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HD-sdi vs. IP megapixel: 0-0 palla al centro

15/06/2013

di a&s International

Fuoco fatuo, tecnologia di semplice transizione, tecnologia di nicchia, “colpo di coda” di un mondo analogico ormai destinato a essere sorpassato da quello digitale… Sin dal lancio nel 2009, l’HD-CCTV – noto anche come tecnologia HD-sdi – ha suscitato reazioni contrastanti e appellativi non sempre lusinghieri. Sostenitori e detrattori continuano ancora oggi a discutere dei pro e dei contro di questa tecnologia, che offre i vantaggi dell’alta definizione bypassando il passaggio ai sistemi IP. Resta il fatto che l’HD-sdi è oggi presente in tutte le più importanti fiere internazionali. Gli operatori del mercato asiatico (Giappone e Corea in testa) già lo preferiscono all’IP, e anche in Italia c’è una sempre maggiore apertura. È forse giunto il momento della riscossa?

In principio era lo scetticismo: quando l’HD-sdi è stato lanciato nel 2009, i più scommettevano sul suo rapido fallimento. Dopo più di tre anni, però, quasi tutti gli operatori hanno ormai inserito nei propri cataloghi qualche soluzione HD-CCTV, e almeno per ora questa tecnologia non sembra proprio destinata a una prematura scomparsa. Anzi: in Asia sta diventando di moda. La sua presenza nelle principali fiere di settore è sempre più massiccia, mentre paesi come il Giappone e la Corea la preferiscono già ai sistemi over IP. E anche in Italia (dove pure le vendite non paiono ancora decollate) molti professionisti del settore cominciano a mostrare una maggiore fiducia – o, se preferite, una minore diffidenza.

Consideriamo innanzitutto i fatti: questa tecnologia permette di trasmettere in digitale i segnali HDTV sui tradizionali supporti TVCC senza compressione e con un tempo di latenza (dai 40 ai 50 millisecondi) non percepibile a occhio nudo. Se le infrastrutture preesistenti e il cavo coassiale installato hanno i requisiti giusti, la migrazione dall’analogico tradizionale diventa pressoché immediata, con una notevole semplicità di installazione, costi inferiori e un training semplificato dal fatto di poter preservare l’interfaccia utente (DVR). Last but not least, la qualità delle immagini è innegabilmente elevata: grande nitidezza, nessuna distorsione, nessun fotogramma perduto, un basso SNR (rapporto segnale/rumore) e un’elevata gamma dinamica (DR) permettono all’HD-sdi di offrire prestazioni anche superiori rispetto alle telecamere IP.

Miglioramenti in corso

A dispetto dei vantaggi sopra elencati, la penetrazione di mercato dell’HD-sdi è ancora relativamente bassa per molteplici ragioni: dai problemi legati alla disponibilità e alla consegna di sistemi e componenti ai prezzi mediamente ancora elevati. Tanto che (fatto salvi alcuni pochi, isolati casi) non si riscontrano ancora, neppure nei paesi orientali, applicazioni su larga scala. Il punto – spiegano i sostenitori dell’HD-CCTV – è che abbiamo a che fare con una tecnologia che è ancora nella fase iniziale del proprio ciclo di vita. Che ci siano problemi da superare è ovvio e inevitabile, ma forse qualcuno ha dimenticato che sono serviti parecchi anni prima che i sistemi over IP raggiungessero la maturità ed entrassero “a regime”. Alcuni miglioramenti sono, del resto, già riscontrabili. In alcuni casi i prezzi cominciano ad abbassarsi, rendendo l’HD-sdi una soluzione più conveniente della tecnologia IP, in particolare per gli impianti di piccole dimensioni (sotto le 16 telecamere) dove l'IP non riesce ancora ad essere cost effective.

