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Sistemi antincendio: la nuova UNI 9795 e le norme per la corretta manutenzione

10/03/2010

di Elisa Panzeri - Ufficio Comunicazione ADT Fire & Security

Sicurezza è una parola che, da un po' di tempo a questa parte, è stata largamente bistrattata e utilizzata nei modi più disparati, spesso in maniera impropria o "scollata" dal contesto di conoscenza appropriato in cui utilizzarla. Nel 2010, in particolare, si affaccia più forte ed urgente l'esigenza di un'opportuna informazione in merito alla corretta procedura da applicare alla progettazione, installazione ed esercizio di sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme d'incendio, nel rispetto delle nuove normative e in merito a quanto sancito a livello internazionale. Il ruolo del legislatore oggi, più che mai, è fondamentale nel disporre dei mezzi per sensibilizzare l'opinione dell'immaginario collettivo operante in questo campo verso una maggiore auto-responsabilizzazione.

Attualmente è emerso come alcuni tecnici si improvvisino "esperti", confezionando aspettative ostentatamente superlative nei confronti degli utenti finali, ma che poi, pur dichiarandosi parte degli addetti ai lavori, non si dimostrino, sul campo, rigorosi e dediti alla propria mansione come invece dovrebbero.
Fornire indicazioni preliminari specifiche ed esatte e rafforzare i controlli sul possesso delle qualifiche e certificati di competenza dei manutentori (dalla dichiarazione di conformità alle relazioni tecniche, dai procedimenti di deroga ai verbali di collaudo) eviterebbe spiacevoli richiami dai responsabili di sicurezza, e soprattutto migliorerebbe il rapporto con il cliente finale. Purtroppo non esiste un codificato registro per definire se un installatore-manutentore sia più o meno qualificato rispetto al contesto in cui si trova ad operare. Tuttavia, per evitare che nella catena di gestione della sicurezza antincendio si creino anelli mancanti, si dovrebbe operare fin dal principio secondo le procedure ottemperate secondo le ordinanze e i requisiti richiesti dalla legge, dato che poi tutte le responsabilità rimangono a carico del proprietario della ditta. Queste le premesse poste sul tavolo del convegno-seminario "Sistemi antincendio: la nuova UNI 9795 e tutte le norme per la corretta manutenzione", organizzato lo scorso 26 febbraio da ADT Fire & Security – Tyco International, e A.I.P.S presso il Polo Didattico del Dipartimento dei Vigili del Fuoco di Dalmine, peraltro uno dei più importanti sul territorio nazionale ad ospitare questo tipo di iniziative.
Ottimo il clima di collaborazione tra le forze in campo, moderate all'interno di un dibattito vivace e formativo per gli Ingegneri, i Periti e i Progettisti specializzati a cui si è rivolto l'incontro: i relatori di un'azienda leader nell'antincendio quale ADT Fire & Security e i diversi presidenti di categoria si sono riuniti per offrire un'occasione di aggiornamento unica ed esclusiva in Italia, allo scopo di ottenere e condividere i migliori risultati. Tra i presenti, il Comandante dei Vigili del Fuoco di Bergamo Ing. De Palma, il Presidente del Collegio dei Periti Industriali di Bergamo Ezio Carissoni, l'Ing. Balduzzi in rappresentanza dell'Ordine degli Ingegneri di Bergamo e Aldo Coronati, presidente A.I.P.S.
L'affluenza, oltre ad aver superato ampiamente le aspettative numeriche sul tipo di target a platea, ha compreso oltre 120 iscritti provenienti da diverse città d'Italia: un vero trionfo, probabilmente dovuto alle presenze influenti e allo studio di temi di forte attualità. Il Comandante dei Vigili del fuoco De Palma ha esordito con un postulato secondo cui, per una gestione della sicurezza corretta in tutte le sue fasi e per una misura di prevenzione incendi davvero efficace nel tempo, è essenziale individuare "a valle" della progettazione tutti i parametri di valutazione e le problematiche. L'aumento delle aspettative pubbliche da parte dello Stato si traduce in un rafforzamento effettivo dei controlli. Per questo motivo l'elaborazione di una corretta strategia antincendio risulta determinante ai fini di un'eventuale ricostruzione degli elementi di sicurezza, per consentire quindi a chi li deve utilizzare un corretto studio. E' bene ricordare che la gestione della sicurezza prevede l'osservanza di una normativa verticale nella progettazione della strategia di rivelazione incendi di un particolare ambiente.
Come infatti segnala l'Ing. Andrea Natale, Business Development Manager Security di ADT Fire & Security, per la progettazione degli impianti dev'essere elaborato un progetto secondo le regole dell'arte (tutte le norme e le regole che esistono a livello internazionale), affinché si applichi la migliore tecnologia possibile a seconda delle norme che rappresentano lo stato dell'arte per quel tipo di tecnologia.
Questo è un concetto che vale sia per la progettazione che per la realizzazione degli impianti. Riassumendo quanto affermato invece dal Comandante De Palma, una corretta strategia di controllo antincendio dovrebbe includere i seguenti elementi: le norme e le regole tecniche per la corretta gestione della prevenzione di incendi; eventuali prescrizioni del Comando; le scelte progettuali prodotte sull'analisi del rischio, a loro volta tradotte in cogenti misure integrative sulla specifica area da proteggere.
