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Mobile, IP, intrusione: evoluzioni tecniche tracciate dal mercato

27/05/2013

di Elvy Pianca

Nel 2011, sistemi d’allarme, controllo accessi e perimetrale hanno registrato dei numeri positivi. Attendiamo i bilanci 2012 per fare previsioni più aggiornate al presente, ma resta un fatto incontrovertibile: per sopravvivere bisogna certamente evolversi nella direzione di soluzioni più snelle, “mobili” e cost-effective. In USA vanno molto le soluzioni “a tempo” o il do-it-yourself. E da noi? Anche l’antintrusione, come peraltro tutta l’automazione, si sta indirizzando verso l’IP. Grazie a piattaforme tecnologiche che consentono di gestire pressoché tutto in tempo reale e di vedere, su smartphone o tablet, ciò che realmente succede quando scatta un allarme. Una verifica dell’allarme che finalmente azzera il problema n. 1 dell’antintrusione: il falso positivo.

Dove sta andando il mercato dell’antintrusione e, soprattutto, come sta andando?
Alla seconda domanda, miracolosamente per i tempi che corrono, possiamo dare una risposta positiva. Secondo analisi recenti, infatti, il mercato PID&PS (Physical Intrusion Detection & Prevention Systems: sistemi d'allarme, controllo accessi e sicurezza perimetrale) ha recuperato dopo la prima ondata recessiva e sta mostrando una crescita abbastanza promettente, sia perché si sono ripresi i progetti che erano stati tenuti in stand-by in periodo di crisi, sia perché il progresso delle tecnologie consente di fare sempre meglio, e anche spendendo meno.

Il mercato dei sistemi di controllo accessi, tra tutti, sembra essere destinato a crescere a un ritmo più elevato, perché, in numerosi Stati, il budget della sicurezza è stato aumentato e la vera killer application in questo settore, è la biometria, che ha migliorato in maniera forse decisiva l’efficacia dei processi di identificazione e di autenticazione. Ma, stando agli esperti, ormai senza integrazione si va poco lontano, e meglio ancora se l’integrazione gira su IP, in modo da realizzare un sistema “olistico” che comprenda tutti i diversi segmenti - non solo della sicurezza, ma, più in generale, della stessa automazione.

Numeri nel mondo

Vediamo i dati elaborati dall'analista americano MarketsandMarkets.
Secondo questa ricerca di mercato, il settore PID&PS nel quinquennio 2012-2017 raggiungerà i 16,3 milioni di dollari nel 2017 con un CAGR (tasso di crescita annuale composto) in salita del 7%.L'area geografica in cui si prevede una crescita maggiore è l’America, con gli Stati Uniti in testa, dove la sensibilità per la sicurezza è elevata e le politiche del Governo e dei singoli Stati sono maggiormente orientate verso questo tema. Seguono l’area dell’Asia-Pacifico e l’Europa.

Ma è, in particolare, dalle zone del Medio Oriente e dall’Africa che, stante le continue condizioni di guerra, più o meno dichiarate, sta sorgendo un’impressionante domanda di sicurezza, sia a livello istituzionale, sia da parte di privati cittadini, proprietari di negozi e di uffici. Ovviamente le condizioni di rischio generano una richiesta di dispositivi e di tecnologie sia per il controllo accessi, sia per il rilevamento delle intrusioni. Ma anche il perimetrale è molto richiesto.

Evoluzione del servizio

Dal punto di vista dell’evoluzione tecnologica, invece, sta avendo un notevole successo nel mercato residenziale dell’antintrusione negli Stati Uniti il pacchetto di monitoraggio e controllo “a tempo”, con contratti rinnovabili di mese in mese (quindi, teoricamente, attivabili anche solo ad agosto) e l’utilizzo di sistemi wireless che possono essere spostati con facilità dalla casa di città a quella di campagna. Una bella comodità abbinata a prezzi – par di capire - concorrenziali rispetto a installazioni fisse e a contratti di monitoraggio a lungo termine.

