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Sicurezza “compulsiva”: come acquistare sicurezza senza prendere abbagli

15/10/2012

di Maurizio Cardinale

 

Spesso acquistiamo un impianto d’allarme pensando di proteggere i nostri cari ed i nostri beni così come ci promettono le inserzioni pubblicitarie, ma non è sempre così. Il termine “impianto d’allarme” è stato usato di proposito, perché compare spesso nelle dichiarazioni di conformità rilasciate dall’installatore al termine dei lavori. La dichiarazione di conformità è il documento prescritto dal DM 37/08 (ex. 46/90) che l’installatore compila per dichiarare che gli impianti oggetto del contratto sono stati realizzati ed installati secondo la regola dell’arte, ex. art. 6 del decreto stesso (vedi box). Se quindi l’installatore ha rispettato le norme, ed in particolare le CEI 79-3 ed EN 50131, si dovrebbe legittimamente dedurre che l’impianto possa essere considerato conforme alla regola dell’arte. Peccato che in tali norme non si parli di “impianti d’allarme”, bensì di impianti di Allarme Intrusione e Rapina (I&HAS). Se la dichiarazione di conformità non usa questa locuzione, potremmo aver acquistato – senza saperlo - un generico “impianto d’allarme”, che non è detto possa essere efficace quanto un impianto di Allarme Intrusione e Rapina. Come evitare questa ed altre spiacevoli situazioni?

 

Concettualmente, una buona soluzione Antintrusione e Antirapina (I&H) deve ritardare l’intruso od il rapinatore per il tempo sufficiente a permettere una reazione atta a limitare o ad escludere il danno. Una soluzione I&H completa è costituita almeno dai seguenti elementi:

 

Protezione Fisica, recinzioni, cancelli, barriere antisfondamento, porte blindate, vetri ed infissi antisfondamento ed/o antiproiettile ecc..

Protezione Elettronica, apparati atti a segnalare Intrusioni, Effrazioni e Rapine ed eventualmente visualizzare e videoregistrare le azioni messe in atto dagli aggressori per dare supporto alla vigilanza ed alle indagini della magistratura.

Servizio di Vigilanza, personale atto a vigilare ed a intervenire in tempi certi per limitare o scongiurare il danno.

 

Una soluzione I&H, per poter essere efficace, va integrata e gestita mediante delle procedure operative che legano tra di loro questi elementi. In soluzioni di una certa importanza e complessità è quindi necessario appoggiarsi ad un Consulente di Security, che valuterà il rischio e fornirà soluzioni e procedure con una visione a 360 gradi delle problematiche di Security. A tal proposito la nuova norma CEI 79-3, nel suo allegato K, sta introducendo alcune nuove figure professionali tra cui “l’esperto in impianti di allarme intrusione e rapina”. Nel caso più comune del cliente privato, che per ovvi motivi economici non può avvalersi di un Consulente di Security, è buona norma affidarsi ad un installatore professionista che abbia come attività principale la realizzazione di soluzioni I&H e che sia aggiornato sulle norme, ma anche sulle tecniche usate dai malviventi per superare le protezioni. Quest’ultimo punto è molto importante perché le norme sono molto lente a recepire i nuovi rischi - invece i malviventi sono molto veloci ad escogitare nuovi sistemi di elusione e forzatura. Casi emblematici sono quelli di alcune barriere a raggi infrarossi e di alcune serrature facilmente aggirate dai malviventi. Un installatore professionista sarà quindi in grado di valutare la classe di rischio del cliente ed escogitare le soluzioni atte a rendere la vita difficile al malintenzionato di turno.

 

Scegliere un professionista

 

La determinazione della classe di rischio permette di scegliere il livello di prestazione dell’impianto I&H più adatto al caso. Per fare ciò è importante illustrare con precisione all’installatore come e quando i locali da proteggere sono utilizzati e fornirgli ogni informazione utile a delineare le fonti di rischio. Bisognerebbe evitare di sminuire queste ultime con affermazioni del tipo “tanto da lì non passerà mai nessuno”, oppure pensare di sostituirsi alla professionalità dell’installatore con valutazioni come “ma quel sensore non le sembra di troppo?”, oppure usare il solo criterio del costo economico “la porta blindata del centro commerciale costa molto meno!”. Un installatore professionista utilizzerà i materiali più idonei al caso senza far spendere più del dovuto e soprattutto non andrà a raccontare in giro se un cliente possiede un Picasso o se i domestici hanno la sera libera il venerdì. E’ evidente che l’installatore debba essere scelto con estrema cura affinché si possa riporre piena fiducia nella sua professionalità e deontologia professionale. Nominativi di esperti di security e installatori professionisti sono rintracciabili presso le associazioni A.I.PRO.S., A.I.P.S. ed ERSI, il cui obbiettivo è la promozione della cultura della security.

 

Mix di misure di sicurezza

 

Chiarita l’importanza di affidarsi a professionisti della security, passiamo ad esaminare l’intreccio tra gli elementi di protezione fisica, elettronica e di vigilanza. Spesso, quando si progetta una soluzione I&H, non viene data la giusta importanza alla parte progettuale relativa alla sicurezza fisica. Questo probabilmente per l’errata convinzione che un impianto elettronico antintrusione sia sufficiente per evitare la visita dei malviventi. Non c’è niente di più sbagliato. Dobbiamo essere consapevoli che una barriera fisica è l’unico oggetto che si frappone tra noi ed il malintenzionato di turno. La barriera ferma o ritarda l’intruso, mentre il sistema di allarme antieffrazione ci avverte, per tempo, che qualcuno sta tentando di introdursi nella nostra proprietà. Dormire con le finestre spalancate, anche se allarmate, non è una buona idea perché, ammesso che si riesca a rilevare l’intruso, probabilmente questi sarà già con un coltello alla nostra gola a pochi secondi dal suono della sirena, rendendo vano ogni tentativo di reazione. Le performance degli infissi contro i tentativi di effrazione sono definite con una classificazione da 1 a 6, secondo le norme ENV 1627 e successive.

 

Nel caso delle porte di ingresso, se si tratta di una porta di accesso ad un appartamento in condominio dovrebbe essere almeno classe 3, mentre se la stessa porta è quella di una villetta isolata si dovrebbe salire almeno a classe 4. E’ sempre buona norma rivolgersi ad un esperto che saprà valutare le reali esigenze di protezione. A questo punto se nel nostro scenario tutti avranno lavorato bene, ci troveremo con il ladro fuori dalla nostra proprietà, che armeggia per entrare, ed il sistema di allarme antieffrazione che suona … suona … suona. Sì, appunto suona ma, se nessuno interviene o l’intervento non è abbastanza rapido, il ladro riuscirà a portare comunque a termine la sua azione criminale. Non è raro, dopo un furto, sentire i vicini che rilasciano dichiarazioni “gli allarmi in zona suonano così spesso che non ci faccio più caso”. E’ quindi importante che la segnalazione di allarme sia anche remotata verso il cellulare del proprietario, ma ancor meglio verso la vigilanza privata o le forze dell’ordine. Dovrebbe essere chiaro, a questo punto, che la scelta dell’installatore è cruciale rispetto alla scelta del prodotto per raggiungere l’obiettivo di dotarsi di un sistema antintrusione e rapina efficace.


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