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Il network nei sistemi IP CCTV

10/03/2010

Gli ultimi dati dell'autorevole IMS Research rilevano che, nonostante la profonda crisi economica, il mercato globale della videosorveglianza per l'anno 2009 ha registrato un trend di crescita positivo, seppur limitato per il mercato di videosorveglianza IP. Le nuove tecnologie della videosorveglianza IP, unitamente alle crescenti richieste di sicurezza - non solo da parte di grandi aziende, dalla Pubblica Amministrazione e dalle grandi organizzazioni ma anche dalle PMI, dalle attività commerciali nonché dal mercato residenziale - hanno di fatto aperto il mercato della "sicurezza fisica" alle aziende "IT" di grande, media e anche piccola dimensione. Viene però riconosciuta nel settore una carenza di competenze quando si tratta di implementare soluzioni IP.

Gli integratori IT non conoscono infatti le problematiche del mondo della sicurezza come il risk assessment, le procedure di security, le tipologie delle telecamere, il loro posizionamento, mentre gli installatori di sistemi di videosorveglianza analogici non hanno competenze del mondo IT (indirizzi IP, configurazioni RAID, tabelle di routing). Questo gap di competenze, e a volte anche culturale, deve essere però inteso come una sfida per inserirsi a pieno titolo in un mercato che, a mio avviso, sarà quello del futuro. In Italia il mercato prevalente è ancora quello "ibrido", ovvero quello che integra sistemi analogici e digitali, ma è indiscutibilmente orientato verso i sistemi completamente IP, non solo perché le tecnologie delle telecamere megapixel IP, l'HD, i software di compressione e di analisi video sono sempre più sofisticati ed i processori sempre più potenti ed affidabili, ma anche perché c'è una sensibile discesa dei costi degli apparati e dei relativi costi di gestione. Inoltre si delinea sempre con maggiore forza la spinta verso i sistemi IP da parte dei maggiori produttori di sistemi di videosorveglianza, con l'introduzione sul mercato di tecnologie sempre più sofisticate. Non è superfluo a questo punto individuare gli elementi tipici di un sistema di videosorveglianza IP. Esso si compone di componenti base (telecamere digitali megapixels, HD), video server (ibrido DVR o IP NVR), altri elementi di controllo (ATM, POS, ecc), sistema di archiviazione di rete, sistema di gestione locale, postazioni remote di accesso (PC, palmare, cellulare, ecc. )

I vantaggi di un sistema IP

Il sistema analogico è per sua natura chiuso, può quindi essere "controllato" solo da una postazione fissa e offre limitate e costose possibilità di integrazione/espansione. L'adozione di un sistema con tecnologia IP, che ha nel suo DNA la peculiarità di essere "illimitato", è in grado di offrire delle funzioni/prestazioni di alto livello, tra le quali:

  • Flessibilità. E' possibile aggiungere/spostare telecamere in forma scalabile, estendendo la topologia e la capacità della rete di trasmissione e del centro di gestione.

  • Scalabilità. I sistemi basati su reti IP consentono a tutte le applicazioni IT di condividere la stessa rete cablata o wireless per lo scambio di dati. E' quindi possibile aggiungere al sistema il numero di prodotti con tecnologia video di rete che si desidera senza dover realizzare modifiche significative o costose all'infrastruttura di rete.

  • Qualità delle immagini. Dalle telecamere analogiche con 0,1 megapixels si è passati a telecamere di rete capaci di trattare risoluzioni di 0,3 (VGA), 0,4 (4CIF), fino a 1-3,5, 8 Megapixels, a 180° a 360°, con compressioni MPEG4, MJPEG, M4PEG, H.264 e altri software di compressione proprietari in grado di migliorare le prestazioni di quelli standard.

  • Integrazione. L'IP permette un'integrazione con altri sistemi digitali di tipo PTZ, sistemi audio e ancora controllo accessi, building automation, POS (Punti di Vendita), ATM (Bancomat), antincendio, sensoristica.