L’approccio, insomma, è radicalmente diverso rispetto a quello dei sistemi di sicurezza residenziali tradizionali e anche rispetto ai comuni contratti di manutenzione e di assistenza a margine degli stessi. Un concetto più simile all’idea che ha decretato il successo della “pay per view”.

Flessibilità e convenienza sembrano quindi essere le parole d’ordine per il mercato dell’antintrusione. In particolare in questo periodo, l’industria e i servizi stanno cambiando pelle per crescere: non rappresentano un caso il successo dei contratti “estivi”, l’aumento dei fornitori “stagionali” o, ancora, soprattutto all’estero, il do it yourself.

In Italia

Finora, abbiamo parlato della situazione a livello mondiale.
Tornando a casa nostra, per una volta riscontriamo che l'Italia è in linea con l'andamento globale. Secondo l’indagine Italian Securiy Leaders 2011, realizzata da a&s Italy in sinergia con KF Economics e pubblicata sul numero 18/2012, tra le aziende produttrici, il segmento più dinamico – ossia quello che ha mostrato le maggiori variazioni rispetto al 2010 - risulta essere proprio quello dell’antintrusione, con una redditività media del 9%, una crescita del 22% (ma risaliva la china di un brutto tonfo a doppia cifra nel 2010) e una notevole fidelizzazione della clientela.
Tutti fattori che hanno portato ricavi complessivi per 223.742 milioni di euro, considerando il solo - e non esaustivo - campione analizzato dalla ricerca.

E quali sono le applicazioni killer? Tutte quelle che garantiscono l’ottimizzazione dei processi, la flessibilità e l’integrazione. In altre parole, la convergenza su IP, diventata ormai interessante anche per i sistemi di PID&PS. Gli operatori intervistati da a&s Italy durante l’indagine di follow up lo confermano: l’antintrusione è cresciuta anche in periodo di crisi, guidata dal perimetrale per la protezione di siti produttivi di energia pulita e da un buon risveglio del mercato residenziale.
Servono soluzioni a basso costo ma efficaci, magari wireless e che rispondano alla necessità di non tirare cavi: una sorta di take-away anche per i sistemi di allarme.

Per rispondere alle esigenze di questi segmenti di mercato, le nuove soluzioni non possono prescindere da alcune caratteristiche che, ormai, sono diventate fondamentali, come la videoverifica dell’allarme su IP e la gestione, da remoto, tramite i cellulari smart (a fine 2012 il 20% degli italiani possedeva uno smartphone). Se, quindi, da un lato, gli operatori della videosorveglianza si sono allargati più in generale alla sicurezza, dall’altro vedere ciò che succede a casa, in ufficio o nel magazzino, nel momento in cui scatta un allarme, sono considerati feature indispensabili per ovviare al problema “storico” del mercato della sicurezza: il falso allarme.

Integrare su piattaforma IP

E come si fa ad integrare la videosorveglianza con la gestione di un sistema di sicurezza o, meglio ancora, di automazione, visto che lo stesso dispositivo mobile che consente di ricevere l’allarme di intrusione e di vedere quello che sta succedendo può anche accendere le luci e il riscaldamento o l’aria condizionata…e magari far partire anche qualche elettrodomestico?I brand più attenti stanno già sviluppando delle piattaforme software che girano su IP e che consentono l’integrazione tra i sistemi di security e building management - grandi come piccoli - e la gestione globale del TVCC. Naturalmente, questa piattaforma deve essere aperta e interoperabile per permettere la gestione, su un’unica interfaccia, dei vari sottosistemi: intrusione, controllo accessi, magari anche rilevazione incendio e building automation, con videosorveglianza costante. Le telecamere IP, in caso di potenziale minaccia, potrebbero anche far partire un intervento, una volta ricevuto l’ok dalla loro “interfaccia umana”. Un utente che, del resto, viene costantemente informato sul suo dispositivo mobile. Sullo stesso smartphone o tablet si potrebbe anche prevedere una “tastiera virtuale” per gestire i diversi scenari possibili - e non solo degli allarmi - e per vedere in streaming le immagini delle telecamere.

 



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