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Il progetto dove lo metto

25/01/2012

La Redazione

Il progetto di un'infrastruttura di videosorveglianza è considerato, dalla maggior parte degli installatori, un costo inutile e, quindi, una pratica "burocratica" da soddisfare perdendo meno tempo possibile. Eppure, per una rete incaricata di aumentare il livello di sicurezza, la progettazione rappresenta, oltre che un obbligo, anche un'opportunità di risparmio. Un'affermazione forse un po' forte ma che dev'essere valutata con attenzione.

L'obbligo di progettare un impianto di telecomunicazione, come prescritto dal Decreto Legge 163/06, appare scontato per quanti lavorano con la PA. Nel settore privato è invece importante sottolineare come, già nel DM 37/08, veniva specificato, all'articolo 3, che "l'installazione, la trasformazione e l'ampliamento degli impianti richiedono la redazione di un progetto da parte di un professionista iscritto negli albi professionali secondo la specifica competenza tecnica richiesta". Anche se viene ammessa la possibilità, per alcuni impianti, di redigere solo un "elaborato tecnico costituito almeno dallo schema dell'impianto da realizzare, inteso come descrizione funzionale ed effettiva dell'opera da eseguire". Un impianto di videosorveglianza, però, è quasi sempre collegato alla rete di telecomunicazione pubblica. Una caratteristica che, come specificato nell'articolo 2 dello stesso decreto, impone di applicare la "normativa specifica vigente".

Questo significa, all'atto pratico, che se le immagini sono trasmesse a distanza, è necessario rispettare il Decreto Legislativo 198/2010 e, in attesa del corrispondente decreto attuativo, il Decreto Ministeriale 314/92. In quest'ultimo documento viene specificato che l'"impresa autorizzata che ha provveduto alle operazioni di installazione e di collaudo deve consegnare all'abbonato all'atto dell'allacciamento dell'impianto alla rete pubblica, il progetto dell'impianto stesso sottoscritto da un progettista iscritto all'albo professionale". È però interessante notare come il Dm 314/92, a differenza del Dm 37/08, non specifichi quali debbano essere le caratteristiche di un progetto. Così, indipendentemente da quanto suggerito dalle Cei 306-10 "Sistemi di cablaggio strutturato", dove vengono indicate le prescrizioni progettuali rispettate dalla maggior parte degli addetti ai lavori, in alcuni casi la redazione del progetto è affidata alla fantasia dell'autore. Quest'ultimo, nel "rispetto" della legge, si limita così a tracciare una sorta di bozza. Una soluzione che dovrebbe mettere al riparo da eventuali sanzioni, ma che si rivela poco utile ed efficace.

Progettare conviene

Nell'ambito dell'edilizia nessuno affronterebbe mai una costruzione, anche minima, senza aver prima predisposto un adeguato progetto. Lo stesso dovrebbe avvenire nelle telecomunicazioni. Infatti, in assenza di un progetto nel quale vengono identificati, con sufficiente chiarezza, il materiale necessario ed eventuali difficoltà nel transito dei cavi, risulta impossibile definire persino un preventivo affidabile. In passato, in un mercato con poca concorrenza, i prezzi venivano tenuti artificialmente alti, garantendosi così un margine a fronte di eventuali problematiche non previste. Una modalità operativa che, oltre a mettere a repentaglio la possibilità di aggiudicarsi un'istallazione, espone al rischio di pessime figure nei confronti di un cliente. Attualmente, a fronte della crisi del settore, è invece necessario mantenere i prezzi bassi, magari ripiegando poi su prodotti di minor qualità, in caso di spese impreviste. In entrambi i casi, in mancanza di un'adeguata progettazione, è difficile conoscere la quantità di materiale necessario per una rete. Il personale in cantiere può così trovarsi privo della componentistica necessaria per eseguire i lavori previsti. Una situazione che comporta una costosa perdita di tempo, in seguito alla quale la consegna dei lavori potrebbe protrarsi oltre il previsto, con il rischio di eventuali penali.

Situazione aggravata dal fatto che, per ridurre le proprie immobilizzazioni, i distributori stanno limitando le scorte a magazzino, prolungando così i tempi di consegna. L'assenza di un'adeguata progettazione, eseguita a seguito di un attento sopralluogo sul cantiere, può inoltre far scoprire, solo durante l'installazione, la mancanza dello spazio per far transitare i cavi. Una situazione che induce ad adottare soluzioni alternative, non sempre tecnicamente possibili, o l'impiego di particolari attrezzature, i cui costi e i tempi di disponibilità non sono noti a priori. Una situazione che, a sua volta, si ripercuote sulla tempistica e sulla qualità. Il valore di una corretta progettazione, infine, viene apprezzato al termine dell'istallazione, quando è necessario verificare il corretto funzionamento della rete. Identificare le ragioni di un guasto potrebbe quindi rivelarsi complesso, soprattutto nelle reti più articolate, per la necessità di ripercorrere a ritroso l'intero percorso o riconoscere le connessioni all'interno dei pannelli di permutazione. Tutte situazioni che, ancora una volta, incidono sulle tempistiche di consegna del lavoro, con i relativi costi.

Fine lavoro… Fine business?

Sempre più spesso, il vero business è rappresentato dalla manutenzione e dall'ampliamento di una rete di videosorveglianza. Attività che possono rivelarsi particolarmente onerose quando si lavora su infrastrutture sconosciute, in quanto i percorsi sono affidati, semplicemente, alla memoria degli operatori. Il tutto senza dimenticare che, in assenza di una corretta mappatura degli impianti, anche un banale foro realizzato in una parete potrebbe danneggiare l'infrastruttura di comunicazione. Un impianto di sicurezza dovrebbe essere intrinsecamente... sicuro. Quello che sembra un gioco di parole nasconde, invece, una considerazione più importante: la reale sicurezza degli impianti e la tutela dell'istallazione. È infatti obiettivamente difficile realizzare un adeguato sistema di protezione, anche fisico, di un'infrastruttura pressoché sconosciuta e della quale, in molti casi, non si conosce nemmeno il numero di prese. Un ulteriore aspetto da non sottovalutare, infine, riguarda la tutela dell'azienda che ha realizzato un impianto. Un progetto realizzato accuratamente e sottoscritto dall'utente finale, infatti, consente di "certificare" il lavoro effettivamente realizzato, sgravandosi dalla responsabilità di eventuali interventi successivi, realizzati da personale non qualificato.

Un installatore chiamato a intervenire su una connessione che presenta problemi di trasmissione, se in possesso del progetto originale, può infatti dimostrare che uno specifico problema non è imputabile al suo lavoro, ma ad un intervento svolto da terzi. Una situazione, quest'ultima, con la quale devono spesso confrontarsi installatori professionisti, chiamati a risolvere problemi causati da operatori che, in possesso di competenze di tipo elettrico, realizzano interventi approssimativi sulle reti telecomunicazione. La stesura di un progetto accurato, infine, ha il vantaggio di proteggere l'azienda installatrice anche a fronte di richieste economiche. Come noto, infatti, un impianto elettronico potrebbe essere la causa di un incendio, con effetti anche devastanti. A fronte di queste situazioni, possedere un progetto in grado di dimostrare che le fiamme hanno avuto origine da una sezione dell'impianto realizzata da terzi rappresenta il miglior strumento di difesa a fronte di una richiesta di risarcimento.


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