  • Riduzione costi cablaggio. La possibilità di utilizzare il POE "Power over Ethernet", col quale si possono alimentare le videocamere direttamente tramite i cavi reti RJ 45, facilita l'impianto fisico e diminuisce le spese di cablaggio.

  • Analisi video integrata. Software di analisi video e gestione eventi come VDM ( Video Motion Detection), conteggio persone, identificazione di oggetti sospetti, individuazione movimento veicoli, identificazione oggetti lasciati incustoditi, ecc.

  • Registrazione e archiviazione praticamente illimitata e sicura con utilizzo dei dispositivi NAS (Network attached storage), SAN (Storage area network) e metodologia di tipo RAID (Redundand array of Independent disk).

  • Accessibilità remota, le telecamere di rete e i video server (NVR/DVR) possono essere configurati e gestiti in remoto, consentendo a più utenti autorizzati di visualizzare immagini in diretta e registrate in qualsiasi momento e, virtualmente, da qualsiasi postazione e posizione di rete nel mondo. Questo è particolarmente vantaggioso e importante se il cliente vuole fornire l'accesso al sistema (telecamere e NVR/DVR) a una terza parte, ad esempio un'azienda responsabile della sicurezza, l'azienda responsabile della manutenzione, ecc, fornendo piani di accesso e sicurezza su livelli diversi. Il responsabile della sicurezza dell'azienda (o la persona autorizzata) non è più vincolato alla postazione, infatti tramite PC o palmare (questo solo per sistemi piccoli) il responsabile può accedere ad internet, tramite autorizzazioni e controlli, dall'ufficio, da casa, dall'auto o dal treno (tramite internet key). La videosorveglianza IP necessita quindi solamente di una rete LAN, che può essere di tipo cablato o Wi FI, ed una connessione ad Internet ad alta velocità (ADSL).

I vantaggi di un sistema di videosorveglianza IP rispetto quello analogico sono quindi numerosi, ma possono essere sfruttati appieno anche da remoto con tutti i limiti infrastrutturali e di servizi presenti sulla rete del nostro paese?

Problema 1: la larghezza di banda

La larghezza di banda è probabilmente la risorsa più preziosa della rete e si deve utilizzare al meglio delle sue possibilità: se il sistema di sorveglianza IP usa più banda di quella disponibile, si possono infatti perdere immagini video e avere delle interruzioni nelle registrazioni. I produttori sono fortemente impegnati nella ricerca della migliore qualità e sensibilità delle telecamere (megapixel e HD), come pure nell'individuazione di protocolli di compressione sempre più efficienti, al fine di ridurre la velocità di trasmissione e le dimensioni dei dati (files) trasmessi dalle telecamere alla rete e quindi registrati nei relativi video server (NVR). Il nuovo protocollo di compressione H264 è in grado di ridurre le dimensioni dei files video digitali di oltre l'80% rispetto al formato Motion JPEG e fino al 50% rispetto al formato MPEG-4, senza ridurre la qualità delle immagini. Ciò significa che per la gestione dei files video sono necessari meno spazi di memorizzazione e larghezza di banda inferiore. E' quindi possibile ottenere immagini di qualità più elevata a parità di velocità di trasmissione in bit. Alcuni produttori hanno inoltre sviluppato software proprietari, i quali, integrandosi ai protocolli standard H264, MJPEG e JPEG, dichiarano una compressione dei dati fino al 90% rispetto al formato MJPEG, senza compromessi in termini di qualità delle immagini e con un'ulteriore sensibile riduzione della larghezza di banda. L'orientamento è quindi quello di fornire immagini di ottima qualità e velocità sempre più alte. La larghezza di banda è una risorsa preziosa ed è di fondamentale importanza per la crescita tecnologica, economica ed occupazionale del paese. Di banda larga si parla molto, ma è comunque utile darne una definizione. La raccomandazione I.113 del Telecommunication Standardization Sector dell'ITU (ITU-T) ha definito "banda larga" una capacità trasmissiva maggiore del primary rate ISDN, che per l'Europa è pari a 2 Mbit/s. Tuttavia anche velocità di 256 kbit/s sono comunemente vendute dai service provider come "banda larga". La diffusione della banda larga in Italia è estremamente eterogenea dipendente fortemente dal territorio. Secondo una recente indagine di Between (società di consulenza nel settore ICT che segue e monitora lo stato dell'arte attraverso l'Osservatorio Banda Larga), sono stati fatti discreti passi avanti nelle infrastrutture: ad esempio dal 2001 al 2007 è raddoppiata la copertura Adsl. A fine 2007 l'ADSL copriva il 94% della popolazione, con un incremento di 5 punti percentuali rispetto al dicembre 2006, ma i livelli di copertura continuano a far registrare grandi differenze tra le aree urbane (99%) e suburbane (94%). Mentre la copertura delle aree urbane è ormai prossima al 100%, anche se in alcune zone si registrano ancora problemi di natura tecnica, sono ancora 1.200 i comuni italiani totalmente o parzialmente privi di copertura ADSL e continuano a persistere situazioni-limite con aree completamente isolate dai segnali di internet veloce. Da notare, infine, la crescita davvero importante della banda larga del mobile: su oltre 30 milioni di Sim 3G quelle che fanno traffico IP sono circa il 30% e le internet Key sono più di 5 milioni.

