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Mitologia, fatti e misfatti del senza filo

01/07/2012

Di Ivan Castellan, Branch Manager Italy di Risco Group

Per molti anni “senza filo” è stato sinonimo di rischio, quanto meno nel settore dell’antintrusione. Complici le prime applicazioni wireless, che non brillavano per affidabilità, il sistema d’allarme senza fili è tuttora oggetto di una certa diffidenza anche da parte degli operatori più aggiornati. E dire che da quando sono nati i primi sistemi via radio la tecnologia ha fatto passi da gigante, rendendo questi apparecchi non solo sicuri, ma addirittura indispensabili nei siti che presentano particolari vincoli architettonici o artistici.

Molti hanno la convinzione che i sistemi radio siano meno sicuri dei sistemi a filo…ma è vero? Le considerazioni che ho maturato sono:

  • il concetto di sicurezza è molto personale e, quindi, può essere diverso da persona a persona;
  • la diffidenza nei confronti dei sistemi radio è stata originata dai problemi causati dai primi sistemi radio.

Ognuno di noi si sente sicuro in condizioni anche molto diverse tra loro: tra chi non riesce a dormire se non con serramenti blindati ben chiusi e chi dorme lasciando le finestre aperte, vi sono molte sfumature e tutte egualmente rispettabili.

Sulla protezione dei beni in ambito residenziale, dove non vi sono obblighi specifici, vi è molta confusione e non sempre viene chiarito che la finalità dei sistemi antifurto è di informare chi, intervenendo, può impedire il furto. Per questo motivo prima si rileva un tentativo di intrusione e più possibilità vi sono per impedire il furto: meglio rilevare l’intruso quando è ancora fuori dai locali protetti che quando ha già forzato un serramento ed è entrato. Proseguendo su questa logica, ne consegue che anche la protezione fisica attraverso serramenti blindati o l’impiego di mezzi forti o teche blindate, a seconda del bene da custodire e proteggere, sono fondamentali: la protezione elettronica ha il compito di segnalare a chi può intervenire che è in atto un tentativo di intrusione; i mezzi forti hanno il compito di rallentare gli intenti dei ladri e permettere di intervenire prima che il furto sia portato a termine.

Tornando ai sistemi radio, hanno anche loro la possibilità i svolgere la stessa funzione dei parenti con i fili, anche se con la limitazione di dover usare componenti compatibili al sistema utilizzato o avvalendosi di soluzioni di altri produttori se accoppiabili ai propri trasmettitori. Quindi, avendo la possibilità di utilizzare sistemi filari, non vi è alcun dubbio che la scelta di componenti sia molto più estesa e la possibilità di personalizzare l’impianto sia superiore, ma questo non significa a priori che l’impianto radio sia meno sicuro. Ad esempio, in un ambiente soggetto al vincolo delle belle arti o, più semplicemente, dove non vi è la possibilità di usare i fili, è più sicuro installare un sistema radio o non mettere niente? Come accennato prima, la diffidenza nei confronti dei sistemi radio è stata originata dai problemi causati dai primi sistemi immessi sul mercato: da allora, però, l’evoluzione tecnologica ha permesso di sviluppare sistemi in grado di tranquillizzare anche gli installatori più diffidenti.

La prima - comprensibile e condivisibile – preoccupazione è dovuta al fatto che eventuali disturbi radio possano impedire il corretto funzionamento del sistema: vero! Il primo passo per minimizzare il rischio di problemi è quello di scegliere un sistema che usi una frequenza riservata, in tutta Europa, ai sistemi d’allarme e, cioè, tra 868,6MHz e 868,7MHz. Scegliere un sistema certificato in Europa fornisce la tranquillità di sapere che, in caso di disturbi radio, si può godere di una tutela legale che porti anche alla bonifica dei disturbi radio stessi.

Il secondo passo è quello di scegliere sistemi radio che possano misurare i disturbi radio presenti e che li mettano in relazione alla qualità della comunicazione radio tra la centrale e le proprie periferiche. In questo modo si ha la serenità di sapere che sono presenti le condizioni per avere il corretto funzionamento dell’intero sistema, oppure la certezza che è necessario intervenire per evitare problemi di comunicazione che sarebbero certi: o riposizionando dei componenti o adottando dei ripetitori di segnale. Una volta avute le rassicurazioni sul corretto funzionamento del sistema radio, restano le altrettante comprensibili diffidenze dovute alla vulnerabilità del sistema: senza fili è più facile sabotarlo…

Come ben sappiamo, non esistono dispositivi “non sabotabili”. Infatti tutti i dispositivi hanno dei limiti dovuti alla tecnologia costruttiva, ma la sapiente installazione e disposizione dei dispositivi stessi possono compensare questi limiti rendendo il “sistema” difficilmente sabotabile. Un sistema radio può essere attaccato in due modi diversi: impedendo al trasmettitore di inviare l’allarme o impedendo al ricevitore di ricevere gli allarmi. I dispositivi professionali mettono a disposizione la “supervisione” per evitare che i trasmettitori vengano ammutoliti e la verifica “dell’interferenza radio” per evitare che il ricevitore sia assordato.

Ulteriori servizi, ed in alcuni casi sicurezza, vengono forniti dai sistemi bidirezionali, dove la comunicazione radio non è limitata dal trasmettitore al ricevitore, ma passa anche dal ricevitore al trasmettitore. In questo caso, il trasmettitore si aspetta di ricevere la conferma di ricezione da parte del ricevitore. Inoltre, alcuni sistemi radio bidirezionali permettono di effettuare modifiche sulla programmazione dei trasmettitori o diagnosi funzionali anche da remoto. Fornite rassicurazioni sull’aspetto funzionale, per una scelta del sistema radio orientata alla soddisfazione dell’utente bisogna tenere conto della varietà e bontà dei trasmettitori radio disponibili. Alcuni sistemi non fanno rimpiangere affatto la mancanza dei fili. Non potendo usare sistemi a filo, affidatevi con fiducia a sistemi radio professionali.


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