamo non sottolineare come le abrogazioni previste dal Decreto in tema di impianti e sistemi di comunicazione elettronica generino un vero e proprio vuoto normativo che non può non preoccupare gli operatori di settore.

Ora qualsivoglia sistema o impianto elettronico, per il solo fatto di essere interconnesso ad una Rete Pubblica di Comunicazione Elettronica, non rientrerà in alcun ambito normativo e potrà essere realizzato installato e manutenuto da entità senza alcuna dimostrata e dimostrabile qualificazione professionale. Se l’intendimento del Governo era quello, lodevole, di incentivare la ripresa economica attraverso lo stimolo alla crescita organizzativa e occupazionale delle attività imprenditoriali del settore, l’Art. 10 del Decreto di certo va nella direzione opposta.

Infatti, se fino a ieri regole chiare e definite imponevano alle aziende intenzionate ad operare seriamente e continuativamente sul mercato TLC/ICT e IP Security di dotarsi di un'organizzazione composta da figure professionalmente qualificate, è ciò a tutela della qualità dell’opera, oggi il rischio è che, per adeguarsi ad un mercato che certamente verrà vieppiù invaso da improvvisatori - se non da lavoratori in nero - le aziende saranno costrette a disfarsi di figure professionali fino a ieri indispensabili. Un tema, quello dell’occupazione del comparto, che è stato recentemente discusso presso il Ministero delle Sviluppo ad un tavolo dedicato alle problematiche occupazionali del settore, al fine di rilanciare il comparto stesso, attraverso una politica industriale votata all’innovazione tecnologica.

Chiediamo che il Ministero prenda in seria considerazione la situazione delle nostre imprese - imprese che, in un contesto economico assai difficile per il comparto TLC/ICT/IP Security, hanno fatto sacrifici per conservare posti di lavoro a tempo indeterminato, hanno continuato ad investire sulla preparazione e sulla professionalità pur di poter qualificare la propria professionalità col riconoscimento di Aziende Autorizzate dal Ministero dello Sviluppo Economico. L’auspicio della categoria è che il Ministero riveda le proposte del Decreto, al fine di ottimizzare quanto di buono contenuto nel testo, senza penalizzare, però, imprese e lavoratori del settore TLC/ICT/IP Security.

Così il Decreto del fare diventa un Decreto del disfare, che amplifica le difficoltà di  un comparto che negli ultimi anni ha già sofferto, in primis a causa del mancato investimento in infrastrutture tecnologiche che l’intero Sistema Paese attende. Investimenti invece assolutamente necessari, se vogliamo traghettare la nostra economia verso una maturità piena e verso opportunità nuove.

www.assotel.it


Assistal sul Decreto del Fare
Assistal esprime forte preoccupazione sul recente Decreto del “Fare” che, con l’abrogazione delle norme che regolano l’attività di installazione e manutenzione di impianti di telecomunicazione, rischia di produrre una pesante ricaduta sotto il profilo occupazionale e, nel contempo, di compromettere il livello qualitativo delle infrastrutture TLC: elemento imprescindibile per la crescita e l’innovazione del nostro Paese.
Maurizio Esitini, Direttore Assistal


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