Problema 2: cosa dovrebbe garantire un provider

Per connettere un sistema di videosorveglianza IP (sistema LAN/WAN) alla rete internet è necessario stabilire un'adeguata connessione di rete (la larghezza di banda ADSL/XDL è funzione del numero delle telecamere, del protocollo utilizzato, della compressione e della risoluzione) con l'Internet Service provider (ISP) più affidabile e richiedere:

  • un indirizzo IP pubblico e statico al fine di "identificare" in modo univoco la rete IP

  • garanzie sulla velocità di upload e download

  • tempi certi nell'installazione del router e firewall

  • back up automatico sul router (per sistemi grandi) su una rete diversa da quella principale,

  • SLA con penali

Di fronte a queste necessità operative, la risposta del sistema TLC italiano è piuttosto eterogenea e dipende grandemente dall'operatore ISP scelto, sia esso nazionale che locale. Infatti non tutti gli ISP forniscono garanzie sulla larghezza di banda, non tutti riescono a fornire un indirizzo IP pubblico e statico, alcuni lo forniscono ma solo con integrazioni economiche al contratto ADSL, altri ancora non danno accessibilità al router (che risiede nel loro centro servizi), alcuni ISP garantiscono connettività alla rete CCTV IP solo tramite i loro apparati, altri non hanno linee di back up, alcuni hanno uno SLA fittizio con garanzie praticamente nulle. La scelta dell'ISP è quindi di fondamentale importanza per la corretta funzionalità e fruibilità del sistema di videosorveglianza IP, perché è vero che quello che posso fare in "locale" non lo posso fare da remoto, ma mi ci posso avvicinare tanto più quanto è migliore la scelta dell'ISP. Un fattore fondamentale quindi, fino a ieri non considerato o almeno non necessario, per realizzare con successo un progetto di sorveglianza per la sicurezza e il controllo remoto basata su IP è la network assessment che deve essere realizzata contestualmente al Security Assessment.
La conoscenza del mondo delle telecomunicazioni, dei relativi operatori, delle tecnologie dei sistemi di videosorveglianza e dell'IT è fondamentale per fornire al cliente una soluzione ottimale, che risponda alle sue esigenze in funzione dei costi e delle prestazioni dei prodotti e che tenga in considerazione i limiti tecnologici e funzionali della rete in cui essi devono operare. A proposito di costi, quanto pesa la componente TLC sul costo complessivo di un sistema IP CCTV? La risposta sui prossimi numeri di A&S Italy.

di Pietro Cecilia


maggiori informazioni su:
http://asitaly.com/


Tag:   videosorveglianza,   IP,   PMI,   POE,   Power over Ethernet,   banda larga,  

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