Una conoscenza approfondita del mondo della prevenzione incendi implica la preparazione su argomenti quali: il carico d'incendio, il tempo impiegato dai vigili per spegnere il fuoco, la scelta funzionale della migliore tecnologia in funzione dei tempi di intervento dei componenti, le operazioni di verifica, le segnalazioni nel caso in cui non si riscontri un impianto a norma durante i controlli in esercizio.
Un buon sistema di rivelazione incendi, nota ancora Natale, deve garantire la più rapida rivelazione possibile, la facilità di manutenzione, la semplicità di aggiornamento, un'architettura di cablaggio flessibile e competitiva, e non generare falsi allarmi. Fondamentale anche l'aspetto di ridondanza della comunicazione, realizzata mediante una rete configurata per la trasmissione efficiente delle informazioni tra le diverse centrali. In un paese come l'Italia, che detiene tra l'altro il primato numerico sulla presenza di tunnel, progettare una rivelazione in grado di minimizzare i falsi allarmi e garantire tempi di reazione rapidi all'eventuale principio d'incendio in ogni tipo di ambiente è doveroso, soprattutto in relazione ad una trasmissione del segnale su lunghe distanze ed in presenza di contesti scarsamente normati dal punto di vista progettuale. La rivelazione lineare della temperatura in fibra ottica trova ottima applicazione sia sui cavidotti dove la temperatura si può sviluppare in maniera anomala, sia su scale mobili in posizioni che, per le parti meccaniche in movimento che generano attrito tra loro, risultano quindi più facilmente soggette allo sviluppo di un principio d'incendio. Oltre a questa digressione, Natale, nel corso della sua presentazione, ha traghettato il pubblico nel contesto normativo nazionale e internazionale vigente, in un quadro che ha ben evidenziato gli organismi normativi a garanzia di prodotti, sistemi e servizi, i principali riferimenti D. lgs e D.M., i parametri tecnologici da considerare a garanzia di un sistema di rivelazione incendi e le diverse e valide tipologie esistenti in campo. Ma la vera protagonista dell'incontro, è stata la nuova UNI 9795.
L'Ing. Carlo Grugnetti - Proposal Team Manager Security ADT Fire & Security – si è infatti occupato, con l'ausilio di rappresentative schede di approfondimento sulle nuove normative, di fare una disamina specifica in merito ai cambiamenti su come progettare correttamente un impianto antincendio in base alle norme EN 54 e UNI 9795. La rassegna dei parametri da tenere in considerazione nella progettazione degli impianti comprende dunque: i componenti del sistema, l'aspetto di sorveglianza, il posizionamento dei rivelatori e dei pulsanti, la centrale, gli apparati di segnalazione, la rete di collegamento. Non sono mancati degli esempi concreti in merito ad applicazioni specifiche e alle differenze tra i locali nella messa in opera progettuale, con un'attenzione particolare alla rilevazione fumi in spazi speciali (es. condotti), e ai diversi parametri di posizionamento dei nuovi rivelatori wireless.
Marco Suardi - Service Time & Material Manager di ADT Fire & Security – ha ripreso la norma UNI 11224, a descrizione delle procedure per il controllo iniziale, la sorveglianza e il controllo periodico, la manutenzione e la revisione dei sistemi di rivelazione automatica di incendio.
Si è rimarcato come la direttiva, in vigore già dal 2007, resti applicabile anche ai nuovi sistemi, e come lo scopo delle attività di manutenzione corrisponda alla verifica della funzionalità degli impianti più che a quella della loro efficacia, per la quale si rimanda invece alla UNI 9795. In merito all'importanza del ruolo moderno del tecnico manutentore, altro focus del convegno, si è inoltre rammentata la definizione ufficiale del DM37/2008: "[…] colui che dovrebbe garantire, attraverso gli opportuni controlli e interventi correttivi, sia la conservazione dello stato di efficienza degli impianti antincendio sia l'efficacia e la legalità degli impianti antincendio (preposti alla preservazione dell'incolumità delle persone dei beni e dell'ambiente)". Nonostante l'assenza di un decreto legge che obblighi a una formazione e ad un addestramento specifico per l'ottenimento dell'abilitazione ad operare sugli impianti antincendio in maniera professionale, l'unica modalità per verificare l'effettiva qualifica tecnica del manutentore è quella di richiedergli il possedimento di attestati formativi rilasciati da enti o associazioni di categoria che erogano questo tipo di servizi sul territorio italiano. Il presidente dell'A.I.P.S. Aldo Coronati ha sottolineato durante la sua presentazione come si sia deteriorata la severità del ruolo inizialmente associata a tale definizione, anche perché l'utente avrebbe progressivamente perso di vista l'Associazione come punto di riferimento cardinale, in un dibattito in cui si sono potuti rilanciare una serie di obiettivi concreti. Le numerose domande e gli applausi ricevuti alla fine del convegno hanno ben espresso il successo dell'iniziativa, e ci inducono a sperare in ruoli più rigorosi, disciplinati e risultati tangibili.

Nella foto: Carlo Grugnetti, Andrea Natale e Marco Suardi


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http://www.adtitaly.com


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