Grazie ai passi avanti compiuti sul fronte della tecnologia chip e all’introduzione delle connessioni in fibra ottica, si sta anche superando il problema della distanza di trasmissione a corto raggio. Se un tempo superare i 100 metri era un problema (ritenuto fra i maggiori limiti di questa tecnologia), oggi è possibile triplicare quella distanza e moltiplicare le potenziali applicazioni grazie al progressivo svincolamento dell’HD-CCTV dalle “catene” del coassiale. Un’altra originaria carenza – la mancanza di una piattaforma unificata per il video management – è stata anch’essa superata grazie alla possibilità di gestire i video attraverso un server SDI che converte i segnali, facendo sì che i dati possano essere elaborati da un qualsiasi sistema NVR o VMS. Quanto alla possibilità effettiva di utilizzare i cavi e le infrastrutture esistenti, l’HDcctv Alliance spiega che un cavo può essere utilmente reimpiegato solo se presenta determinate proprietà fisiche e se le sue terminazioni sono di una certa qualità. Quindi: se le infrastrutture preesistenti sono vetuste, il necessario cablaggio ad hoc farà inevitabilmente lievitare i costi. Bisogna tuttavia considerare che ci sono segmenti verticali (come quello finanziario/bancario) nei quali il diffuso utilizzo dei cavi coassiali, l’esistenza di ampie infrastrutture analogiche proprietarie e la presenza di standard qualitativi sopra la media rendono potenzialmente semplice, veloce e conveniente il passaggio all’HD-sdi.

Falsi pregiudizi

Come sottolinea anche il magazine a&s China, i primi anni di vita dell’HD-CCTV sono stati accompagnati dal proliferare di pregiudizi che, forse, sarebbe ormai tempo di abbandonare. Vediamone alcuni e commentiamoli “col senno di poi”.

1) I DVR HD-sdi supportano pochi canali: NO. Basti ricordare che matrici da 64 canali sono già in uso nel monitoraggio del traffico stradale e nel settore bancario/finanziario.
2) La selezione di prodotti è scarsa: NI. Le soluzioni oggi a disposizione sono ormai piuttosto complete. Numerosi produttori offrono videocamere CMOS e CCD, DVR, TV wall, matrici e VMS.

3) Gli end user conoscono poco questa o non sono interessati all'HD-sdi: NI. Di pari passo con la crescita dell'interesse verso l’HD, cresce anche l’interesse verso l’HD-sdi e la maggiore consapevolezza delle differenze rispetto all’IP potrebbe accrescerlo ulteriormente.

4) L’HD-sdi richiede una capacità di archiviazione eccessiva, dunque troppo costosa: NO. Questo pregiudizio pare ormai privo di fondamento. I produttori di chip hanno infatti sviluppato sistemi SoC che aiutano i DVR a comprimere i video e ad archiviarli con un’efficienza sostanzialmente analoga a quella dei sistemi over IP.

Nodi irrisolti

Esaminati i problemi ormai risolti e smontati alcuni falsi pregiudizi, restano comunque da sciogliere alcuni nodi che potrebbero seriamente ostacolare la diffusione su larga scala dell’HD-sdi e decretarne la fine prematura. La standardizzazione è, forse, il principale.
Senza standard predefiniti per videocamere, cavi coassiali, connettori, codificatori e DVR, l’interoperabilità e l’integrazione con altre tecnologie di rete diventano assai difficili, moltiplicando i potenziali punti di guasto e rendendo instabile il sistema. In altri termini, non si può pensare a un’adozione su larga scala (e quindi all’HD-CCTV come reale alternativa all’IP) fino a quando non sarà stato raggiunto un adeguato livello di standardizzazione.

Non bisogna poi dimenticare che l’HD-sdi, insieme ai vantaggi, eredita anche i limiti dell’analogico tradizionale (scarsa scalabilità e minore flessibilità, ad esempio), e che se la qualità delle immagini è indiscutibilmente molto elevata, qualche dubbio viene sollevato sulle capacità dell’analitica video, non necessariamente superiore a quella offerta dai sistemi over IP. Infine, c’è l’annosa questione dei costi di installazione, sulla quale i pareri sono ancora contrastanti. Oltre agli aspetti già evidenziati, sembra che non sempre basti cambiare DVR e telecamere per fare il salto all’HD-sdi. Diversi operatori sostengono che è spesso necessario sostituire anche gli apparecchi del front-end, i ricetrasmettitori ottici, i registratori del back-end, i monitor e i processori, con costi ben più elevati del previsto.

0-0, palla al centro

In conclusione: sarebbe fin troppo facile sostenere che in un mondo globalizzato nel quale la digitalizzazione e l’interconnessione sono sempre più pervasive non ci sia spazio per una tecnologia analogica (e, quindi, sostanzialmente chiusa) come l’HD-sdi. La partita è ancora aperta, e potrebbe riservare interessanti sorprese. Il fatto che vi siano due tecnologie in competizione fra di loro è comunque positivo per il mercato: a prescindere dal modo in cui si risolverà questo confronto, i clienti potranno infatti beneficiare di maggiori opzioni di scelta. E di prodotti migliori. 0-0, palla al centro.

 

 

 


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