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Domotica: integrare per risparmiare ed essere sicuri

29/11/2012

Di cosa parliamo quando parliamo di domotica? Domotica, casa intelligente, home automation. Sono termini che si sentono e si leggono sempre più frequentemente negli ultimi anni, sia sulla stampa di settore che su testate più generaliste. Fin dalla sua nascita, avvenuta con la terza rivoluzione industriale nella seconda metà del novecento, la domotica ha racchiuso in sé un sogno, quello di una casa tecnologica a misura e a servizio dell’uomo, per migliorarne il quotidiano rendendo più semplici le azioni di tutti i giorni. Nonostante la voglia di dare forma e vita a questo sogno fosse grande, la domotica non ha compiuto quei balzi evolutivi che ci si sarebbe aspettati. Innovazioni tecnologiche più recenti hanno avuto sviluppi ben più ampi e veloci, basti pensare al web e alle reti. Dal 1991, anno della nascita di internet sono passati “appena” 21 anni, ma equivalgono a complete ere geologiche. Come mai lo stesso non è successo per la domotica?

Per una scienza che inseguiva il sogno della casa perfetta, i limiti potevano essere quelli dello sviluppo tecnologico delle soluzioni richieste. In realtà la ricerca in ambito tecnologico ha viaggiato a velocità doppia rispetto alla domotica: sono stati gli stessi produttori, con le loro strategie di sviluppo, a fungere da freno a mano, da zavorra. La strategia di puntare su sistemi proprietari, intrapresa dai principali player, ha sortito effetti opposti a quelli sperati, disincentivando anche i piccoli produttori, limitando le possibilità dell’utente finale e affossando di conseguenza il mercato.

Integrazione!

A distanza di anni dalla nascita della domotica, la strada percorsa è disseminata di insuccessi e non solo sul territorio italiano: parliamo anche del mercato europeo e mondiale. Circa l’80% delle aziende nate in questo settore nell’ultimo decennio sono scomparse dal mercato. Fortunatamente alcuni produttori illuminati hanno fatto tesoro degli insuccessi di altri, trasformando gli errori in spunti positivi per costruire strategie vincenti. Finalmente si è compreso che la parola d’ordine doveva essere integrare, e non escludere.

L’utente finale deve essere messo nelle condizioni di scegliere, deve sentirsi libero di acquistare i prodotti che più reputa validi ed affini al suo stile di vita, ma deve anche trovare nella domotica uno strumento funzionale che gli permetta di far “dialogare” tutte le tecnologie che ha in casa o in ufficio. Alcuni dei nuovi sistemi di home automation utilizzano i più diffusi protocolli di comunicazione e sono in grado di “dialogare” con tutte le apparecchiature e gli impianti presenti nelle abitazioni, e - cosa più importante - non necessitano di interventi murari invasivi per la loro installazione: sono prodotti che possono essere utilizzati sia cablati che wireless.

Domotica democratica

Questa filosofia contribuisce a contenere i costi per il produttore e conseguentemente per l’utilizzatore finale, rendendo la domotica alla portata di tutte le tasche e inducendo anche altri mercati, come quello immobiliare, a sfruttarla per rendere maggiormente appetibili le nuove costruzioni. Non è più solo l’edilizia di lusso o quella residenziale ad offrire soluzioni domotiche ai propri clienti, ma, in un’ottica di risparmio energetico e del miglioramento della qualità della vita, si calcola che oltre il 50% delle nuove costruzioni nel 2013 integreranno sistemi domotici.

Casa intelligente

Il tema delle energie rinnovabili e del risparmio energetico è uno degli argomenti che meglio si sposano con la domotica. Anche se non è il principale, è tra gli argomenti che più spinge l’utente a trasformare la propria abitazione in casa intelligente. Del resto, un prodotto che si ripaga da solo grazie al risparmio sulle bollette energetiche...non può non essere preso in considerazione da chi ha a cuore l’ecologia e il portafoglio. Anche l’innalzamento dell’età media può essere un ottimo argomento per spingere il mercato della domotica: considerato che il 30% della popolazione ha più di 65 anni, occorre infatti trovare soluzioni intuitive e intelligenti che facilitino la vita di tutti i giorni, che la rendano più semplice e più sicura. Allora, tornando alla nostra domanda iniziale, di cosa parliamo quando parliamo di domotica?

Parliamo di un settore che ha trovato - tardi - la propria maturità, ma che ora ha tutto il tempo per recuperare il terreno perduto. In Italia come nel mondo c’è grosso fermento: alcuni prodotti molto innovativi sono già presenti sul mercato, come Maze di Gps Standard, sistema che integra home security e building automation in un’unica soluzione sia per strutture residenziali, sia per piccole medie imprese. Altri si stanno attrezzando, come il neonato Home Lab, il primo polo per lo sviluppo della domotica aperto a Fabriano, che vede come capofila la Indesit della famiglia Merloni. Il mercato è insomma pronto ad accogliere nuovi prodotti e nuove soluzioni e la domanda comincia a crescere in modo consistente. Quel che resta da vedere è se l’offerta sarà finalmente adeguata. 

www.gps-standard.com


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