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Il mercato della sicurezza è in pericolo!

27/09/2012

Di Rudi Foini, Amministratore delegato Protect Italia

 

Il mercato della sicurezza è in pericolo. Al giorno d’oggi le aziende del mondo della sicurezza sono considerate dei veri e propri “consulenti della sicurezza” il cui compito è quello di ascoltare le esigenze e capire le paure dei clienti finali per poi dopo fornire (“vendere”) delle soluzioni ideali e definitive che risolvano l’esigenza di sicurezza. Il valore di una consulenza non è facilmente valutabile e si mantiene nel tempo sempre se i risultati ottenuti soddisfano l’assistito. Ma cosa accadrebbe se in seguito ad una consulenza di sicurezza il cliente finale ponesse fiducia verso il suo consulente della sicurezza investendo in apparati “antifurto” e poi il furto si consumasse lo stesso? E se poi un altro consulente concorrente si presentasse a furto avvenuto dallo stesso cliente finale e lo informasse sull’esistenza di una nuova tecnologia che gli avrebbe permesso di risolvere il problema ma che l’altro consulente non gli ha proposto? E’ qui che entra appunto in gioco il valore della consulenza, dalla quale poi dipenderà il mercato stesso. Tanto più alta e risolutiva sarà la consulenza, tanto più alto rimarrà il valore di questa consulenza e delle tecnologie poi proposte. Tanto più bassa sarà l’efficacia di una consulenza, tanto più basso sarà il valore delle tecnologie proposte. Perché un utilizzatore finale dovrebbe spendere cifre più alte per tecnologie tradizionali magari costruite in Europa o America con “apparenti” livelli qualitativi superiori se comunque il furto non viene sventato? Si ricercheranno sempre le medesime tecnologie tradizionali ma a costi sempre più bassi attingendo anche a tecnologie economiche orientali, riducendo così sempre più i margini e mettendo in forte pericolo il comparto e il mercato della sicurezza. Questo è il motivo per cui il mercato della sicurezza è in pericolo ed è importante tenersi costantemente aggiornati sulle ultime tecnologie presenti sul mercato in modo da poter fornire all’utente finale una consulenza di alto livello per sventare i furti e di conseguenza accontentare il cliente finale stesso.

 

Il mercato della sicurezza ci propone oggi un’infinita serie di soluzione super-tecnologiche, ma purtroppo la sola tecnologia non è sempre sinonimo di certezza e quindi non sempre sufficiente per sventare i furti. Molto spesso esercizi pubblici, quali sale da gioco, oreficerie, tabaccherie, profumerie, catene commerciali, banche, etc., sono dotate di sistemi di allarme sonori e di videosorveglianza volti ad assicurare la massima sicurezza contro spaccate e furti in una società in cui il tasso di criminalità è in continuo aumento. I sistemi di allarme tradizionali, tuttavia, non sono sempre efficaci e spesso, anche se accompagnati da un sistema di videosorveglianza, non sono sufficienti poiché si limitano solamente ad avvertire l’esecuzione dei furti, ma non sono in grado di impedirlo. Normalmente un furto viene commesso in un lasso di tempo compreso tra i 2 e gli 8 minuti, mentre, una volta scattato l’allarme, il tempo medio che le forze dell’ordine impiegano per intervenire si aggira intorno ai 10-15 minuti - tutto il tempo necessario per portare a termine il furto. I sistemi nebbiogeni rappresentano la soluzione ideale del problema e forniscono alle attività commerciali ed ai privati una risposta concreta alle loro esigenze.

 

I sistemi nebbiogeni infatti sono in grado di bloccare concretamente i furti sul nascere e rappresentano quindi la necessaria complementarietà per innalzare il livello di sicurezza e trasformare un semplice sistema di allarme in un reale sistema antifurto. La potenza dei sistemi nebbiogeni sta nella loro capacità di proteggere immediatamente i beni nei primissimi secondi, che, unita ad una nebbia bianca e impenetrabile, consente non solo di rendere invisibili i beni e di bloccare i ladri prima ancora che essi possano accedervi, ma anche di avere la certezza che la nebbia di sicurezza non lasci alcun residuo e quindi sia adatta a proteggere ambienti particolarmente delicati e soggetti a furti, come ad esempio i negozi di ottica. La nebbia di sicurezza è completamente atossica, ecologica e innocua per persone, oggetti e apparecchi elettronici, e dopo la sua erogazione non lascia alcun tipo di residuo. Dotarsi di un sistema nebbiogeno significa dotarsi di un vero antifurto. Ripensando agli ottici, basta pensare alle migliaia di occhiali che vengono sottratti ogni anno. Nei negozi dove invece vengono installati i nebbiogeni l’epilogo cambia, poiché non appena il ladro entra nel locale scatta il dispositivo antifurto che fa entrare in funzione il sistema nebbiogeno e in pochissimi secondi una fitta nebbia bianca riempie il negozio creando un muro impenetrabile...e lasciando al malvivente, come unica soluzione, la fuga immediata a mani vuote.

 

Lo stesso vale per le sale dove si trovano slot machine, un bottino ambito da molti ladri che però, grazie ad un sistema nebbiogeno, rimane tale. Sempre più locali che possiedono slot machine ricorrono all’uso di un dispositivo di allarme, ma anche in questo caso un semplice allarme sonoro non è sufficiente poiché durante il tempo impiegato dalle forze dell’ordine per intervenire i ladri riescono a sottrarre il portamonete delle slot. Dotando il locale di un sistema di sicurezza nebbiogena le slot sono al sicuro, poiché dopo pochissimi secondi dal suo ingresso al ladro non rimane altra via se non la fuga, grazie alla fitta nebbia sprigionata nel nebbiogeno che non gli permette di vedere più nulla e gli fa perdere l’orientamento per almeno mezz’ora - tutto il tempo necessario per intervenire. Anche oreficerie, pelletterie e catene commerciali ricorrono sempre più spesso alla sicurezza nebbiogena per proteggere i loro beni. I primi secondi dopo l’intrusione sono preziosi: occorre fermare i ladri il prima possibile, senza concedere loro il tempo di agire e questo è proprio quello che fa il sistema nebbiogeno scattando non appena il ladro entra in azione ed obbligandolo alla fuga immediata. La tecnologia nebbiogena si basa sull’effetto attivo “del non vedo e non rubo”, che inibisce concretamente l’accesso al locale preso di mira.


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